Calabria
Incendio al “Grande Albergo delle Fate”, mobilitazione per la messa in sicurezza

Dopo l’incendio sabato scorso che ha interessato l’Albergo Parco delle Fate, parte la mobilitazione. Mentre il tetto interessato dall’incendio è stato già oggetto dai primi lavori, si chiede la salvaguardia della struttura
TAVERNA (CZ) – Il “Grande Albergo delle Fate” di Villaggio Mancuso, luogo simbolo del turismo montano calabrese del secondo dopoguerra, chiuso ormai da anni è stato interessato sabato scorso da un incendio che ha interessato una parte del tetto della strutture. Per fortuna le fiamme sono state controllate e domate dai vigili del fuoco e sono stati tanti i cittadini che hanno dato una mano per salvare quello che, anche se attualmente non in funzione, rappresenta una sorta di icona della Sila Catanzarese e che negli anni del boom, ha conosciuto stagioni di grande interesse e frequentazioni di star del cinema e dello spettacolo come Sophia Loren, Silvana Mangano e Amedeo Nazzari.
In merito ieri è intervenuta la deputata di Fratelli d’Italia, Wanda Ferro, che ha presentato un’interrogazione al ministro per i Beni culturali e il Turismo: “L’incantevole ‘Albergo delle Fate’, costruito durante gli anni ’30 nel cuore della Sila Piccola, è ‘Monumento Storico Nazionale‘ ed è stato dichiarato nel 2007 dal Ministero dei Beni culturali ‘Bene di notevole interesse architettonico‘. La sua salvaguardia non può essere demandata quindi ai soli sacrifici e all’amore dei privati, ma richiede l’intervento dello Stato”.
“Il ‘Grande Albergo delle Fate’, situato nel Comune di Taverna – sostiene nell’interrogazione il deputato di Fdi – è stato realizzato completamente in legno negli anni ’30 al centro di Villaggio Mancuso, come struttura ricettiva immersa nella natura, circondata da alti pini e da una ricca vegetazione. La struttura, che presenta soluzioni architettoniche ancora oggi modernissime, è tappezzata all’interno da pregiati arazzi dell’artigianato silano, su cui ha lavorato anche manodopera austriaca. Tra gli anni ’50 e ’60 fu meta del jet-set e dell’aristocrazia europea dell’epoca, oltre ad essere stata location per produzioni cinematografiche“.
“Pur a fronte degli antichi sfarzi – prosegue Ferro – l’Albergo delle Fate, per le sue caratteristiche costruttive, è soggetto a degrado strutturale, e necessita di consistenti lavori manutenzione“. Per questo la parlamentare ha chiesto al governo di intervenire per “l’immediato ripristino del soffitto dell’Albergo delle Fate, per l’avvio di interventi di conservazione strutturale e per la successiva valorizzazione dell’edificio, ai fini turistici, nell’ambito delle iniziative di sostegno alle aree montane”.

Anche il consigliere regionale di ‘Io Resto in Calabria’ Francesco Pitaro chiede un intervento in particolare agli “assessori alla Cultura e al Turismo della Regione, che presto si insedieranno, e alla Commissione competente del Consiglio regionale. E’ opportuno che programmino un sopralluogo al ‘Grande Albergo delle Fate’ della Sila Piccola, per rendersi conto della gravità in cui versa questo ‘monumento nazionale’ eretto nell’anno della ‘grande depressione'”.
“Sarebbe un buon inizio – prosegue Pitaro – ed è la dimostrazione che in Calabria s’intende dare un taglio alla disattenzione verso i nostri beni culturali e turistici senza la cui salvaguardia nessuna crescita sarà possibile. La riparazione tempestiva del tetto (da parte della proprietà) colpito dall’incendio dei giorni scorsi è apprezzabile ma non soddisfacente. Vista la condizione di fragilità in cui l’Albergo delle Fate versa, è necessario capire se c’è la possibilità di un rapido intervento di manutenzione generale o se bisogna attendersi che il prossimo incendio lo mandi in fumo per sempre”.
“Condivo l’interrogazione dell’on. Wanda Ferro – sostiene ancora Pitaro – che chiede al Ministero dei Beni culturali ‘l’avvio di interventi di conservazione strutturale e per la successiva valorizzazione’, ma siccome qui il tempo non è una variabile indipendente è auspicabile che il Comune di Taverna, il Parco nazionale della Sila, la Regione e il Governo individuino una strategia e le risorse necessarie per mettere in sicurezza uno dei simboli più prestigiosi delle bellezze della nostra montagna e dell’intraprendenza imprenditoriale calabrese“.



















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