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La normativa sul gioco d’azzardo, dai Paesi nordici all’Italia

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La normativa sul gioco d’azzardo, dai Paesi nordici all’Italia

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La situazione italiana in merito alla regolamentazione del mercato del gioco d’azzardo, potrebbe essere definita come “lavori in corso”

 

Per alcune persone il gioco d’azzardo è un richiamo irresistibile. Per altre invece solamente una forma di intrattenimento. Per tutti però, rappresenta un business dal valore inestimabile, che proprio per questo motivo necessita di essere regolamentato con precisione ed equità per tutelare tutte le parti in gioco: stati, società e consumatori. Nel vecchio continente questa “regola” sembra non essere stata interpretata da tutti i Paesi Membri allo stesso modo. Alcuni infatti hanno prodotto una normativa efficace, mentre altri annaspano invece in un caos normativo. La causa di ciò è l’assenza di una linea guida comune fornita direttamente dall’Unione Europea, che indichi ad ogni nazione come comportarsi.

Il gioco d’azzardo in Finlandia

I Paesi del Nord Europa sono famosi per la loro efficienza in molti ambiti. Ma nessuno è esente da errori, e questo concetto è valido per la Finlandia in merito al gioco d’azzardo. Sul territorio infatti, è presente un unico ente che regolamenta il gioco d’azzardo: Veikkaus. Tale ente si occupa della gestione dei tavoli da gioco presenti nei bar, nei casinò, nei ristoranti e in molte altre strutture. Il Governo però non sta recependo correttamente i cambiamenti che il mondo online sta portando, situazione tra l’altro comune ad altri settori nel mondo.

Per questo motivo, allo stato attuale delle cose, anziché regolamentare gli operatori online, si è ben pensato di vietarne le attività in nome di una protezione dalla concorrenza. Come molto spesso accade però, dove vige un divieto, sussiste qualcuno che cercherà di aggirarlo. Quando questo succede nel gioco d’azzardo, a trarre vantaggio dalla situazione sono le società criminali. A farne le spese invece, sempre e comunque il consumatore.

Danimarca Svezia: la normativa del gioco d’azzardo

Ben differente rispetto alla Finlandia la situazione della vicina Danimarca. In questo caso il Paese sta realmente facendo scuola in merito alle regolamentazioni del gioco d’azzardo. La Danimarca ha compreso come una legislazione efficace debba trovare il giusto equilibrio tra la possibilità per il consumatore di usufruire senza pericoli del gioco, e quella per lo Stato di sfruttare un mercato molto redditizio. Per questo motivo, uno dei provvedimenti più innovativi a tutela del giocatore, è stata l’introduzione del registro di autoesclusione. Spiegato in parole semplici, viene data all’utente l’opportunità di precludersi il gioco in via temporanea o definitiva.

Una strada simile per certi aspetti è stata intrapresa da altri Paesi nordici, ad esempio la Svezia, che proprio di recente ha provveduto a riorganizzare l’intero settore. Questi interventi hanno hanno permesso al Governo di accogliere alcuni dei grandi big del gioco d’azzardo europei, che ora possono muoversi all’interno di uno spazio ben regolamentato, e che ha portato ad un sana concorrenza. Ben differente rispetto alla situazione monopolistica presente nel Paese fino a non moltissimo tempo fa.

Il gioco d’azzardo in Italia

La situazione italiana in merito alla regolamentazione del mercato del gioco d’azzardo, potrebbe essere definita come “lavori in corso”. Nel 2018 infatti, il Governo ha varato il Decreto Dignità, che tra le altre conteneva delle misure specifiche proprio per il settore. Una delle più importanti è stata sicuramente la decisione di assegnare ad AAMS il compito di vigilare sulle società, per controllare che queste operino nella legalità e nel rispetto delle norme. Ad oggi per il giocatore è diventato molto più semplice identificare quali siano le piattaforme sicure. I siti autorizzati che offrono giochi online, tra cui le popolari slot machine, sono tutti dotati di un marchio rilasciato da AAMS stessa.

In altri frangenti invece, il Governo ha ancora da migliorare. Ad esempio in merito alla possibilità di sponsorizzare il gioco d’azzardo da parte delle società, inizialmente negata subito dopo il varo del Decreto. Un divieto ridimensionato in un secondo momento. Il motivo di questa modifica appare piuttosto ovvio: il mercato del gioco d’azzardo sarebbe stato eccessivamente colpito, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro.

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