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‘ndrangheta: maxi confisca di beni per 18 milioni alla cosca Procopio-Sia-Tripodi

Calabria

‘ndrangheta: maxi confisca di beni per 18 milioni alla cosca Procopio-Sia-Tripodi

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Finanza 5

Data esecuzione alla sentenza della Corte d’appello dopo la conferma della Cassazione. La confisca effettuata dagli uomini della guardia di finanza ad cosca del soveratese

 

CATANZARO – Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Catanzaro ha eseguito la sentenza della Corte d’appello del capoluogo riguardante la confisca dei beni per un valore di 18 milioni di euro a carico di un gruppo di persone accusate di fare parte della cosca di ‘ndrangheta Procopio-Sia-Tripodi, egemone nell’area del soveratese. I beni oggetto della confisca era stati sequestrati nel 2011 in occasione dell’operazione “Showdown”. I beni confiscati consistono in svariate quote societarie, beni mobili ed immobili in provincia di Catanzaro e varie attività economiche costituite da ditte individuali, nonché da alcune società a responsabilità limitata insieme alla quota parte di un villaggio turistico in fase di realizzazione denominato “San Sostene Resort” situato a pochi chilometri da Soverato.

Il provvedimento giudiziario, divenuto ormai definitivo, avendo superato il vaglio della suprema corte di Cassazione, è relativo all’operazione scaturita dall’indagine della DDA di Catanzaro condotta con il coordinamento dall’attuale Procuratore della Repubblica aggiunto, Vincenzo Capomolla. L’indagine, culminata inizialmente, del dicembre 2011, nel fermo di indiziati di delitto anche per associazione di tipo ‘ndranghetistico ed altri reati, nonché nel sequestro d’urgenza di un rilevane patrimonio, ha messo fine fine ad una complessa vicenda criminale finalizzata al controllo criminale ed economico del territorio del basso Ionio catanzarese caratterizzata da omicidi di efferati. Gli accertamenti patrimoniali svolti dai finanzieri hanno permesso di ricostruire gli interessi economici della cosca realizzati mediante il ricorso a schermi societari e a fittizie intestazioni di beni ed attività economiche.

La sentenza, ora in esecuzione per il profilo patrimoniale, oltre a riconoscere in capo a numerosi imputati, tra cui i maggiorenti della cosca Fiorito Procopio, Michele Lentini e Maurizio​ Tripodi, la responsabilità penale per vari ​reati contestati, dall’associazione di stampo mafioso, all’interposizione fittizia di beni, ai reati in materia di spaccio di stupefacenti, ha disposto la confisca del patrimonio riconducibile ai condannati. Si tratta di quote societarie, beni mobili ed immobili ubicati nella provincia di Catanzaro, attività economiche costituite da ditte individuali nonché da società a responsabilità limitata e la quota parte della metà di un villaggio turistico in fase di realizzazione denominato “San ​Sostene Resort”

 

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