Calabria
Ordinanza Calabria, terminata l’udienza al Tar. Decisione anche in giornata

I giudici si sono riuniti in camera di consiglio per la decisione sull’ordinanza della Calabria che ha riaperto bar e ristoranti all’aperto. La sentenza potrebbe anche arrivare in giornata
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CATANZARO – È durata poco più di tre ore l’udienza collegiale del Tar Calabria che questa mattina ha esaminato il ricorso dell’avvocatura dello Stato che ha impugnato l’ordinanza numero 37 della governatrice Jole Santelli che, di fatto, dal 30 aprile ha autorizzato pasticcerie, bar e ristoranti a riaprire al pubblico con il servizio ai tavoli ma solo se all’aperto e con precise misure di sicurezza. Ordinanza che ha portato il governo prima a diffidare la presidente e poi ad impugnare l’ordinanza davanti al Tar. I giudici sono adesso riuniti in camera di consiglio per la decisione che potrebbe arrivare già nelle prossime ore. La regione ha difeso l’ordinanza e chiesto l’inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione chiedendo che sia la Consulta a giudicare il ricorso perché il Tar non sarebbe l’organo competente a giudicare un conflitto tra poteri dello Stato. Per i legali l’ordinanza firmata dalla Governatrice Santelli “trova sicuro fondamento normativo nei poteri riconosciuti dal terzo comma dell’art. 32 cit. al Presidente della Regione Calabria” sarebbe “conforme ai principi di adeguatezza e proporzionalità che richiedono di modulare le misure limitative di prerogative costituzionali al ‘rischio effettivamente presente su specifiche parti del territorio’ (non a caso nell’ordinanza impugnata si sottolinea l’adeguatezza e proporzionalità delle misure adottate in relazione alla specificità della Regione Calabria quanto al rischio contagio)”.
Dal canto suo il Governo, che si appresta ad impugnare anche l’ordinanza della Provincia Autonoma di Trento che ha dato il via libera al commercio al dettaglio, accogliendo l’invito del Presidente del Tribunale, ha rinunciato alla procedura accelerata con la quale avrebbe potuto ottenere un decreto cautelare monocratico, per poter giungere a una decisione collegiale in tempi comunque relativamente brevi. L’avvocatura sostiene che l’ordinanza regionale sia stata emanata senza alcuna previa interlocuzione formale con il governo oltre a contenere alcune previsioni che anticipano l’efficacia di disposizioni di allentamento delle misure restrittive di contrasto e contenimento del contagio da Covid-19 che il Dpcm del 26 aprile 2020 introduce solo a partire dal 4 maggio 2020″



















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