Italia
Coronavirus, In Italia 41.035 contagiati (+4.480). Più morti che in Cina: sono 3.405 (+427)

Continua a crescere il numero dei contagiati che da ieri sono stati 4.480 in più portando il totale a 41.035. Enorme il numero delle vittime con 427 nuovi decessi che porta il totale dei morti a superare quelli avvenuti in Cina con 3.045. I guariti sono 4.480 (+415)
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COSENZA – Non si arresta il numero dei contagiati da coronavirus in Italia che nelle ultime 24 ore ha fatto registrare un ulteriore enorme incremento di ben 4.480 persone positive in più che porta il totale dei malati a 33.190. Il numero di chi ha contratto il coronavirus ha superato quota 40mila per la precisione sono 41.035. Resta purtroppo drammatico il numero dei morti che ha raggiunto il numero di 3.405 vittime superando per la prima volta il dato della Cina (dove le vittime registrate finora sono 3.245). Da ieri si sono registrate altri 427 decessi (mercoledì erano stati 450. Dati che fanno pensare che il picco dei casi è vicino e potrebbe avvenire nel periodo compreso tra fine mese e i primi di aprile. Per quanto riguarda le persone guarite sono in totale 4.440 con un incremento da ieri di 415 persone. Sul totale delle persone positive al Coronavirus, 14.935 si trovano in isolamento domiciliare, 18.255 sono ricoverate negli ospedali italiani. Sono invece 2.498 le persone in terapia intensiva (241 in più rispetto a ieri e pari all’8% del totale). Di questi 1.006 sono in Lombardia regione nella quale la situazione è drammatica. “Il picco è vicino, c’è un andamento che riusciamo a monitorare, ma abbiamo bisogno di tempo“. Così il presidente della Società italiana Pediatria Antonio Villani ha risposto a chi gli chiedeva se la crescita così alta dei malati registrata oggi possa aver a che fare con il raggiungimento del picco dei contagi in Italia. “Le misure prese – ha aggiunto – ci danno la garanzia di ottenere il risultato che noi auspicavamo, ma vanno rispettate tutte le indicazioni. Se i cittadini si attengono alle misure, penso che l’Italia potrà superare questa sfida”
300 i bambini positivi nessuno grave
Ad oggi in Italia ci sono 300 bambini malati di coronavirus ma “non ci sono vittime né casi gravi. Questo – ha aggiunto Villani – deve rasserenare moltissimo genitori e nonni, devono sapere che non è un problema pediatrico, quando ci sono sintomi va interpellato il pediatra e con lui stabilire il da farsi. Ma al momento il coronavirus di per se non rappresenta un problema per i bambini“.
Regione per regione questi i dati dei positivi al coronavirus
13.938 malati in Lombardia (1.672 in più di ieri)
4.506 in Emilia Romagna (+591)
3.169 in Veneto (+216)
2.754 in Piemonte (+567)
1.622 nelle Marche (+146)
1.422 in Toscana (+131)
883 In Liguria (+139)
741 nel Lazio (+91)
605 in Campania (+182)
522 in Friuli Venezia Giulia (+106)
491 in Trentino (+55)
421 in provincia di Bolzano (+55)
449 in Puglia (+87)
321 in Sicilia (+54)
366 in Abruzzo (+117)
328 in Umbria (+87)
38 in Molise (+17)
204 in Sardegna (+72)
209 in Valle d’Aosta (+47)
164 in Calabria (+38) (QUI IL DATO DETTAGLIATO)
37 in Basilicata (+10)
Quanto alle vittime nelle singole regioni: 2.168 in Lombardia (+209), 531 in Emilia Romagna, (+73), 115 in Veneto (+21), 175 in Piemonte (+21), 115 nelle Marche (+23), 38 in Toscana (+16), 91 in Liguria (+18), 17 in Campania (+8), 38 Lazio (+6), 36 in Friuli Venezia Giulia (+5), 25 in Puglia (+6), 14 in provincia di Bolzano (+5), 4 in Sicilia (+1), 11 in Abruzzo (+4), 2 in Umbria (+0) 6 in Valle d’Aosta (+3), 12 in Trentino (+5), 3 in Calabria (+2), 2 in Sardegna (+0), 2 in Molise (+1). I tamponi complessivi sono 182.777, dei quali oltre 115mila in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.
Situazione drammatica tra i medici, 19 i quelli morti
Via libera alle assunzioni di medici e infermieri in pensione da parte delle regioni e delle province autonome: l’Inps ha pubblicato la circolare con le istruzioni operative. Gli incarichi possono essere conferiti anche in deroga ai vincoli previsti dalla legislazione vigente in materia di spesa di personale, nei limiti delle risorse complessivamente indicate dal decreto del 9 marzo. Altri cinque medici sono deceduti a causa del nuovo coronavirus in Lombardia, portando a 14 vittime il tragico bilancio tra i camici bianchi, secondo quanto riferisce la Fnomceo. Quello sanitario, con migliaia di medici e degli infermieri contagiati rappresenta uno dei settori più falcidiati. Secondo i dati della fondazione Gimbe l’8,3% dei casi totali di coronavirus in Italia coinvolge medici e infermieri e, come purtroppo abbiamo visto, a volte con esito infausto. Le ultime vittime sono Luigi Ablondi, ex direttore generale dell’Ospedale di Crema; Giuseppe Finzi, medico ospedaliero di Cremona, Franco Galli, medico di base a Medole nel Mantovano e Antonino Buttafuoco, medico di base di Bergamo. Altri due medici sono morti a Como: Giuseppe Lanati, pneumologo, e Luigi Frusciante, medico di famiglia. Erano entrambi in pensione ma operativi. La lista dei decessi tra i medici è in purtroppo continuo aggiornamento.”Abbiamo disperato bisogno di infermieri e medici, oltre che di apparecchi di ventilazione e dispositivi di protezione individuale”. E’ l’appello in inglese, diretto anche all’estero, di Stefano Fagiuoli, direttore del Dipartimento di Medicina dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che è “in piena emergenza” per il coronavirus. Anche il governatore Fontana ha lanciato un disperato appello “abbiamo bisogno di medici, speravo che tra le call che avevamo fatto in questi giorni tra pensionati e specializzandi ci fosse più risposta e invece non c’è stata. Abbiamo carenza di medici, questi poveri crisi stanno cedendo fisicamente e sono pochi rispetto alle esigenze”.
L’allarme dell’Aifa, carenza di farmaci negli ospedali
“L’improvviso incremento della domanda per i farmaci utilizzati nelle terapie ospedaliere dei pazienti ricoverati a causa dell’epidemia ha generato delle carenze“. A dirlo, in una nota pubblicata sul portale, è l’agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) che sottolinea di essere a lavoro con le aziende, mediante il supporto costante di Farmindustria e Assogenerici, per mettere a punto “soluzioni eccezionali ed emergenziali”. L’agenzia, si legge sul sito dell’Aifa, “segue il problema raccordandosi costantemente con le Regioni e le Province autonome, cui tutte le strutture territoriali sono invitate a rapportarsi per la valutazione e l’inoltro ad Aifa di segnali, dando priorità ai casi urgenti di irreperibilità per i quali siano già stati espletati tutti i passaggi previsti con gli aggiudicatari delle gare regionali“.


















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