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Didattica a distanza, Usb: “in Calabria distante anni luce dagli alunni”

Calabria

Didattica a distanza, Usb: “in Calabria distante anni luce dagli alunni”

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studenti didattica distanza

“La politica ha scelto a quali pochi ragazzi dover permettere lo studio, il resto in balia degli eventi! Tanto il premio è: hai studiato o non hai studiato saranno tutti promossi!”

 

CATANZARO – “Abbiamo inviato la settimana scorsa una lettera al Ministro dell’istruzione On. Azzolina ed all’Assessore regionale all’istruzione Dott.sa Savaglio, in merito alle difficoltà che giornalmente allo sportello USB – si legge in una nota – ci rappresentano le famiglie. Disgraziatamente e sovente accade che, quando si pone un problema sociale nelle città, la migliore cosa da fare è girarsi dall’altra parte e far finta di non capire! Con la chiusura delle scuole dovuta alla pandemia da CIVID19 la maggior parte delle scuole ha attivato una serie di piattaforme per far studiare i bambini a distanza. Una distanza purtroppo che registriamo abissale, tra nuclei familiari e scuola che si sono visti stravolti la vita quotidiana durante questi ultimi mesi.

Famiglie che dovevano quotidianamente lavorare da casa e seguire la didattica dei figli – altri nuclei con più figli alle prese giornalmente con più piattaforme spesso mal funzionanti in preda alla costernazione per metter a regime con gli studi i figli – altri nuclei senza strumenti tecnologici, nè tanto meno possibilità economiche per adeguarsi per seguire le lezioni. A ciò vanno aggiunte le famiglie che avevano figli con disabilità o erano seguiti con supporto di insegnanti totalmente accantonati, una vera selezione umana!! Ma la politica si è “lavata” l’anima, hanno stanziato quei pochi fondi: esempio vivente un istituto comprensivo, dove su 200 alunni sono stati consegnati meno di 40 dispositivi per lo studio a distanza, dovendo – giustamente – scegliere a quali pochi ragazzi dover permettere lo studio, il resto in balia degli eventi! Tanto il premio è: hai studiato o non hai studiato saranno tutti promossi!

Hanno dato indicazioni di lezioni della durata media di 60 minuti, senza verificare nella pratica quanti alunni da questa pratica venivano esclusi dagli studi – se le connessioni erano adeguati per tutte le famiglie – con dati alla mano possiamo affermare che il 50% delle famiglie sono rimaste fuori da queste piattaforme – quanti nuclei famigliari dovevano dividersi tra le mura domestiche tra più figli per farli studiare con tutte le difficoltà del caso – quante situazioni famigliari “particolari” esistono dove le difficoltà raddoppiano, o nuclei poco avvezzi alle tecnologie per poter trasmettere “cultura” al proprio figlio sono rimasti scartati– e quanti ancora sono privi di qualsiasi connessione o senza alcun dispositivo – non tutti possono comprarsi un telefono di nuova generazione- per poter accedere alla formazione scolastica!

Poco interessa se la pandemia ha originato diverse difficoltà dal punto di vista sociale e relazionale rendendo, in alcuni casi, “dimenticate” le famiglie con problemi socio-economici, sanitari o culturali. Tutti promossi!
Pochissimi i casi in tutta Italia di didattica a distanza individuale, ( meno del 20%) un principio inaccettabile, l’esclusione dal diritto allo studio dei molti bambini di cui tutti fanno finta di sapere, una emergenza dove gli stessi insegnati hanno dovuto fare i salti mortali per adeguarsi al nuovo linguaggio di insegnamento, sostituendo i principi costituzionali del diritto allo studio, di apprendimento di socializzazione nelle aule, all’interlocuzione attraverso uno schermo di un telefonino per i pochi fortunati che hanno potuto accedere.

Ora come USB, abbiamo chiesto – ma vorremmo capire – cosa ci aspetta per il futuro alla riapertura della scuola, come affrontiamo le questioni piscologiche e quelle di apprendimento dei bambini nelle classi dove sono stati “promossi”, quali modelli mettiamo in campo dopo questo prolungato blackout di studio! Risponderà la politica?? O basta essere promossi?”

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