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Ad aprile vendite al dettaglio crollate del 26,3%. Bene gli alimentari e l’e-commerce

Italia

Ad aprile vendite al dettaglio crollate del 26,3%. Bene gli alimentari e l’e-commerce

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carrello spesa

I dati Istat su base annua, certificano un calo del 26,3% mentre su base mensile, rispetto a marzo 2020, le vendite sono calate del 10,5%. Ma sono i beni non alimentari a registrare un vero e proprio crollo del -52,2%. Crescono invece i i consumi dei beni alimentari con +6,1% e vola il commercio elettronico +27,1%

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COSENZA – Ad aprile 2020, stima l’Istat, per le vendite al dettaglio si è registrata una diminuzione rispetto a marzo del 10,5% in valore e dell’11,4% in volume. A determinare il forte calo sono le vendite dei beni non alimentari, che diminuiscono del 24,0% in valore e del 24,5% in volume, mentre quelle dei beni alimentari aumentano in valore (+0,6%) e sono in diminuzione in volume (-0,4%). Nel trimestre febbraio-aprile 2020, le vendite al dettaglio registrano un calo del 15,8% in valore e del 16,6% in volume rispetto al trimestre precedente. Diminuiscono le vendite dei beni non alimentari (-29,9% in valore e -30,1% in volume), mentre le vendite dei beni alimentari mostrano variazioni positive (rispettivamente +3,1% in valore e +2,4% in volume).

Su base tendenziale, ad aprile, si registra una diminuzione delle vendite del 26,3% in valore e del 28,1% in volume a causa della chiusura di molte attività per l’intero mese a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19. Sono ancora le vendite dei beni non alimentari a calare sensibilmente (-52,2% in valore e -52,5% in volume), mentre crescono quelle dei beni alimentari (+6,1% in valore e +2,9% in volume). Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali negative per tutti i gruppi di prodotti. Le diminuzioni maggiori riguardano calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-90,6%), mobili, articoli tessili e arredamento (-83,6%), abbigliamento e pellicceria (-83,4%) e giochi, giocattoli, sport e campeggio (-82,5%), mentre il calo minore si registra per i prodotti farmaceutici (-3,5%). In un anno il valore delle vendite al dettaglio diminuisce del 16,4% per la grande distribuzione e del 37,1% per le imprese operanti su piccole superfici. Le vendite al di fuori dei negozi calano del 45,2% mentre è in deciso aumento il commercio elettronico (+27,1%). Nel corso della fase di rilevazione dei dati vi è stata una contenuta riduzione del tasso di risposta delle imprese, conseguente all’emergenza sanitaria in corso.

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Codacos “una caporetto del commercio italiano”

Così il Codacons commenta i dati Istat sulle vendite al dettaglio, che ad aprile registrano un calo medio del -10,5% in un mese e del -26,3% in un anno. “Per i beni non alimentari si registra un calo record del -52,2% su base annua, praticamente le vendite risultano più che dimezzate rispetto allo stesso periodo del 2019 – spiega il presidente Carlo Rienzi – A beneficiare dell’emergenza Covid è il commercio elettronico, unico settore che segna una crescita delle vendite, pari al +27,1%”. “Di fronte a questi dati disastrosi una parte del commercio sta reagendo aumentando prezzi e tariffe per rifarsi delle minori vendite degli ultimi mesi e dei maggiori costi legati al coronavirus – prosegue Rienzi – Una scelta scellerata che impedirà di far tornare gli acquisti ai livelli pre-Covid deprimendo i consumi, e che il Governo deve stroncare subito con sanzioni verso chi rincara i listini al dettaglio”.

 

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