Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

Le proposte di Fridays For Future alla Regione “la Calabria vuole tornare a respirare”

Calabria

Le proposte di Fridays For Future alla Regione “la Calabria vuole tornare a respirare”

Pubblicato

il

Friday for future

“Riconversione ecologica nella nostra terra quanto mai urgente. Abbiamo pochissimo tempo per percorrerla e servono politiche decise e radicali. Dobbiamo cambiare modello di sviluppo a partire dai nostri territori” In una lettera inviata alla Regione, le proposte di Fridays For Future Calabria

.

COSENZA –  Fridays For Future Calabria questa mattina ha inviato una lettera alla Regione. Insieme alla lettera tutte le proposte per una riconversione ecologica nella nostra terra quanto mai urgente.”Calabria gioia mia: torna a respirare! Non c’è più tempo“. Così il movimento globale sull’emergenza climatica nato dall’attivismo della giovane Greta Thunberg, ha chiesto al Presidente della Regione Jole Santelli e all’Assessore alla Tutela dell’Ambiente Sergio De Caprio un tavolo di confronto sulle proposte. Il Covid-19 ci ha mostrato drammaticamente su scala mondiale che le nefaste conseguenze della crisi climatica e ambientale non sono al di là da venire. Sappiamo con certezza che questa sarà solo la prima di tante altre crisi sanitarie, economiche o umanitarie dovute alla crisi climatica ed ecologica e ai suoi frutti avvelenati

La lettera inviata alla regione

“Nei primi mesi del 2020 la pandemia di covid-19 ha stravolto le nostre vite determinando un’emergenza sanitaria mondiale che per intensità e diffusione non si vedeva dagli inizi del ‘900 (con l’influenza Spagnola) e che ha tolto letteralmente il respiro a decine di migliaia di persone. Per affrontare una simile calamità sono state adottate in tutto il mondo misure straordinarie tra cui il lockdown; per circa tre mesi abbiamo messo in standby le nostre vite di ogni giorno; tanti nostri coetanei, studenti e studentesse fuori sede, sono rimasti bloccati a centinaia di chilometri di distanza lontani dalle proprie famiglie spesso con risorse economiche centellinate o prossime allo zero.

10748

Tutto ciò ci è costato molto ma la sera ci consolava il pensiero che grazie ai nostri sacrifici le nostre madri, i nostri padri e i nostri nonni (più vulnerabili al virus) avrebbero rischiato meno. Sappiamo che non è finita. Anche se non dovesse esserci una seconda ondata di covid-19 in autunno, eventualità che comunque epidemiologi e virologi temono, è già realtà la più grande crisi economica e sociale degli ultimi decenni: attività commerciali e aziende sono e saranno costrette ad abbassare per sempre le saracinesche e migliaia di persone perderanno lavoro e reddito. A pagare un prezzo altissimo sarà anche la nostra generazione, a cui già una grande ipoteca sul futuro era stata messa con la crisi economica del 2008.

Però a questo punto s’apre un interrogativo: vogliamo prendere coscienza che nella nostra società c’era qualcosa di marcio già prima del covid-19 e che il covid-19 ha semmai reso più evidente? Ormai sono chiare le correlazioni tra quest’ultima pandemia e la crisi ecologica che investe l’intero mondo. La continua distruzione degli spazi naturali costringe infatti molti animali selvatici, portatori di malattie pericolose per l’uomo, a trovarsi a convivere a stretto contatto con noi. Così si moltiplicano le occasioni di Spillover (nuovi e sconosciuti virus che passano da animale a uomo) come ha ben documentato l’omonimo libro del divulgatore scientifico statunitense David Quammen di cui si è discusso spesso in questo periodo; era accaduto per l’Ebola, ora è accaduto per il covid-19. Sappiamo con certezza che questa sarà solo la prima di tante altre crisi – sanitarie, economiche o umanitarie – dovute alla crisi climatica ed ecologica e ai suoi frutti avvelenati. Estati sempre più torride e inverni sempre più caldi, inondazioni e siccità distruggono già da anni i nostri raccolti, causano danni incalcolabili e vittime sempre più numerose.

