Calabria
Ordinanza su bar e ristoranti aperti, Il Tar Calabria accoglie il ricorso del Governo

La decisione è arrivata dopo poco più di due ore di camera di consiglio. Bocciata dunque l’ordinanza della Santelli che dal 30 aprile aveva riaperto bar e ristoranti con tavoli all’aperto
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CATANZARO – Dopo poco più di due ore di camera di consiglio Il Tar di Catanzaro ha accolto il ricorso presentato dal Consiglio dei ministri tramite l’Avvocatura generale dello Stato, bocciando l‘ordinanza del presidente della regione Calabria Jole Santelli, emanata il 29 aprile scorso, che consentiva il servizio ai tavoli, se all’aperto, per bar, ristoranti, pasticcerie ed agriturismo e che aveva portato l’esecutivo ad impugnare l’ordinanza al Tar. “Spetta al presidente del consiglio dei ministri individuare le misure necessarie a contrastare la diffusione del virus Covid-19, mentre alle Regioni è dato intervenire solo nei limiti delineati dall’articolo 3, comma 1, dl n. 19 del 2020, che però nel caso di specie è indiscusso che non risultino integrati” si legge nella sentenza numero 841/2020 che ordina anche che sia eseguita dall’autorità amministrativa e di fatto richiude le attività che la regione aveva riaperto. E ancora il Tar sottolinea che “il contrasto tra l’ordinanza e il d.P.C.M. denota un evidente difetto di coordinamento tra i due diversi livelli amministrativi e, dunque, la violazione da parte della Regione del dovere di leale collaborazione tra i vari soggetti che compongono la Repubblica, principio fondamentale nell’assetto di competenze del titolo V della Costituzione“. Adesso, in attesa che il Governo dia il via libera alla riapertura con le linee guida dell’INAIL, presumibilmente dal 18 maggio (ma solo in alcune regioni) a bar, ristoranti e pasticcerie calabresi sarà consentito solo il servizio take away.
Il rischio di epidemia non dipendente solo dalla replicazione del virus
“Il rischio epidemiologico non dipende soltanto dal valore attuale di replicazione del virus” rilevano i giudici amministrativi sottolineando come “l’ordinanza della Regione Calabria motiva la nuova deroga alla sospensione dell’attività di ristorazione, mediante l’autorizzazione al servizio al tavolo, con il mero riferimento del rilevato valore di replicazione del virus COVID-19, che sarebbe stato misurato in un livello tale da indicare una regressione dell’epidemia. È però ormai fatto notorio che il rischio epidemiologico”, scrivono i giudici, dipende “anche da altri elementi, quali l’efficienza e capacità di risposta del sistema sanitario regionale, nonché l’incidenza che sulla diffusione del virus producono le misure di contenimento via via adottate o revocate (si pensi, in proposito, alla diminuzione delle limitazioni alla circolazione extraregionale). Non a caso – proseguono i giudici – le restrizioni dovute alla necessità di contenere l’epidemia sono state adottate, e vengono in questa seconda fase rimosse, gradualmente, in modo che si possa misurare, di volta in volta, la curvatura assunta dall’epidemia in conseguenza delle variazioni nella misura delle interazioni sociali. Un tale modus operandi appare senza dubbio coerente con il principio di precauzione, che deve guidare l’operato dei poteri pubblici in un contesto di emergenza sanitaria quale quello in atto, dovuta alla circolazione di un virus, sul cui comportamento non esistono certezze nella stessa comunità scientifica”, conclude il Tar.
La regione “decisione ininfluente”
“E’ una decisione pur rispettabile ma ininfluente: l’ordinanza infatti ha avuto piena esecuzione per 11 giorni e il Governo ha preannunciato per mercoledì che disporrà l’apertura di bar e ristoranti a livello generale. La Regione ha vinto con il mancato accoglimento del decreto cautelare ed ha avuto un importante risultato acquisendo la primazia politico-istituzionale di tutela delle prerogative costituzionali delle regioni”. Così l’avvocato Oreste Morcavallo, uno dei legali che ha assistito la Regione Calabria.
Boccia “l’Italia ora riparta in sicurezza”
La sentenza del Tar è stata commentata anche dal ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia “le sentenze e le leggi non si discutono ma si applicano. E questo deve valere per ognuno di noi. La sicurezza sui luoghi di lavoro per lavoratori e cittadini è una nostra priorità assoluta nell’emergenza Covid-19. Il governo sta facendo ripartire il Paese in sicurezza. Non è la stagione delle divisioni, dei protagonismi e dell’individualismo”.


















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