Italia
Coronavirus, dopo 40 giorni calano i decessi in Italia: da ieri 260. Lieve calo dei nuovi casi

Dopo oltre 40 giorni scende il numero delle vittime, la metà rispetto a ieri. Lieve calo anche di nuovi casi anche se dopo 5 giorni consecutivi tornano a crescere gli attualmente positivi.
COSENZA – Dopo cinque giorni consecutivi si ferma il calo dei malati per coronavirus. Gli attualmente positivi sono 106.103, 256 in più rispetto a ieri. Sabato c’era stato un calo di 680 malati. Il dato si spiega con una minor crescita dei guariti rispetto a quanto visto negli ultimi giorni, anche perchè rispetto a ieri si registra un lieve calo dei nuovi casi. Sono 64.928 i guariti dal coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 1.808. L’aumento ieri era stato di 2.622. Sono salite a 26.644 le vittime per coronavirus in Italia, rispetto a ieri l’incremento è di 260 nuovi decessi. E’ il dato più basso registrato da oltre 40 giorni: il 15 marzo, infatti, ci furono 368 morti in 24 ore mentre il giorno prima se ne registrarono 175. Ieri l’aumento era stato di 415. Prosegue ancora il trend in calo dei ricoveri in terapia intensiva per coronavirus. Ad oggi sono 2.009 le persone in rianimazione, 93 in meno rispetto a ieri. Di questi, 706 sono in Lombardia, 18 in meno rispetto a ieri. Dei 106.103 malati complessivi, 21.372 sono ricoverati con sintomi, 161 in meno rispetto a ieri, e 82.722 sono quelli in isolamento domiciliare, 510 in più rispetto a ieri quando si era registrato il primo calo dall’inizio dell’emergenza. Il numero dei contagiati totali dal coronavirus in Italia – compresi morti e guariti – è di 197.675, con un incremento rispetto a ieri di 2.324, 33 in meno rispetto a ieri. Ancora una volta è la Lombardia a registrare il maggior numero di nuovi casi, 693 in più rispetto a ieri. Ad oggi sono stati effettuati 1.757.659 tamponi che hanno riguardato complessivamente 1.210.639 persone. L’incremento del numero dei tamponi rispetto a ieri è di 49.916.
Test sierologici non daranno la patente di immunità
“Il test sierologico servirà per definire bene quella che è stata la diffusione epidemica del virus nelle varie regioni del Paese, nelle differenti fasce di età e anche tenendo conto di profili lavorativi, ma non darà una patente di immunità, questo deve essere detto in maniera molto chiara e tanti studi ancora devono essere fatti per meglio definire più compiutamente e caratterizzare la risposta immunitaria al virus”. Così il presidente del Css, Franco Locatelli, alla trasmissione ‘Mezz’ora in più’ di Lucia Annunziata su Rai3. Sulla diffusione del virus Locatelli ha evidenziato che “l’esistenza del nuovo coronavirus era completamente ignota fino alla fine del mese di dicembre dello scorso anno. Uno scenario assolutamente pandemico e completamente imprevedibile con una dimensione che ha raggiunto nel mondo 3 milioni di soggetti che sono stati contagiati sulla base dell’identificazione della Rna virale e 200 mila morti”. Sulla fase 2 e la ripresa graduale Locatelli ha specificato che “i piani che sono stati identificati e suggeriti al decisore politico rispecchiano esattamente questo criterio, cioè quello di partire con determinate attività produttive, edile piuttosto che manifatturiera e alcune attività commerciali proprio per evitare di ritrovarci di fronte a una nuova ondata epidemica”.
I positivi regione per regione
Sono 35.166 i malati in Lombardia (693 in più rispetto a ieri)
12.341 in Emilia-Romagna (-6)
15.519 in Piemonte (+17)
9.138 in Veneto (-294), 6.069 in Toscana (-77)
3.480 in Liguria (+47)
3.308 nelle Marche (+36)
4.573 nel Lazio (+12)
2.924 in Campania (-11)
1.682 nella Provincia di Trento (-62)
2.937 in Puglia (+18)
1.248 in Friuli Venezia Giulia (+164)
2.107 in Sicilia (-165)
2.068 in Abruzzo (+7)
994 nella provincia di Bolzano (-41)
296 in Umbria (-1)
783 in Sardegna (-11)
797 in Calabria (-14) (QUI I DATI AGGIORNATI)
254 in Valle d’Aosta (-59)
219 in Basilicata (+1)
200 in Molise (+2)
Quanto alle vittime, se ne registrano 13.325 in Lombardia (+56), 3.386 in Emilia-Romagna (+39), 2.823 in Piemonte (+56), 1.315 in Veneto (+27), 778 in Toscana (+18), 1.114 in Liguria (+21), 879 nelle Marche (+5), 389 nel Lazio (+2), 345 in Campania (+4), 405 nella provincia di Trento (+5), 399 in Puglia (+8), 264 in Friuli Venezia Giulia (+1), 228 in Sicilia (+4), 295 in Abruzzo (+2), 269 nella provincia di Bolzano (+4), 64 in Umbria (+1), 109 in Sardegna (+6), 80 in Calabria (+0), 131 in Valle d’Aosta (+1), 25 in Basilicata (+0), 21 in Molise (+0).


















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