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Hashish, cocaina e marijuana: Marando di Platì a Roma come nelle ‘vele’ di Scampia

Calabria

Hashish, cocaina e marijuana: Marando di Platì a Roma come nelle ‘vele’ di Scampia

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operazione coffee break roma

L’operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma è scattata nelle province di Roma, Napoli, Reggio Calabria, Viterbo e Frosinone. Hashish, cocaina e marijuana per un’attività basata sul modello “Scampia” dalla ‘ndrina di Platì nelle piazze di spaccio del quartiere romano di San Basilio

 

ROMA – Le indagini sono state avviate dopo l’arresto in flagranza di reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, eseguito il 18 marzo 2016, nei confronti del titolare del bar “Coffee Bean” nel quartiere Talenti, sorpreso a cedere cocaina e marijuana ad un avventore del proprio esercizio commerciale, poi individuato quale promotore di una organizzazione criminale dedita al narcotraffico, duramente colpita, nel luglio 2018, con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 12 soggetti.

I provvedimenti di oggi invece, sono il frutto di ininterrotte indagini coordinate dalla DDA capitolina e delegate ai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Montesacro che hanno consentito di disarticolare un sodalizio criminale dedito al traffico, alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish, cocaina e marijuana, operante in una delle più importanti piazze di spaccio del quartiere romano di San Basilio (via Sirolo, via Mondolfo, via Pievebovigliana e via Corinaldo).

MONTESACRO 4

La costante attività investigativa ha consentito di individuare tre sodalizi criminali, collegati dall’attività dei fratelli Alfredo e Francesco (detto Ciccio) Marando, nativi di Platì (Rc) e da alcuni anni residenti nel quartiere romano di “San Basilio”, figli del più noto Rosario e nipoti del narcotrafficante Pasquale Marando, questi ultimi elementi di spicco dell’omonima ‘Ndrina platinese.

I due erano in grado di movimentare significative quantità di droga, rifornendo non soltanto il gruppo ad essi direttamente facente capo e oggetto della misura cautelare suddetta, ma anche due altri gruppi operanti sul territorio.

Gli approfondimenti svolti hanno fatto luce sulle dinamiche operative del folto gruppo dei Marando che, progressivamente insediatosi sul territorio popolare di San Basilio, ha gestito, con l’ausilio di un considerevole numero di vedette e di pusher in vario modo coordinati, una costante, pervasiva e remunerativa attività di spaccio.

MONTESACRO 3

Dai capi alle vedette, ispirati alle “vele” di Scampia

Quanto emerso dalle indagini ha dunque restituito l’immagine di una vera e propria consorteria, stabilmente dedita al narcotraffico, fondata sulla divisione dei compiti tra i capi, gli organizzatori, e i pusher e/o vedette; sodalizio che aveva trasformato, con metodiche ispirate al modello de “le vele” di Scampia, un popoloso complesso immobiliare in una enclave nella quale svolgere una costante e remunerativa attività di stoccaggio, gestione e spaccio di sostanze stupefacenti. La redditività dell’attività illecita veniva certificata anche in occasione di una perquisizione effettuata presso l’abitazione di alcuni degli arrestati che venivano trovati in possesso della contabilità e di una notevole somma di denaro in banconote di vario taglio.

L’indagine è stata condotta con non poche difficoltà, derivanti dalla presenza continua di vedette preposte al controllo; tuttavia, sono stati documentati numerosissimi episodi di spaccio, che hanno disvelato chiaramente le dinamiche operative e l’organigramma del gruppo, suddiviso in pusher e/o vedette, organizzatori e capi.

Pusher e vedette

Assumevano le loro posizioni agli ingressi principali del comprensorio popolare e sui tetti degli immobili, con compiti interscambiabili di vigilanza e/o spaccio al minuto; il gruppo mutava di frequente a causa dei numerosi arresti in flagranza – oltre 90 – effettuati dai Carabinieri della Compagnia Roma Monte Sacro.

MONTESACRO

Gli organizzatori

Erano diretti fiduciari dei capi  e formavano un gruppo più ristretto, preposto al coordinamento dello spaccio, al prelevamento del narcotico dai luoghi di occultamento e al conseguente rifornimento dei pusher, custodendo altresì il ricavato delle vendite di droga. Tra gli organizzatori, emergono i fratelli Domenico Natale Perre, detto Micu, e Paolo, nativi di Platì, da qualche anno trasferiti a Roma nel quartiere San Basilio, nonché Marco Lenti e Gian Claudio Vannicola, sanbasilini dalla nascita.

Capi e promotori del sodalizio

Erano Alfredo e Francesco Marando, erano preposti alla direzione, vigilanza, coordinamento e gestione dei pusher e delle vedette, alla fissazione dei compensi spettanti a questi ultimi sulla base dell’attività svolta (stabilendone anche compiti, orari e reperibilità), alla definizione degli eventuali contrasti insorti tra i diversi accoliti e, ove necessario, alla assistenza legale e/o economica a favore dei sodali.

VIDEO – il Tenente Colonnello Antonio Caterino, Comandante del Gruppo Carabinieri Roma

Il caso del pusher e del giorno di vacanza

E’ emblematico il caso di un pusher, assentatosi per un giorno intero senza autorizzazione, per recarsi al mare con la fidanzata, abbia ricevuto la durissima reazione di Alfredo Marando, il quale chiariva che quel giorno di riposo lo avrebbe potuto godere solo dopo aver trovato un sostituto per l’illecita attività.

Inoltre, sono state monitorate due autovetture identiche per modello e colore, adibite alla temporanea detenzione di sostanze stupefacenti, anche in virtù di apposito sistema di “doppiofondo”, mentre all’interno di un’abitazione a disposizione del gruppo, il 28 aprile 2017, sono stati arrestati cinque soggetti, sorpresi a confezionare numerosissime dosi di narcotico, tratte da una provvista di 5 kg., tra cocaina, hashish e marijuana.

Durante l’attività d’indagine, sono stati segnalati alla Prefettura 38 soggetti quali assuntori di sostanze stupefacenti e sequestrati complessivamente kg. 2,961 di hashish, kg. 12,106 di cocaina, kg. 1,471 di marijuana e la somma contante di € 96.325, costituente il provento dell’attività di spaccio.

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