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Piazzetta Toscano, restauratore Nava fa chiarezza: “Comune ha sospeso i lavori. Profonda indignazione”

Cosenza

Piazzetta Toscano, restauratore Nava fa chiarezza: “Comune ha sospeso i lavori. Profonda indignazione”

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Il Comitato Piazza Piccola certifica lo stato dei lavori, attualmente fermi, in Piazzetta Toscano e chiede spiegazioni sul perchè dello stallo. A tal proposito arriva la risposta del restauratore Nava, a cui inizialmente erano affidati i lavori

 

COSENZA – Il Dott. Gianluca Nava, Restauratore di beni culturali (accreditato MIBACT settori 1,3,4,8), colui che si è occupato della prima parte dei lavori inerenti la Piazzetta Toscano; risponde alle domande rivolte dal Comitato Piazza Piccola che, appunto, voleva sapere come mai i lavori fossero bloccati e che fine abbiano fatto i fondi destinati alla riqualificazione di tale opera.

“Avrei da fare chiarezza – la risposta di Nava – e da dare alla città informazioni più precise. Le anticipo subito che è vero che una parte del lavoro (primo SAL) si è concluso e siamo stati pagati (non tutto ma in parte poiché manca la quota dedicata alla collega archeologa Quartararo, che pur avendo espletato le sue mansioni non è stata retribuita e per la tal cosa ha ottenuto dal giudice Decreto ingiuntivo), ma che i lavori sono stati sospesi dal Comune – 27 maggio 2018 (di fatto) ed in concreto il 4 dicembre 2018 (in concreto) – e ad oggi mai più ripresi.

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Il 27 maggio 2018 abbiamo consegnato l’area, infestata da:
– una fitta vegetazione di ailanto con fusti anche di 25 cm;
– cemento;
– siringhe;
– pneumatici;
-apparecchi sanitari;
– residui di materiale da risulta, perfettamente bonificata con la validazione della Soprintendenza competente (sono stati prelevati da Ecologia Oggi 61 bustoni, per intenderci quelli da 200 cm di diametro per rifiuti speciali).

In realtà fu tutto bloccato perché, alla richiesta del MIBACT di ottenere una perizia geologica per studiare come si regimentano le acque sul sito (importante perché rischiamo di perdere il palinsesto archeologico della città dal IV sec ad oggi), il Comune di Cosenza non ha mai provveduto alla nomina e quindi i lavori non possono riprendere. Se posso permettermi, sono profondamente indignato per tutto ciò. Io di fatto sono parte lesa in tutto questo, perché avevo assunto personale che ho dovuto prima retribuire a vuoto poi licenziare, data la sospensione.

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Corposo è il numero di istanze e diffide da parte mia al Comune per adempiere allo scopo di ridare alla città quello che è, di fatto, lo strumento storico più accreditato per capire da dove veniamo. Spero che qualcuno si occupi in maniera competente di questo “scrigno”, ed anche al più presto poiché ricordo che l’area è sottoposta a vincolo e che per l’incuria e l’abbandono, il nostro Ordinamento prevede il conclamarsi di REATO PENALE. Ovviamente quel che dico è comprovato da atti, documenti e dati inconfutabili. La ringrazio se potrà dare l’opportunità ai cosentini di conoscere lo stato dei fatti reale di questa vergognosa vicenda.”

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Questo ciò che aveva chiesto il Comitato Piazza Piccola in merito alla situazione sulla Piazzetta Toscano

“Apprendiamo da giornali e profili social che a Cosenza, Rai storia, vuole produrre un programma chiamato “Storie della nostra città”. Visto che siamo molto invidiosi e competitivi, anche noi vogliamo raccontare una storia, iniziando – anche noi- a porre delle domande all’Amministrazione comunale e alla direttrice del museo dei Bretti e degli Enotri Maria Cerzoso.

Prima però vorremmo fare un breve excursus storico:

Il 10 Novembre 2016 i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza, coadiuvati dai funzionari della Sovrintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone hanno posto sotto sequestro Piazzetta Toscano. Si tratta di un’area di 1500 metri quadri con resti di strutture murarie di abitazioni di epoca bretica, risalenti al IV – III sec. a.C. e di una domus romana di età imperiale del II – III sec. d.C., decorata con pavimenti a mosaico e intonaci policromi. L’area è stata sottoposta a sequestro su mandato della procura di Cosenza.

