Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

Covid e primo soccorso, Balzanelli (118): «niente bocca a bocca, eccetto per i bimbi»

Italia

Covid e primo soccorso, Balzanelli (118): «niente bocca a bocca, eccetto per i bimbi»

Pubblicato

il

manovre primo soccorso

Il presidente nazionale del Sis 118 Mario Balzanelli però sottolinea: “la pandemia non scoraggi i soccorritori occasionali dal mettere in pratica le manovre rianimatorie di primo soccorso, perché significano vite umane che possono recuperate”

 

ROMA – Durante il massaggio cardiaco è necessario utilizzare una mascherina o un telo sul volto della persona da rianimare ma niente respirazione bocca-bocca, se non ai bambini. Il Covid ha cambiato anche le procedure di primo soccorso. Le manovre per l’ostruzione delle vie aree, quelle per l’arresto cardiaco o l’annegamento nonchè le manovre di rianimazione possono esporre al contagio e per questo il ministero della Salute ha pubblicato le “Indicazioni nazionali per il contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nelle operazioni di primo soccorso”.

Il presidente nazionale del Sis 118 Mario Balzanelli però precisa “che la pandemia non deve scoraggiare i soccorritori occasionali dal mettere in pratica le manovre rianimatorie di primo soccorso, perché significano vite umane che possono recuperate”. Ogni anno in Italia si registrano 60mila decessi per arresti cardiaci improvvisi e “di questi – prosegue Balzanelli – il 30% si potrebbe salvare se si intervenisse nei primi 180 secondi. Se non si interviene entro i 3 minuti i danni cerebrali sono irreversibili”.

Soccorrere in sicurezza

Per farlo in sicurezza, la circolare del Ministero introduce modifiche ad interim dei protocolli di rianimazione e prevede di eseguire “le sole compressioni toraciche senza la ventilazione”, ovvero evitare la respirazione “bocca-bocca o bocca-naso”. L’unica eccezione è il soccorso di bambini e neonati: le raccomandazioni internazionali “hanno evidenziato come nelle manovre per contrastare l’arresto pediatrico la ventilazione rappresenti una discriminante importante”, poiché spesso è resa necessaria da un’ostruzione delle vie aree: in questo caso, quindi, può esser eseguita tale manovra completa. In generale, per il soccorritore non operatore sanitario è raccomandato in questo periodo pandemico “verificare lo stato di coscienza e la presenza di respiro senza avvicinarsi al volto della vittima” e allertare precocemente i soccorsi.

Anche il massaggio cardiaco va eseguito considerando la persona da soccorrere come “potenzialmente infetta” e i soccorritori “devono utilizzare i dispositivi di protezione individuale adatti ad evitare l’esposizione ad aerosol generati dalle procedure”. Durante le manovre di rianimazione cardiopolmonare pertanto, “è opportuno appoggiare sul viso della persona da soccorrere una mascherina o un telo, onde evitare la possibile fuoriuscita di droplet“.

No alla respirazione “bocca a bocca”, ma non è un problema

Il fatto che la respirazione bocca a bocca sia off limits, non è un problema per Balzanelli, in quanto “le compressioni del torace garantiscono anche una ventilazione minimale ma sufficiente. Il segreto è non interromperle e spingere forte e veloce al centro dello sterno, abbassandolo di 5-6 cm. Questo va fatto dopo aver chiamato il 118 e tenendosi costantemente in contatto con la centrale operativa che fornirà le indicazioni in tempo reale. “Studi mostrano che quando questo si fa, le chance di sopravvivenza raddoppiano”. Per questo, conclude Balzanelli, “devono ripartire urgentemente anche i corsi di salvamento, secondo le disposizioni previste nella circolare. Perché ogni soccorritore che non si forma è una chance persa”.

Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social