Cosenza
Coronavirus: riaperte le prime attività a Cosenza, pochi i segnali positivi

Parlano i commercianti che hanno riaperto da poco più di una settimana librerie, cartolerie e negozi di vestiti per neonati e bambini. Un primo spiraglio di normalità dopo il lockdown da coronavirus, che si concluderà – salvo nuove restrizioni – domenica 3 maggio
COSENZA – Il 14 aprile è la data che ha segnato la cosiddetta “ripartenza graduale”, con misure meno stringenti anche per alcune attività non essenziali. Oltre alle cartolerie, librerie e negozi per bambini e neonati si sono rimesse in moto diverse attività produttive (come la selvicoltura, la manutenzione delle aree forestali, le opere idrauliche) e hanno incominciato a lavorare quelle aziende che commerciano in carta e cartone, computer, apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni, elettrodomestici, elettronica di consumo audio e video, ferramenta, vernici, vetro piano materiale elettrico e termoidraulico e quelle che commerciano al dettaglio combustibile per uso domestico e per riscaldamento, saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura. Una sorta di periodo di transizione contrassegnato comunque da una serie di regole e di misure igieniche: il distanziamento, l’uso di guanti e mascherine, l’accesso scaglionato dei clienti, da regolare in base all’ampiezza dei locali, la disponibilità dei sistemi per la disinfezione delle mani.

Al momento a Cosenza, la riapertura delle attività, per alcuni commercianti non ha dato l’effetto sperato. Chi sperava in una boccata d’ossigeno dal punto di vista economico, purtroppo è rimasto deluso. «La città è deserta – ha dichiarato Ernesto Ciardullo titolare di Special Price negozio per bambini – siamo aperti, ma entra un cliente ogni tanto. Tutto il personale infatti è in cassa integrazione e non è stato fatto rientrare, perché a questi ritmi solo io sono più che sufficiente. È triste dover ammettere tutto ciò, ma purtroppo c’è stato un vero e proprio collasso del sistema economico». Ciardullo, insieme alla famiglia, gestisce altri punti vendita in città e la situazione è pressoché identica. «Solo con l’e-commerce – ha poi aggiunto Ciardullo – siamo riusciti a incassare qualcosa. La gente a paura e chi può ha preferito utilizzare l’online per gli acquisti».

Bilancio, invece, tutto sommato positivo per alcune librerie e in particolar modo per la Feltrinelli. Al telefono abbiamo sentito Francesca Branca, direttrice responsabile del punto vendita su corso Mazzini. «Sono venuti diversi clienti – ha raccontato Francesca Branca – ovviamente rispettando l’ordine di ingresso, massimo 5 per volta e tutte con guanti e mascherine. Abbiamo ricevuto anche molte prenotazioni e nei prossimi giorni i clienti potranno ritirare libri e materiale da cartoleria». Anche in libreria ingressi scaglionati e solo se muniti dei dispositivi di protezione individuale. «Riaprire è stato emozionante – ha aggiunto Branca – ovviamente c’è poca gente che circola, ma è giusto che sia così. L’unica nota positiva è che chiunque sia entrato per acquistare un libro era felice di poterlo fare, forse perché pur non essendo un bene di prima necessità come il pane, un libro resta un oggetto fondamentale per tante persone, che in esso trovano una compagnia, un’evasione dalla solitudine a cui siamo costretti».
Foto di Francesco Greco



















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