Piazzetta Toscano nel corso degli ultimi anni è diventata un ricettacolo di immondizia, tane di topi, ricovero per cani e gatti e, inevitabilmente vi cresce, alta, l’erba, i vetri sono costantemente in pezzi. Lo stesso giorno del sequestro, il sindaco Mario Occhiuto annunciava che l’area sarebbe stata recuperata e resa addirittura migliore, tramite la collaborazione del progettista per la tutela, la fruizione e l’accessibilità del sito.

Il 16/02/2017, tramite la Determina dirigenziale n°287 del 2017, l’Amministrazione procedeva all’affidamento diretto dei lavori di bonifica all’impresa “Vivai Tecnofleur s.r.l.” per un importo complessivo di 18.000,00 € di cui 9.500,00€ (lavori di bonifica), 2.090,00€ (IVA al 22%) e 6.410,00€ (lavori di smontaggio e sostituzione vetri). In quel periodo, ricordiamo bene una prima bonifica avvenuta nel sito, ciò di cui non abbiamo contezza, né testimonianza visibile e tangibile, sono i lavori di sostituzione dei vetri. I vecchi vetri, distrutti, degradati e rotti sono sempre stati lì, e continuano a essere lì dove erano. Ci chiediamo allora se questi lavori siano stati realmente effettuati, perché sia stata preventivata questa spesa senza aver effettuato quanto stabilito e se la ditta sia stata effettivamente liquidata, pur a fronte di un lavoro non realizzato.

Nel 20/02/2018, viene emessa della Giunta comunale la delibera n°26 che riguarda la rifunzionalizzazione e il recupero delle aree pedonali ed archeologiche di Piazza Toscano e che prevede un quadro tecnico-economico per un totale generale di 886.040,00€. Una cifra enorme che non trova però continuità negli atti della Giunta. Ci chiediamo quindi se tale cifra sia stata stanziata. Il 07/06/2018, tramite la determina 1437/2018 invece viene assegnato l’incarico di Responsabile unico del procedimento alla Dott.ssa Maria Cerzoso. L’incarico prevede l’assegnazione di tutti i compiti relativi alle procedure di affidamento previste dal presente codice, ivi compresi gli affidamenti in economia, e alla vigilanza sulla corretta esecuzione dei contratti, che non siano specificamente attribuiti ad altri organi o soggetti.

Visto il ruolo che ricopre vogliamo porle alcune domande:

con la Determinazione dirigenziale n°2794 del 19/12/2017, vengono affidati ai professionisti esterni Prof. Gianluca Nava, Dott.ssa Teresa De Rosa e la Dott.ssa Mariela Quartararo l’esecuzione degli studi e delle opere necessarie per la pulitura , la conservazione e il restauro dell’area.

Gli interventi indicati prevedono:
10.000,00€ per esami diagnostici
30.680,00€ per la rimozione dei rifiuti, diserbo manuale, diserbo chimico, pulizia, prevenzione temporanea della ricrescita immediata delle evidenze vegetali e biologiche
21.000,00€ per interventi di preconsolidamento, consolidamento e fissaggio di pietre esterne,
per un totale di 74.249,00€

Ai professionisti vengono riconosciute le seguenti spettanze:
Nava 21.000,00€
De Rose 16.000,00€
Quartararo 11.817,60€

Gli stessi professionisti si sono assunti l’onere dell’esecuzione delle seguenti opere. Hanno ricevuto la liquidazione del primo SAL per un totale di 35.000,00€ tutti e tre i professionisti.

Ora, facciamo notare e chiediamo alla Dott.ssa Cerzoso, in base alle foto e alle testimonianze raccolte e allegate: i lavori sopra indicati come risulta dalle foto non sembrano essere eseguiti, la vegetazione è ricresciuta sebbene siano stati indicati interventi di diserbo chimico e prevenzione sulla ricrescita, i rifiuti sono ancora lì, così come le pietre che continuano a cedere e staccarsi in maniera evidente, come mai sono stati liquidati i professionisti senza che i lavori siano stati eseguiti? l’area, come da foto, risulta essere di nuovo in condizioni di degrado e i reperti danneggiati, verrà eseguita l’ennesima bonifica farlocca ancora una volta? Aspettiamo con pazienza le risposte da parte dell’Amministrazione comunale e del RUP a tutte queste nostre domande.”

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