Calabria
Modello Riace, il Consiglio di Stato dà ragione alle politiche di Lucano

Palazzo Spada ha dato ragione a Mimmo Lucano. Riace rimarrà dunque all’interno dello Sprar
RIACE (RC) – Matteo Salvini non aveva ragioni per chiudere i progetti di Mimmo Lucano. Il ministero dell’Interno, nel 2018 fece cadere il modello di accoglienza conosciuto in tutto il mondo dell’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano. Matteo Salvini, all’inizio della sua attività al dicastero, aveva deciso di chiudere le strutture e di interrompere i progetti Sprar di accoglienza per oltre 60 persone a Riace. Dopo una prima sentenza del Tar, anche il Consiglio di Stato ha dato ragione a Lucano e al suo modello encomiabile. Dopo l’arresto e poi l’esilio di Lucano, la piccola cittadina di Riace finì al centro della cronaca nazionale. Tutte le accuse vennero poi ridimensionate fino alla giustizia amministrativa, che non ha avuto nulla da eccepire sulla gestione del modello Riace, dando torto non solo agli atti, ma anche alle dichiarazioni dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini.
Dopo un anno dunque dal parere positivo del Tar della Calabria anche il Consiglio di Stato conferma l’annullamento del provvedimento che aveva escluso il comune di Riace dallo Sprar, il Sistema di Protezione dei Richiedenti Asilo e Rifugiati. Il ricorso contro il provvedimento dell’ex ministro Salvini era stato presentato il primo gennaio del 2019 dall’allora vice sindaco di Riace, Vincenzo Gervasi, facente funzioni del sindaco Lucano dopo che lo stesso era stato sospeso dalla carica a seguito dell’inchiesta della procura di Locri sul modello di accoglienza che era stato istituito nel comune. Nel frattempo però, le elezioni amministrative del maggio 2019 avevano visto la vittoria del candidato leghista Antonio Trifoli, facendo così cadere nel dimenticatoio la disputa tra il comune e il Viminale.



















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