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Rintracciare chi ha avuto contatti con pazienti positivi nelle 48 precedenti ai sintomi

Italia

Rintracciare chi ha avuto contatti con pazienti positivi nelle 48 precedenti ai sintomi

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Coronavirus tampone 4

Indicazione che arriva da una circolare del ministero della salute “vanno identificati tutti i soggetti che hanno avuto contatti con un positivo nelle 48 ore antecedenti alla comparsa dei sintomi

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COSENZA – Vanno identificati tutti i soggetti che hanno avuto contatto con un caso probabile o confermato di Covid-19 nelle 48 ore antecedenti alla comparsa dei sintomi nel caso sospetto o confermato. La precisazione è contenuta nella una nuova circolare del ministero della Salute dello scorso 18 marzo ‘Covid-19: rintraccio dei contatti in ambito di sorveglianza sanitaria‘. “Appare necessario identificare tutti gli individui che – si legge nella circolare – sono stati o possono essere stati a contatto con un caso confermato o probabile di COVID-19, focalizzando la ricerca degli stessi con particolare attenzione alle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi fino al momento della diagnosi e dell’isolamento del caso”. Ciò, nell’ambito delle “attività di rintraccio dei contatti in ambito di sorveglianza sanitaria, sulla base di valutazioni caso per caso effettuate dall’operatore di Sanità Pubblica nella propria concreta attività”.

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Ai militari tamponi in 36 ore anche senza sintomi

Corsia preferenziale per il personale militare, oltre che per quello sanitario, nell’esecuzione dei test con tampone: i risultati dovranno essere consegnati entro 36 ore e tale personale potrà effettuare il tampone anche in assenza di sintomi. Anche questa indicazione è contenuta nella circolare del ministero della Salute ‘Covid-19: rintraccio dei contatti in ambito di sorveglianza sanitaria e aggiornamento delle indicazioni relative alla diagnosi di laboratorio di casi di infezione da SarsCov2‘. “Si ribadisce – si legge – che nei laboratori autorizzati per le analisi dei tamponi, la presentazione di campioni afferenti a personale militare ed a esso congiunto (anche in assenza di evidenze cliniche), dovrà ottenere priorità e la comunicazione del risultato dovrà avvenire in un arco di tempo massimo di 36 ore”. L’effettuazione delle analisi “anche in assenza di evidenze cliniche – si spiega – è determinata dalla necessità di garantire la prontezza operativa delle Unità dispiegate in Patria e in zona di operazioni”.

 

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