Italia
Manovra, Ok definitivo: no aumento Iva, taglio cuneo fiscale e incentivi a chi usa le carte di credito

Il Governo ha incassato la fiducia: via libera definitivo dell’Aula della Camera alla Manovra con 312 voti a favore, 153 i contrari, due gli astenuti. Bagarre per lo striscione contro i Cinquestelle
ROMA – E’ bagarre quando i deputati di Fratelli d’Italia espongono uno striscione in Aula alla Camera con la scritta “M5S parlava di rivoluzione, ora pensa solo a mangiare il panettone”. E quando Federico Mollicone, uno tra i deputati Fdi che espone lo striscione, sale sui banchi, il presidente Fico lo espelle. Mollicone dapprima fa resistenza, poi viene accompagnato fuori dai commessi mentre la maggioranza urla “Fuori, fuori!”.

Ma ecco la manovra approvato: nessun aumento Iva, taglio del cuneo fiscale, lotta all’evasione e incentivi a chi usa le carte di credito, superticket addio dal primo settembre. E poi plastic tax e sugar tax. Per il cuneo fiscale tre miliardi per il 2020 e 5 per il 2021. Oltre che da un maggior ricorso al deficit e dalla spending review, la legge è finanziata dalla stangata sui giochi.
Un provvedimento da 32 miliardi
Ecco le misure: nessun aumento dell’Iva, taglio del cuneo fiscale, lotta all’evasione, che si traduce in incentivi all’uso delle carte di credito, e stop al superticket. E poi plastic tax e sugar tax. Il blocco dell’aumento dell’Iva è costato 23 miliardi di euro: il valore complessivo della manovra è di 32 miliardi. Per il cuneo fiscale sono stati stanziati 3 miliardi per il 2020 e 5 per il 2021: entra in vigore a luglio 2020 e si tradurrà in circa 50 euro in più nelle buste paga dei lavoratori al di sotto di una certa soglia di reddito.
Cinque nuove tasse
Decise cinque nuove tasse, ma an che premi a chi paga con carta. Le tasse riguarderanno il costo dei prodotti, come la sugar tax sulle bibite mentre per chi paga con le carte il ‘premio’ sarà una sorta di bonus befana. Spazio anche alla lotteria degli scontrini, che garantiranno il rimborso di una quota degli acquisti fatti con carta di credito. Oltre alla sugar e alla plastic, il primo capitolo comprende le tasse sulle auto aziendali, quella sulle cartine per le sigarette fai da te e quella sui giochi. La tassa sulla plastica, da applicare sugli imballaggi monouso, era fissata a un euro al chilogrammo, e quella sullo zucchero, che grava sulle bevande analcoliche, a 10 centesimi al litro. Alla fine, la prima è stata ridotta a 45 centesimi ed entrerà in vigore a luglio. La seconda, rimasta tale e quale, è slittata a ottobre.
C’è poi il fringe benefit, cioè il ‘peso’ in busta paga delle auto aziendali. La revisione della tassazione sui mezzi aziendali si è trasformata quindi in un incentivo all’acquisto di mezzi “green“. Le nuove disposizioni si applicheranno infatti solo ai nuovi contratti e prevedono che l’impatto delle auto ecologiche sugli stipendi scenda dal 30% al 25%, e che quello delle auto più inquinanti salga fino al 60%.

Altra tassa riguarda i fumatori ma in particolare che utilizza le cartine e i filtri, con un aumento di 0,0036 euro “per ciascun pezzo contenuto nella confezione destinata alla vendita”. Una confezione da 50 cartine costerà 0,18 centesimi in più. Aumenti anche per il gioco: dal 15 gennaio il prelievo sulle vincite alle slot oltre i 200 euro salga da 12 per cento al 20 per cento. Per le lotterie istantanee, come i gratta e vinci, dal primo marzo il prelievo sulle vincite oltre 500 euro passerà dal 12 per cento al 20 per cento.
La lotteria che premia invece, ovvero quella degli scontrini, partirà a luglio ma i dettagli sono ancora da definire: le previsioni parlano di estrazioni mensili, con premi da 10 mila euro, 30 mila euro e 50 mila euro, e una annuale più consistente. Parteciperanno i consumatori che hanno fatto acquisti con carte e bancomat. Saltate invece all’ultimo minuto la legalizzazione della cannabis light e la Tobin tax, che avrebbe tassato dello 0,04% alcuni tipi di transazioni finanziarie on line. E per le clausole di salvaguardia Iva disinnescate, altre sono state innescate: rispetto a quanto previsto dalle vecchie manovre, c’è il rischio di ulteriori 303 milioni di accise sui carburanti nel 2021.



















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