Cosenza
Un’auto, un borsello firmato e contanti: le richieste di Cundari all’imprenditore

Quindicimila euro in tre tranche da corrispondere a dicembre 2018, a gennaio 2019 e a marzo/aprile dello stesso anno, per pagare le rate della Bmw nuova
COSENZA – Questi sono alcuni degli elementi che hanno portato ieri all’arresto dell’ormai ex comandante dei Vigili del fuoco di Cosenza, Massimo Cundari. Denaro chiesto per il rilascio “delle autorizzazioni amministrative inerenti la realizzazione” di un impianto di Gpl. La decisione di denunciare arriva nel febbraio del 2020 quando, il titolare del distributore, sentendosi minacciato da Cundari per un imminente controllo che avrebbe potuto creare problemi alla sua azienda, porta a conoscenza dei carabinieri, tutto il materiale registrato e conservato (fotocopie di documenti, file audio e chat di messaggistica) durante i due anni di “accordi” con l’ex comandante finito in carcere con l’accusa di concussione, falso in atto pubblico, induzione indebita a dare o promettere utilità.
I carabinieri dopo la denuncia, decidono di mettere una microcamera addosso all’imprenditore registrando un incontro con Cundari, avvenuto a marzo scorso. “Cinquemila euro io ti sto dicendo, tieni mille euro e me li porti… tieni 700 euro e tu mi porti 700 euro…”. Sono alcune delle frasi che gli investigatori hanno raccolto durante le intercettazioni.
L’imprenditore, che aveva necessità di produrre documenti e certificati, ha raccontato ai carabinieri di aver dato a Cundari 8.500 euro e che ne servivano altri per pagare le rate della sua auto nuova, in particolare 15mila euro dei quali però, l’imprenditore avrebbe versato 2mila euro.
Oltre al denaro, anche la richiesta alla vittima di acquistare online un bene di lusso di una nota marca di moda del valore di 1.700 euro (“almeno me la risparmio una cosa“), ricordando all’imprenditore i rischi legati a potenziali controlli. “Che quando diventi grande i controlli sono maggiori. Quindi devi fare mooolta attenzione. Ricordati che lo Stato è lento ma prima o poi arriva, e quando arriva e non ti trova a posto, ti aggiusta per le feste”. Secondo quanto riferito ieri dagli uffici della Procura di Cosenza, l’attività investigativa è ancora in corso in quanto sono da accertare ulteriori episodi penalmente rilevanti.


















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