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Coronavirus, 627 morti in Italia in un solo giorno. I contagiati sono 47.021(+4.670)

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Coronavirus, 627 morti in Italia in un solo giorno. I contagiati sono 47.021(+4.670)

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Sono 4.032 i morti in Italia con un incremento rispetto a ieri di 627 nuovi decessi. È il maggior incremento dall’inizio dell’emergenza. Sono 5.129 le persone guarite, 689 in più di ieri. Salgono a +4.670 i nuovi positivi che portano il totale dei contagiati a 47.021

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COSENZA – Superate le 4mila vittime in Italia. Sono 4.032 i morti totali di persone con coronavirus con un incremento rispetto a mercoledì di ben 627 decessi. E’ il dato peggiore dall’inizio dell’emergenza coronavirus. Il numero è stato reso noto dal commissario per l’emergenza Angelo Borrelli durante la lettura dei dati del contagio delle singole regioni nella conferenza stampa alla Protezione Civile. Ieri le vittime erano state 427. Non si arresta neppure il contagio con +4670 positivi nelle ultime 24 ore che porta il totale dei malati 37.860. Di questi 19.185 si trovano in isolamento domiciliare. Sono 18.675 le persone ricoverate negli ospedali italiani e 2.655 i pazienti in terapia intensiva pari al 7%. Dall’inizio dell’epidemia il totale dei contagia in Italia è di 47.021. Crescono per fortuna anche i guariti che sono 689 in più nelle ultime 24 ore che porta il totale dei guariti a 5.129. I tamponi complessivi sono 206.886, dei quali oltre 128mila in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. “Smentisco seccamente che il dipartimento (di Protezione civile – ndr) si starebbe preparando per dichiarare le condizioni di biocontenimento su tutto il territorio nazionale da metà aprile. E’ una fake news che circola, queste false notizie vanno punite, chi le mette in rete deve essere punito: sono destituite di ogni fondamento e sono anche allarmistiche”.

Picco? Probabile tra 1 o 2 settimane ma non è detto

Parlando di un eventuale picco tra una o due settimana Borrelli ha evidenziato che “questo numero è stato evidenziato dopo una valutazione degli esperti, ma non sapremo mai quando sarà il picco. Ragionevolmente sulla base delle misure adottate si parla di una o due settimane, ma sono tendenze e valutazioni che poi devono trovare dei dai oggettivi. Le misure messe in campo fin’ora hanno dato dei risultati. Il numero dei positivi è dovuto al fatto che il virus è circolato prima che prendessimo determinate misure e che si auguriamo tutti ci permetteranno di fermare la diffusione del virus”.

 

 

 

I positivi regione per regione

15.420 malati in Lombardia (1.482 in più di ieri)
5.089 in Emilia Romagna (+583)
3.677 in Veneto (+508)
3.244 in Piemonte (+490)
1.844 nelle Marche (+222)
1.713 in Toscana (+291)
1.001 In Liguria (+118)
912 nel Lazio (+171)
702 in Campania (+97)
555 in Friuli Venezia Giulia (+33)
600 in Trentino (+109)
530 in provincia di Bolzano (+109)
551 in Puglia (+102)
379 in Sicilia (+58)
422 in Abruzzo (+56)
384 in Umbria (+56)
39 in Molise (+1)
288 in Sardegna (+84)
257 in Valle d’Aosta (+48)
201 in Calabria (+37) (QUI I DATI DETTAGLIATI)
52 in Basilicata (+15)

Il numero vittime nelle singole regioni:

2.549 in Lombardia (+381)
640 in Emilia Romagna (+109)
131 in Veneto (+16)
209 in Piemonte (+34)
137 nelle Marche (+22)
47 in Toscana (+9)
119 in Liguria (+28)
17 in Campania (+0)
43 Lazio (+5)
38 in Friuli Venezia Giulia (+2)
26 in Puglia (+1)
17 in provincia di Bolzano (+3)
4 in Sicilia (+0)
17 in Abruzzo (+6)
7 in Umbria (+5)
7 in Valle d’Aosta (+1)
13 in Trentino (+1)
4 in Calabria (+1)
2 in Sardegna (+0)
5 in Molise (+3).

 

61 pazienti trasferiti nelle altre regioni

Sono 61 finora i pazienti spostati dalle terapie intensive degli ospedali lombardi verso altre regioni. Circa un terzo sono positivi al coronavirus, gli altri hanno gravi patologie. L’obiettivo è liberare posti letto in rianimazione nella regione più colpita dall’epidemia e con gli ospedali ormai al limite. A coordinare e organizzare i viaggi sono gli operatori della Cross, la struttura della Protezione civile che si occupa dei trasferimenti di pazienti in situazioni di emergenza. Dall’8 marzo è attiva la sede di Pistoia che non si è mai fermata. Si lavora a un ritmo di quasi 5 persone trasferite ogni giorno. Le più lontane sono state portate in Sicilia e Calabria, perché lì c’era la disponibilità. Le ultime due, oggi, sono in viaggio verso Puglia e Toscana.

 

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Nasce al Gemelli di Roma l’unità ricerca Covid-19

Nasce al Gemelli di Roma l’Unità di Ricerca Covid-19, con l’obiettivo di attivare progetti di ricerca, studi clinici e collaborazioni scientifiche, oltre che coordinare nuovi test diagnostici e nuovi protocolli terapeutici, facendo tesoro dei big data prodotti dal Policlinico Universitario- Irccs e del suo know-how epidemiologico e di Salute Pubblica. Il progetto si articola intorno a due azioni: mappare tutte le attività di ricerca sul Covid-19 nate all’interno dell’Irccs attraverso la realizzazione di un database messo a disposizione della comunità dei ricercatori per favorire l’interdisciplinarietà ed ottimizzare le collaborazioni; creazione di un database clinico dei pazienti con infezione per garantire i principi etici e di privacy sulla raccolta dati e per mettere a disposizione dei ricercatori elementi informativi di altissima qualità su cui eseguire le ricerche. Il database si integrerà completamente con la nostra cartella clinica elettronica. “L’Unità di Ricerca – spiega il direttore scientifico della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs Giovanni Scambia – mira a diventare un punto di riferimento per orientare tutte le iniziative di ricerca interne e esterne in tema Covid-19”. L’Unità di Ricerca COVID-19 ha già accolto numerosi progetti di ricerca, approvati in tempi rapidi: uno studio valuterà l’entità e l’andamento clinico dell’infezione nei pazienti con tumori solidi; un altro studierà l’effetto del virus sul tratto gastro-intestinale e sul fegato. In tema di nuove terapie infine si aderirà al ‘protocollo Pascale’ sul tocilizumab, che sarà disponibile anche per i pazienti ricoverati al Gemelli e al Columbus Covid-2 Hospital.

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