Italia
Cura del diabete, test dimostrano che il guaranà inibisce gli enzimi del controllo glicemico

Dal guaranà, pianta che prende il nome dal popolo dei Guaranì che ne utilizza i semi per produrre una bevanda, potrebbe arrivare una risposta contro il diabete di tipo 2
Uno studio condotto dall’Università di San Paolo del Brasile ha osservato, in laboratorio, come le catechine (le sostanze bioattive che si trovano proprio nella pianta), potrebbero agire nel controllo glicemico del diabete 2, inibendo le attività degli enzimi alfa-glucosidasi e alfa-amilasi, entrambi responsabili del controllo glicemico.
«Con l’estratto di guaranà, ricco di catechine, l’attività enzimatica è risultata minore”, commenta Cintia Pereira da Silva, ricercatrice che ha condotto l’analisi. Nella ricerca realizzata su test in vitro, spiega ancora Pereira da Silva, è stato notato che il «guaranà riduceva e inibiva l’attività di questi enzimi per circa il 70%».
«L’inattivazione di questi enzimi – prosegue la ricercatrice – può essere una strategia per mantenere il controllo glicemico e quindi evitare complicazioni del diabete». Il guaranà, pianta nativa della Foresta Amazzonica, è nota per le sue proprietà toniche e stimolanti. Lo studio brasiliano è stato pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Food Bioactives.
Si tratta di una pianta rampicante, sempreverde, che allo stato spontaneo può raggiungere anche i 13 m. di altezza.Ha una leggera corteccia verde sui rami giovani che diventa, però, marrone sul tronco e sulle ramificazioni maggiori. Le foglie sono alterne a picciolo breve, coriacee, di colore verde lucido sulla pagina superiore, verde opaco su quella inferiore; presentano un margine intero e nervature principali pennate.I fiori sono bianchi, brevemente peduncolati, singoli o, più spesso, raccolti in gruppi fino a quindici/venti. Il frutto è una drupa, molto consistente, con epicarpo pergamenaceo di colore rosso fuoco, mesocarpo parenchimatoso biancastro che racchiude l’endocarpo (ossia il seme) legnoso che diventa della grandezza di un pisello dopo l’essiccamento.
















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