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Lsu Lpu, NIdil Cgil Cosenza: “nessun passo in avanti, dopo 20 anni 650 euro al mese”

Cosenza

Lsu Lpu, NIdil Cgil Cosenza: “nessun passo in avanti, dopo 20 anni 650 euro al mese”

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Riunione lunedì scorso, del Comitato direttivo NIdiL (Nuove Identità di Lavoro) CGIL di Cosenza la cui discussione è stata incentrata sulle stabilizzazioni dei lavoratori della l.r. n. 15/2008 e degli ex Lsu ed Lpu. Si chiede una stabilizzazione dignitosa

 

COSENZA – Per la legge regionale 15/2008 si ritiene indispensabile mantenere alta l’attenzione affinché la piattaforma presentata nell’audizione della III commissione consiliare regionale, tenutasi il 10 ottobre, venga realizzata. “Il nostro impegno – scrivono il presidente e il segretario regionale Sonia Nucci e Ivan Ferraro – come sempre, sarà assiduo già dai primi mesi dell’anno per portare a termine questa vertenza entro il 2020, evitando così ulteriori proroghe che non garantiscono, tra l’altro, istituti obbligatori come la malattia o le ferie retribuite”.

“Per quanto riguarda i lavoratori ex lsu lpu, dopo tanti provvedimenti messi in campo, sia dal Ministero del Lavoro che dalla Regione Calabria, la vertenza anziché fare passi in avanti sembra arretrare notevolmente. Come NIdiL CGIL di Cosenza non consideriamo stabilizzazioni quelle con contratto a 18 ore, è mortificante, dopo più di 20 anni di precariato, ritrovarsi a campare con 650 euro al mese. In questo clima elettorale si assiste ogni giorno a proclami di obiettivi raggiunti. Il nostro obiettivo, è stato da sempre, e rimane quello di stabilizzare in maniera dignitosa tutti i lavoratori, e ciò non sta avvenendo”.

“I contributi regionali e nazionali, seppur storicizzati – prosegue la nota sindacale – se non si legano ad una compartecipazione dell’ente utilizzatore rimangono fini a se stessi, consentendo ulteriormente agli enti di sfruttare i lavoratori a costo zero. L’ottica che ha accompagnato, per 20 anni, questo precariato deve essere totalmente cambiata. È necessario che i contributi siano assegnati solo agli enti che integrano con risorse proprie, per consentire un contratto pari, almeno, quello avuto a tempo determinato”.

“La discrezionalità lasciata agli enti, sia per le procedure che per la quantificazione delle ore di lavoro, deve necessariamente essere rivista e filtrata attraverso norme precise, che rendano il percorso di stabilizzazione equo per tutti i lavoratori. Anche le ultimissime norme approvate nella legge di bilancio 2020 non saranno decisive per una stabilizzazione “dignitosa” dei lavoratori. Solo chi non ha competenza in materia e non ha seguito la vertenza sin dall’inizio, può cantare vittoria per questi risultati. Come organizzazione sindacale continueremo nella lotta – conclude la nota –  per il pieno riconoscimento dei diritti dei lavoratori ex lsu lpu, scongiurando questa macelleria sociale che si sta consumando tra il silenzio delle parti sociali e i proclami di una politica incompetente e inconcludente”.

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