Calabria
Coronavirus, Anelli: “se arranca la Lombardia, in Calabria non potremmo farcela”

Il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici, intervistato su Repubblica lancia l’allarme sulle strutture ospedaliere e Sud: “In Puglia e Campania forse potremmo farcela e anche in Sicilia potremmo riuscire a reggere come in Lombardia; ma in Calabria non credo proprio. E in Molise la situazione è addirittura drammatica”
ROMA – Il coronavirus si sta diffondendo anche al Sud (in Sicilia superati i 30 casi, in Campania sono 50, 19 in Puglia), dove diviene sempre più preoccupante la situazione nei presidi ospedalieri si alcune regioni. Nosocomi colmi, pochi posti letto e carenza di personale sanitario sono le principali preoccupazioni. Prima del coronavirus c’erano 1.582 posti in terapia intensiva negli ospedali pubblici delle sette regioni del Sud. In tutta Italia sono 5.395. Il dipartimento Tutela della Salute della Calabria nei giorni scorsi ha effettuato una ricognizione sulle dotazioni di posti letto di Terapia Intensiva negli ospedali regionali. All’esito delle verifiche è emerso che i posti disponibili sono complessivamente 107.
A lanciare l’allarme riguardo l’emergenza coronavirus al Sud è Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici, che intervistato su Repubblica.it ha dichiarato: “se arranca la Lombardia, che non ha fatto tagli nei posti letto e ha il rapporto tra popolazione e ospedali maggiore d’Italia, figuriamoci cosa può succedere al Sud, dove abbiamo enormi svantaggi in termini di attrezzature e di personale”. Ma la vera emergenza prospettata da Anelli riguarda proprio la Calabria. “In Puglia e Campania forse potremmo farcela – dice ancora Aneli – e anche in Sicilia potremmo riuscire a reggere come in Lombardia; ma in Calabria non credo proprio. E non parliamo del Molise – ha detto ancora Anelli – dove la situazione in termini di personale e strutture è drammatica”.

Lo scenario è quello di una guerra, ma ai soldati-medici dal fronte “mancano mascherine, camici e visiere. Il ministro – conclude Anelli – mi ha assicurato stamattina che la distribuzione alle Regioni è avvenuta, ma io continuo a ricevere segnalazioni da medici in tutta Italia. Ma si può combattere così la guerra a un nemico che ha già spedito un centinaio di medici generici in quarantena?”
Posti Terapia Intensiva Ospedali hub Calabria
Pugliese Ciaccio di Catanzaro 16 più, riservati a pazienti che manifestino i sintomi di malattie infettive diffusive. Al policlinico Mater Domini ve ne sono 8. All’ospedale Annunziata di Cosenza ne risultano 17. mentre al grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria sono 13.
Posti Terapia Intensiva Ospedali spoke Calabria
Negli ospedali spoke, il censimento ha consentito di individuare 2 posti all’ospedale di Castrovillari, a Cetraro 6, a Crotone 4, a Lamezia Terme 10, a Locri 9, a Polistena 12, a Rossano 4 e a Vibo Valentia 6. “Ritengo particolarmente importante l’invito, ancora non raccolto, che le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno rivolto al presidente della Giunta regionale Jole Santelli e al Commissario ad Acta per l’attuazione del Piano di rientro Saverio Cotticelli, in merito ad un incontro per affrontare l’emergenza Coronavirus visto anche la situazione in cui versa la sanità calabrese, commissariata da oltre dieci anni“. Lo scrive in una nota il consigliere regionale del Pd Carlo Guccione. “Creso sia fondamentale, così come ha fatto il Governo nazionale, che in questo momento particolarmente difficile per il nostro Paese vengano coinvolti tutti gli attori, forze sociali, economiche, produttive, il mondo del volontariato, etc., per aiutare a fronteggiare al meglio l’emergenza sanitaria. E lo ribadisco – continua Guccione – anche alla luce del fatto che proprio oggi, sul quotidiano “La Repubblica”, si sostiene che la sanità del Mezzogiorno non sarebbe attrezzata ad affrontare questa emergenza. Il presidente della Federazione nazionale dei medici, Filippo Anelli, infatti ha ammesso: ‘Se arranca la Lombardia, che non ha fatto tagli nei posti letto e ha il rapporto tra popolazione e ospedali maggiore d’Italia, figuriamoci cosa può succedere al Sud, dove abbiamo enormi svantaggi in termini di attrezzature e di personale“. Mi sarei aspettato, e non lo dico polemicamente, che Jole Santelli, conoscendo anche la sua sensibilità, avesse informato tutti i consiglieri regionali – si legge ancora nella nota – anche quelli di minoranza, sulle misure che sono state adottate e si intendono adottare, e sulla reale situazione del sistema sanitario calabrese nell’affrontare tale emergenza. Il sistema emergenza-urgenza, la rete ospedaliera e territoriale calabrese dopo dieci anni di commissariamento è stremato dal blocco del turnover e dalla mancanza di posti letto per acuti autorizzati, previsti dal Dca 64/2016 e mai attuati. Solo nella provincia di Cosenza i posti letto per acuti non attivati sono oltre 350. Inoltre, in questi anni per mancanza di personale sono stati accorpati o chiusi interi reparti ospedalieri”. “Mi sarei inoltre aspettato, senza alcuna polemica ma in tono collaborativo – conclude il consigliere regionale – che anche in Calabria, oltre che a livello nazionale, valesse quanto affermato e chiesto dal Governo Conte. Serve collaborazione, informazione, concertazione nelle misure atte a fronteggiare l’emergenza sanitaria e Coronavirus, ma anche l’evidente crisi economica che attanaglia tutti i settori in una regione fragile e debole come la Calabria”.Guccione alla Santelli “subito un incontro per affrontare l’emergenza”


















Social