Italia
In Italia 16.000 terremoti registrati nel 2019. Una scossa ogni 30 minuti, ma numeri in calo

Sono queste le cifre dell’attività sismica in Italia nel 2019, secondo le rilevazioni della Rete Sismica Nazionale (Rsn) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia “il numero di terremoti localizzati nell’anno appena concluso è ancora in calo rispetto agli ultimi tre anni”
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COSENZA – Italia Paese ad alto rischio sismico da nord a sud. La pericolosità è inferiore solo a zone come California e Giappone, ma la vulnerabilità è tuttavia maggiore per la “fragilità del patrimonio edilizio”. A confermare quello che già si conosce da tempo sono più che mai i numeri, quelli evidenzianti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) che ha pubblicato i dati relativi al 2019 dalla Rete Sismica Nazionale, ovvero il numero e l’intensità dei terremoti che si sono verificati nella nostra nazione nell’anno appena concluso ma che evidenziano anche un dato interessante, ovvero il numero delle scosse continua a calare.
Un terremoto ogni mezz’ora
I dati, riportati sul blog ‘Ingvterremoti’ e in una mappa interattiva navigabile, confermano ancora una volta che l’attività sismica è in calo, sia rispetto al 2018 (quando si sono registrati 23.180 eventi) che al 2017 (44.000 terremoti) e al 2016 (‘annus horribilis’ con 53.000 scosse). Nel 2019 si è verificato un terremoto ogni 30 minuti, oltre 45 scosse al giorno, per un totale di 16.584 eventi in un anno “il numero di terremoti localizzati nel 2019 è ancora in calo rispetto agli ultimi tre anni, in particolare se lo si confronta con il numero di terremoti del 2016 e 2017 che è stato influenzato notevolmente dalla sequenza di Amatrice – Visso – Norcia, in Italia centrale, iniziata il 24 agosto 2016”, spiega Maurizio Pignone, geologo dell’Ingv.
Numeri in calo rispetto agli ultimi 3 anni
Già dal 2018 gli eventi sismici determinati da questa sequenza sono diminuiti e nel 2019 si sono ulteriormente ridotti anche se, in percentuale, essi rappresentano un valore ancora molto elevato rispetto al totale della sismicità in Italia: circa il 40%”. Nel 2019 l’evento di magnitudo più alta, pari a 4.5, è stato registrato nel Mugello il 9 dicembre mentre, al di fuori dei confini italiani, il sisma più forte è stato localizzato in Albania il 26 novembre, nei pressi di Durazzo, con magnitudo 6.2.
“Gli eventi di magnitudo compresa tra 4.0 e 4.5 nel 2019 sono stati una decina per lo più legati a sequenze sismiche, più o meno lunghe, come quelle nel Tirreno cosentino, quelle di Amatrice-Visso-Norcia e quella dell’area etnea di dicembre 2018″, prosegue Pignone. “Altri terremoti, invece, possono considerarsi come eventi isolati. È bene evidenziare che le sequenze sismiche iniziate nel 2019 sono avvenute in aree diverse del nostro territorio, sono state generalmente di breve durata (al massimo qualche decina di giorni) e hanno registrato valori di magnitudo non elevati”. Al di là di tali eventi, il 90% circa degli eventi sismici localizzati in Italia nel 2019 ha avuto magnitudo minore di 2.0 e salvo qualche eccezione (come in caso di ipocentri molto superficiali e in prossimità di aree abitate) non sono stati avvertiti dalla popolazione.
I terremoti del 2019 in Italia e nelle aree limitrofe
- 16584 terremoti registrati in Italia e nelle aree limitrofe.
- 1854 terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 2.0.
- 9 eventi di magnitudo maggiore o uguale a 5.0, tutti avvenuti al di fuori del territorio italiano: la maggior parte in Albania, uno in Bosnia e uno in Algeria.
- 23 terremoti di magnitudo compresa tra 4.0 e 4.9; di cui 12 localizzati in territorio albanese, 8 eventi di magnitudo compresa tra 4.0 e 4.5 in territorio italiano e 3 nel mar Tirreno e nel mar Ionio.
- 172 terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9.
La sismicità al largo del tirreno cosentino
Nel 2019 in un’area qualche chilometro a largo della costa calabra nord-occidentale (provincia di Cosenza) sono stati registrati numerosi terremoti, circa 115 di diverse magnitudo e profondità ipocentrali. L’evento del 25 ottobre, di magnitudo Mw 4.4 e profondità 12 km, è stato il più forte e anche quello maggiormente risentito nelle aree costiere adiacenti. Tutti gli altri eventi sono stati di bassa magnitudo, di questi solo 6 hanno raggiunto o superato magnitudo 3.0.

















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