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Autodichiarazione, la precisazione del Viminale: valido solo il modello cartaceo. No alle app

Italia

Autodichiarazione, la precisazione del Viminale: valido solo il modello cartaceo. No alle app

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Controllo certificazione

Il ministero dell’Interno chiarisce che Il formato digitale dell’autodichiarazione, oltre ad avere un profilo di rischio per la privacy dell’utente, non consente di essere acquisito in originale dall’operatore di polizia. È valido, quindi, solo il modello stampato su carta

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COSENZA – L’autocertificazione cartacea (LO PUOI SCARICARE QUI) per coloro che escono da casa, non può essere sostituita da un’applicazione per smartphone: anche se apparentemente motivata da esigenze di semplificazione e velocizzazione delle procedure, l’utilizzo di app è in contrasto con le prescrizioni vigenti. L’autocertificazione, infatti, deve essere firmata sia dal cittadino sottoposto al controllo che dall’operatore di polizia, previa identificazione del dichiarante. La stessa autocertificazione, inoltre, va acquisita in originale dall’operatore che effettua il controllo, per le successive verifiche. Il chiarimento è arrivato direttamente dal Viminale dopo che si erano diffuse decine di applicazioni e servizi Web che permettevano di compilare il certificato sul proprio dispositivo e crearne una copia (in digitale o in PDF sulla propria mail) senza stampare il foglio. L’utilizzo di servizi non ufficiali e autorizzati da Autorità pubbliche per la compilazione del modello di autodichiarazione, inoltre, espone potenzialmente l’utente sotto il profilo del rispetto della propria privacy.

I dati contenuti nel modello consentono di rivelare, infatti, non soltanto la frequenza e la tipologia dello spostamento dell’individuo ma anche le ragioni personali e riservate che giustificano lo spostamento e che possono ricollegarsi ad informazioni sensibili quali lo stato di salute, le esigenze personali le circostanze lavorative. L’acquisizione e la gestione di tali dati sensibili da parte di soggetti terzi, secondo quanto dispone il regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati (GDPR) e le prescrizioni nazionali in tema di diritto della privacy, sono sottoposte a precisi obblighi in tema, fra l’altro, di correttezza e trasparenza, consenso informato, limitazione del trattamento a specifiche finalità, aggiornamento e soprattutto integrità e riservatezza. Tali obblighi sono posti a garanzia di tutti i cittadini contro potenziali e pericolosi abusi.

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