Intrattenimento
Il 2020 è un anno bisestile: febbraio leggende e curiosità

Solitamente passa senza che gli si dedichi particolare attenzione. Eppure il 29 febbraio, il giorno “extra” regalatoci dall’anno bisestile, è qualcosa di più di un semplice riempitivo.
COSENZA – Con febbraio inizia uno dei mesi dell’anno più stravaganti per diverse ragioni: innanzitutto perché è un mese che, come tutti ben sanno, ogni 4 anni varia i giorni di cui è composto ma soprattutto perché ha solo 28 giorni e non come la totalità degli altri mesi dell’anno.

Il 2020 è un anno bisestile. Un giorno in più, che nel corso dei secoli ha dato adito a leggende e curiosità. Aggiungere un giorno ogni quattro anni si è reso necessario a causa del moto di rivoluzione della Terra, cioè il periodo che impiega per ruotare attorno al Sole, che è di circa 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi. I decimali però, a lungo andare andrebbero ad alterare i cicli stagionali, dunque è stata trovata la soluzione del giorno in più. Per quanto riguarda il termine, ovvero la parola bisestile, a coniarlo furono i Romani che aggiungevano il giorno in più dopo il 24 febbraio, bis sexto die. E proprio al periodo dei romani risale la prima introduzione nel calendario di un giorno in più. A volerla fu Giulio Cesare nel lontano 46 a.C.. In seguito, da quando si iniziò a contare i giorni del mese dal primo e con numeri progressivi, il giorno extra fu inserito alla fine di febbraio, il 29 appunto. Ben presto si pose un problema: i giorni bisestili erano troppi e il calendario adottato non coincideva con quello solare. Con la riforma gregoriana, attuata proprio da Papa Gregorio XIII, nel 1582 vennero letteralmente cancellati i giorni dal 4 al 15 ottobre e l’equinozio di primavera venne riportato al 21 marzo. Il calendario gregoriano, che è quello utilizzato ancora oggi, previde dunque che gli anni bisestili fossero solo quelli divisibili per quattro.

Leggende
Nel corso dei secoli intorno al giorno extra, il 29 febbraio appunto, si vennero a creare diverse leggende e tradizioni. Nei Paesi anglossassoni, ad esempio, è l’unico giorno in cui sono le donne a poter chiedere la mano al fidanzato, e non viceversa. A quanto pare fu San Patrizio a concedere questo onore alle donne, dopo le insistenti richieste di Santa Brigida. Ma non basta. Perché la particolarità delle richiesta di matrimonio in tale giorno sta nel fatto che gli uomini, dopo averla ricevuta, non possono sottrarvisi: devono per forza dire sì. Quest’obbligo, forse, è dovuto alla regina Margaret di Scozia, che intorno al 1200 aveva stabilito che gli uomini che rifiutavano la proposta del 29 febbraio dovevano pagare un’accisa salatissima. Ottimo deterrente, dunque, per fare in modo che i promessi sposi diventassero realmente tali dopo la richiesta da parte della compagna. La leggenda è cosi radicata ancora oggi, che il alcuni paesi del Nord Europa, gli uomini che rifiutano una proposta di matrimonio nel giorno bisestile, devono risarcire la fidanzata con capi di abbigliamento. Diverso, invece, è il caso del matrimonio celebrato il 29 febbraio: in molti Paesi è considerato ancora oggi di cattivo auspicio, e pochissimi la fissano come data delle nozze.
E chi nasce oggi come si organizza con i compleanni? In genere si fa il 28 febbraio o il 1° marzo. Tra i personaggi celebri nati il 29 febbraio vi sono nomi altisonanti come Papa Paolo III o Gioacchino Rossini.

Leap Year
Un giorno e un anno speciale, che in inglese è definito “leap year“, ovvero anno del salto. La definizione si basa sul fatto che negli anni normali, ogni data cade il giorno della settimana successivo rispetto a quello dell’anno precedente. Nell’anno bisestile, invece, si salta un giorno e dunque cadono due giorni dopo rispetto all’anno prima. Per alcuni porta fortuna, per altri è di cattivo auspicio; altri ancora lo ignorano e non si rendono nemmeno conto che esiste e che l’anno prima non c’era. Comunque lo si viva, il 29 febbraio ci fa capire quanto sia labile il tempo, che troppo spesso scorre senza che noi riusciamo a rendercene conto. Avremmo bisogno di tanti giorni in più, ma dilatare il tempo non ci è ancora concesso, e dunque non ci resta altro da fare che goderci quest’anno bisestile, sfruttando il suo 366° giorno per dedicarci a ciò che ci è più caro.


















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