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Casa di cura Misasi e Rsa San Bartolo, dipendenti proclamano lo stato di agitazione

Cosenza

Casa di cura Misasi e Rsa San Bartolo, dipendenti proclamano lo stato di agitazione

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Fp Cgil e Cisl Fp:”Il datore di lavoro in modo unilaterale propone un contratto che presenta modifiche illegittime, incostituzionali e contrarie ai più basilari principi di civiltà giuridica”

 

COSENZA – “E mentre ci lasciamo alle spalle un primo Maggio senza manifestazioni e concerti all’aperto, senza dimenticare le lotte portate avanti dal mondo operaio per rivendicare diritti e condizioni migliori di lavoro, i lavoratori e le lavoratrici della casa di cura Misasi e della RSA San Bartolo ricevono una proposta di stipula di un contratto aziendale che modifica in peius le disposizioni dei contratti applicati all’interno delle strutture. ” Così fanno sapere la segretaria FP CGIL Cosenza Teodora Gagliardi e il Segretario CISL FP Pierpaolo Lanciano. “Il datore di lavoro – continuano – in modo unilaterale propone un contratto che presenta modifiche illegittime, incostituzionali e contrarie ai più basilari principi di civiltà giuridica.

Una proposta che mortifica i diritti fondamentali dei lavoratori, costituzionalmente tutelati e consacrati anche dalla legislazione comunitaria. Si palesa infatti la violazione dell’art. 36 della Costituzione, e dunque del diritto ad una retribuzione proporzionata alla qualità e alla quantità del lavoro prestato. Si viola il diritto alla irriducibilità della retribuzione in godimento. Si calpestano i principi cardine che regolano la contrattazione decentrata, la quale, come è noto, può avvenire entro i limiti della contrattazione nazionale, dalla quale si può discostare solo in senso migliorativo per i lavoratori. Si prevede un trattamento economico e normativo del tutto illegittimo e peggiorativo rispetto a quello previsto dalle fonti sovraordinate.

Tutti questi elementi sono stati evidenziati nella nota che la FP CGIL e la CISL FP hanno prontamente inviato alla Società S.Bartolo e agli organi regionali competenti, diffidandola dal proseguire in tali trattative, invitandola a voler ritirare immediatamente le proposte in oggetto. Le rivendicazioni dei lavoratori e delle lavoratrici delle struttura sanitaria, costretti ancora una volta a subire le scelte unilaterali della proprietà, saranno portate avanti nelle sedi opportune. Ecco perché si è deciso di proclamare lo stato di agitazione del personale interessato ed informare il Prefetto di quanto sta accadendo mentre è in corso una situazione di estrema urgenza come quella attuale. In una struttura sanitaria che dovrebbe garantire e tutelare i dipendenti in termini di sicurezza e di diritti, anche alla luce degli ultimi cluster infettivi da Covid-19 che si sono verificati sul territorio regionale in strutture residenziali per anziani, i lavoratori si vedono costretti a subire un ridimensionamento dei loro diritti normativi ed economici.

E non solo, in termini di sicurezza, dubbi sorgono sull’applicazione delle misure organizzative atte a garantire la massima tutela sia degli operatori che dei pazienti, previsti dai protocolli elaborati per la prevenzione e la sicurezza degli operatori sanitari. Ad oggi non risulterebbero sottoposti a tampone i lavoratori in forza nelle strutture sanitarie, malgrado ciò sia stato espressamente previsto dall’ordinanza emessa dal Presidente della Regione Calabria n°20 del 27 marzo 2020. Lavoratori che stanno affrontando una sfida molto impegnativa e che meritano rispetto e ogni forma di tutela non solo a parole ma con i fatti a cominciare dall’applicazione di contratti legittimi che difendano la dignità e il lavoro. La FP CGIL e La CISL FP saranno sempre al loro fianco per evitare che sindacati autonomi e di comodo diano il via ad un percorso al ribasso nei trattamenti economici e normativi del lavoro.”

 

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