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NOMI e VIDEO – “Fangorn”: il business della legna tra estorsioni e distruzione dei boschi

Quindici persone tra cui due donne, accusate di associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato ed alla ricettazione di legname nonché, per alcuni di essi, di furti di autovetture utilizzate per il trasporto dello stesso.
CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Sono 15 le persone finite in manette nell’ambito dell’operazione denominata “Fangorn” scattata questa mattina tra Corigliano Rossano e Trebisacce. Tra le accuse contestate agli indagati anche l’estorsione, sia tentata che consumata. per diversi episodi, un tentato omicidio, una serie di furti in abitazione, danneggiamenti seguiti da incendio nonché riciclaggio. Il nome del blitz evoca probabilmente “la foresta di Fangorn” una foresta di Arda, l’universo immaginario creato dallo scrittore inglese Tolkien presidiata e mantenuta dai suoi guardiani.
Il tentato omicidio di un allevatore rossanese
Le attività di indagine sono scattate a seguito del tentato omicidio dell’allevatore ad inizio gennaio 2018. I militari dell’Arma furono chiamati a seguito di una segnalazione da parte della vittima che avrebbe raccontato di essere stato attinto da colpi di fucile mentre era nell’area montana di Rossano mentre era a bordo del proprio fuoristrada. Nell’occasione, solo per caso fortuito i colpi finirono sul montante del fuoristrada e l’allevatore ne uscì sostanzialmente illeso.
Il business del legname
Ma le indagini condotte sia con attività tecniche ma anche dopo aver sentito diverse persone informate sui fatti e attività investigative tradizionali, hanno mostrato come una vera e propria organizzazione avrebbe gestito le attività di taglio abusivo di legname nelle aree montane di Rossano e come, a vario titolo, i partecipanti all’associazione avrebbero dato il loro contributo sia nel vero e proprio taglio, ma soprattutto nella ricettazione del legname depezzato che veniva poi stoccato in alcune aree o magazzini e rivenduto ai consumatori finali: le attività di taglio, come verificato attraverso sopralluoghi tecnici, avvenivano per lo più in aree demaniali, regionali e comunali tra cui alcune sottoposte a vincolo comunitario, poiché riconosciute da normative europee quali Siti di Interesse Comunitario “Habitat”.
I fuoristrada rubati per trasportare arrivare nei boschi e l’ovile bruciato
Per effettuare le operazioni di taglio, alcuni degli indagati inoltre, avrebbero effettuato una serie di furti di fuoristrada che venivano poi trasferiti in aree difficilmente accessibili nelle zone boschive di Rossano e Longobucco ed utilizzati per il trasporto del legname. Proprio la volontà di sfruttare le aree naturali sarebbe anche alla base di un tentativo di estorsione nei confronti dell’allevatore e commesso da quattro degli indagati nel novembre 2017, quando la vittima, recandosi presso il proprio appezzamento di terreno in località Conche di Longobucco, trovò un ovile completamente bruciato denunciando anche il furto di alcuni capi di bestiame e l’uccisione di altri.
Da quanto ricostruito nel corso delle investigazioni, il gesto avrebbe voluto incutere timore all’allevatore, costringendolo a liberare il proprio terreno al fine di avvantaggiare gli interessi e le dinamiche criminali dell’associazione.
VIDEO
Estorsioni ai proprietari di immobili, almeno 10 le vittime
Sempre nel corso delle indagini è emerso come, in alcune aree montane di Rossano due dei fermati avrebbero posto in essere anche delle estorsioni consumate in danno di dieci proprietari di immobili: questi ultimi, sotto la minaccia di danneggiamenti ed angherie avrebbero sborsato una quota annuale ai due fratelli per le attività di controllo, la cosiddetta guardiania nonché per i lavori di manutenzione necessari nel corso dell’anno.
I furti nelle abitazioni: portavano via attrezzi agricoli ed elettrodomestici
Ad alcuni degli indagati, poi, vengono contestati una serie di furti in abitazione avvenuti in Corigliano Rossano tra il marzo e l’aprile 2018, nel corso dei quali venivano asportati vari suppellettili, attrezzi agricoli ma anche elettrodomestici: in taluni casi venivano appiccati anche degli incendi all’interno delle abitazioni, creando maggiormente danno ed ingenerando un particolare allarme sociale nella popolazione.

Fatture false per giustificare il legname rubato
In un caso, un partecipante all’associazione per delinquere avrebbe sfruttato alcune fatture false della propria azienda agricola al fine di giustificare il legname rubato e rendere difficoltosi i controlli da parte delle Forze dell’Ordine: per tale motivo viene contestato il reato di riciclaggio.
NOMI – i 15 soggetti raggiunti dai provvedimenti
Tedesco Giuseppe di 47 anni
De Martino Leonardo di 47 anni
De Martino Luigi, classe di 46 anni,
De Martino Pasquale di 22 anni
De Martino Luigi di 26 anni
De Martino Natale di 52 anni
Faustini Giuseppe di 39 anni
Larocca Gennaro di 37 anni
Macaretti Nicola di 38 anni
Macaretti Antonio di 29 anni
Macaretti Domenico di 67 anni
Lizzano Michele di 56
Tavernise Maria Antonietta di 23
Vulcano Rosaria di 37 anni
Curia Vincenzo di 55 anni
L’attività investigativa svolta dagli uomini della Compagnia di Rossano, coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Luca Primicerio e diretti dal Procuratore della Repubblica di Castrovillari Dott. Eugenio Facciolla, ha permesso di far luce su un fenomeno criminale molto sentito dalla popolazione e che, per la prima volta, viene aggredito in maniera particolareggiata nonostante le difficoltà legate all’ottima conoscenza delle aree montuose da parte degli indagati e la contestuale morfologia del territorio.
Proprio gli accertamenti svolti in queste aree, hanno permesso di documentare che, nel tempo, i tagli abusivi avrebbero fruttato illegalmente centinaia di migliaia di euro. Inoltre, dall’attività info-investigativa è emerso come da parte degli indagati non vi fosse alcuna remora nel depauperare il patrimonio boschivo del territorio, anche abbattendo alberi secolari tutelati da apposite normative a carattere comunitario.
Per dodici degli odierni indagati si sono aperte quindi le porte del carcere di Castrovillari, mentre due donne sono state tradotte presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari; soltanto per uno di loro, il provvedimento è stato notificato presso la Casa Circondariale di Castrovillari, essendo già sottoposto a misura cautelare in carcere per altra causa.
L’operazione ha coinvolto oltre centoventi militari dell’Arma ed è stata eseguita con il supporto del 14° Battaglione Carabinieri “Calabria”, dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e unità cinofile nonché di un velivolo dell’8° nucleo elicotteri di Vibo Valentia.



















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