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Discoteche all’aperto, gestori chiedono la riapertura: “sì al ballo con la mascherina”

Calabria

Discoteche all’aperto, gestori chiedono la riapertura: “sì al ballo con la mascherina”

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discoteca all aperto

Anche in Calabria così come in tutta Italia, gli imprenditori del settore chiedono la riapertura delle discoteche all’aperto ovviamente con l’obbligo di indossare la mascherina anche mentre si balla

 

ROMA – “Ballare con la mascherina elimina la possibilità di contagio e scongiura, indirettamente, assembramenti selvaggi ed improvvisati dei più giovani”. Sono circa mezzo milione gli italiani, di ogni fascia di età (giovani e meno giovani) che in piena estate, vorrebbero riprendere a scendere in pista, ed accanto a loro, un’attività imprenditoriale, quella dei locali da ballo: 2.500 imprese, 50.000 dipendenti e un fatturato complessivo (nel 2019) di circa 5 miliardi di euro. Davanti alla decisione del Ministro della Salute di chiudere le sale da ballo e locali assimilati a tempo “indeterminato”, molti gestori del settore hanno deciso, tramite l’Associazione Giustitalia, di impugnare davanti ai Giudici Amministrativi dei propri Tribunali Amministrativi Regionali (competenti territorialmente), il Decreto ministeriale che sembra aver dimenticato completamente questo settore. E questo accade anche in Calabria.

Gestori: “prima o poi la vita riprenderà”

“I gestori sono consapevoli – riporta una nota a firma di Giorgia Lavorato e Luigi De Rossi dell’associazione Giustitalia – che questo momento storico è alquanto particolare, ma prima o poi la vita riprenderà. E allora la gente si renderà conto che un terzo dei locali ha chiuso, forse per sempre, perché non ci sono aiuti dallo Stato. Chi esercita professionalmente attività imprenditoriale da ballo sono mesi che non ha entrate, a parte una piccolissima parentesi di luglio, e deve (comunque) pagare gli affitti, i dipendenti, e ci sono famiglie che vivono su queste attività. E poi ci sono anche decine di migliaia di lavoratori stagionali che vivono di stipendi mensili ora azzerati: camerieri, dj, musicisti, addetti alla sicurezza, barman, personale dei locali, ballerini, imprese di spettacolo”.

Tramite più ricorsi ai Tribunali Amministrativi Regionali, patrocinati dagli Avvocati dell’Associazione Giustitalia, gli esercenti del settore chiedono alla Magistratura amministrativa l’annullamento dell’Ordinanza nella parte in cui impone la chiusura delle discoteche e dei locali da ballo all’aperto. Nulla da dire invece, ovviamente con tutte le dovute precauzioni sanitarie, per l’obbligo di indossare la mascherina anche mentre si balla dalle ore 18 alle ore 6.

“Oltretutto prevedere una riapertura molto lontana nel tempo e la conseguente privazione di luoghi che possono essere messi in sicurezza e controllati dalle Forze dell’ordine, potrebbe comportare il rischio concreto di “aggregazioni selvagge ed abusive” (soprattutto da parte dei ragazzi) in luoghi privati improvvisati senza alcuna sicurezza sanitaria e senza alcuna vigilanza”.

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