L’inesorabile aumento delle temperature ci porterà malattie infettive tipiche dei climi più caldi o ancora del tutto sconosciute, rischiando di farci ripiombare in una nuova epidemia. Per non parlare dell’inquinamento atmosferico che ogni anno nel nostro paese causa 80.000 morti; è da tempo stata dimostrata la stretta correlazione tra inquinamento atmosferico e insorgere di malattie respiratorie, cardiovascolari e tumori. Diversi studi affermano inoltre che non sia un caso se sempre il covid-19 abbia fatto più vittime nei centri urbani dove la popolazione è maggiormente esposta all’inquinamento dell’aria. Siamo destinati a questo? No. C’è una via d’uscita? Sì, ma ve lo diciamo chiaramente: abbiamo pochissimo tempo per percorrerla e servono politiche decise e radicali. Dobbiamo cambiare modello di sviluppo a partire dai nostri territori. Le promesse non mantenute e gli slogan vuoti non saranno più perdonati a questa classe politica. Per questo Fridays For Future Italia ha presentato il 20 Giugno in occasione degli Stati Generali al Presidente del Consiglio Conte e al governo nazionale rivendicazioni precise contenute nella campagna ‘Ritorno Al Futuro’ e noi abbiamo pensato di fare lo stesso su base regionale. A partire dal sistema di smaltimento dei rifiuti perché in Calabria siamo in emergenza rifiuti dal 1997 e le soluzioni ad oggi messe in campo dalla politica calabrese (sempre nuove discariche e inceneritori) hanno solo aggravato la crisi climatica e ambientale avvelenando acqua , terra e aria. E’ stato fatto l’interesse degli amici e degli amici degli amici a cui è stata concessa la gestione degli impianti, ma la nostra salute e il nostro futuro vengono calpestati. Sulla mobilità occorre cambiare strada. Decisamente. in Italia ci sono 37, 2 milioni di automobili in circolazione e il 58, 6% dei trasporti totali avviene in automobile (67% in Calabria).

10749

Non è più sostenibile. Circa un quinto delle emissioni di gas serra europee deriva dal trasporto su strada. Vogliamo vivere in città in cui non sarà più necessario possedere un’auto per andare a scuola o in ufficio, in cui un trasporto pubblico ecosostenibile sia accessibile a tutti e tutte e ci possa spostare in bici. Un altro punto importante è il recupero dell’esistente: ripartiamo dall’esistente. Ad oggi, nella nostra regione, ci sono 750mila edifici per due milioni di persone: la punta più alta d’Europa per basso coefficiente di utilizzo delle strutture abitative. Questo significa che esistono oltre 400mila appartamenti vuoti. Eppure si continuano a buttar giù sempre nuove colate di cemento in barba alla legge regionale sul consumo di suolo zero; solo nel 2016,sono stati sottratti all’agricoltura 77.096 ettari di terreno. I danni ambientali sono enormi in una regione a forte rischio idrogeologico, ma anche quelli economici. Infine, l’acqua. L’acqua è un bene essenziale per tutti e tutte. La gestione delle risorse idriche deve essere perciò pubblica (come del resto avrebbe già stabilito un referendum!), condivisa e trasparente. Siamo consapevoli del fatto che oggi siete chiamati a prendere una decisione difficile perché ascoltare noi significa perdere le simpatie degli “amici”, degli “amici degli amici”, dei palazzinari e delle famiglie che da sempre lucrano sull’emergenza rifiuti. Ci rimettiamo alla vostra coscienza. Noi siamo stanchi e stanche di un sistema che mette sulla bilancia da un lato il profitto di pochi e dall’altro la giustizia sociale ma (guarda caso) sceglie sempre il profitto di pochi sulle spalle di tutti e tutte noi. Potete leggere nella loro interezza le nostre proposte nella sezione del sito “campagna”.

Fridays For Future Calabria

 

Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social