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Scuola, rebus mascherine e positivi. Azzolina “se un alunno ha sintomi torna a casa”

Italia

Scuola, rebus mascherine e positivi. Azzolina “se un alunno ha sintomi torna a casa”

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Si lavora al protocollo sanitario messo a punto dall’Istituto superiore di sanità. Domani nuova riunione del Comitato tecnico scientifico con due punti fondamentali: l’uso delle mascherine in aula e la gestione di eventuali casi positivi. La Ministra Azzolina “gira l’ennesima fake news su cosa accade se un alunno ha sintomi. Il protocollo prevede il ritorno al proprio domicilio”

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COSENZA – Il prossimo 29 agosto, ovvero due settimane prima della programmata riapertura delle scuole, il Cts si riunirà per analizzare gli indici epidemiologici del Coronavirus, con un bilancio regione per regione sull’andamento dei contagi. Due giorni dopo ci sarà invece una conferenza internazionale promossa dall’Oms Europa, dove parteciperà anche il ministro della Salute Roberto Speranza, che ha all’ordine del giorno proprio la riapertura delle scuole. L’obiettivo è dare indicazioni su procedure che potranno essere condivise, al di là delle differenti situazioni dei Paesi dell’Unione. Nel frattempo il comitato tecnico scientifico tornerà a riunirsi domani, 19 agosto. Sarà chiamato a fare un nuovo punto sulle misure in vista del rientro a scuola. Al centro dell’attenzione in particolare ci saranno due temi caldi: l’uso della mascherina in aula e le indicazioni per la gestione di eventuali casi di Covid a scuola, il cui testo è stato messo a punto dall’Istituto superiore di sanità e che sarebbe quasi pronto. Nel verbale del 12 agosto scorso il Cts ha ribadito che il distanziamento fisico, inteso come distanza minima di 1 metro tra gli alunni, “rimane uno dei punti di primaria importanza nelle azioni di prevenzione del contenimento epidemico insieme alle misure organizzative e di prevenzione e protezione”. E tuttavia, il Cts precisava che “al solo scopo di garantire l’avvio dell’anno scolastico in eventuali situazioni in cui non sia possibile garantire nello svolgimento delle attività scolastiche il distanziamento fisico prescritto, sarà necessario assicurare la disponibilità e l’uso della mascherina, preferibilmente di tipo chirurgico, garantendo periodici e frequenti ricambi di aria insieme alle consuete norme igieniche”. I presidi ieri, nelle misure previste all’interno delle linee guida redatte dell’Anp (Associazione nazionale presidi), hanno chiesto di predisporre un locale interno ad ogni istituto scolastico per l’accoglienza degli eventuali casi sintomatici di coronavirus o sospetti.

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Con un caso confermato monitoraggio scuola

“La presenza di un caso confermato necessiterà l’attivazione da parte della scuola di un monitoraggio attento da avviare in stretto raccordo con il Dipartimento di prevenzione locale al fine di identificare precocemente la comparsa di possibili altri casi che possano prefigurare l’insorgenza di un focolaio epidemico”. E’ quanto si legge nel Protocollo, siglato il 6 agosto scorso, e che l’ Iss sta integrando e portando a conclusione. “In tale situazione, l‘autorità sanitaria competente potrà valutare tutte le misure ritenute idonee. Questa misura è di primaria importanza per garantire una risposta rapida in caso di peggioramento della situazione con ricerca attiva di contatti che possano interessare l’ambito scolastico” , si legge ancora.

Ipotesi test molecolari

Il ministero della Salute starebbe studiando insieme alle Regioni e alle Asl se in caso di presenza di un contagiato a scuola sia possibile effettuare test molecolari immediati. Si tratterebbe insomma di un sistema di esami simile a quello che viene attuato in questi giorni negli aeroporti con chi torna da Paesi considerati a rischio per alto numero di positivi. Questo potrebbe contribuire a tranquillizzare i genitori, preoccupati per il rientro a scuola dei figli, i dirigenti scolastico e i docenti che possono trovarsi a dover gestire le prime fasi del protocollo nel caso un ragazzo mostrasse sintomi riconducibili al Covid.

Azzolina “se un alunno ha sintomi torna a casa”

Sta purtroppo girando una grave fake news su cosa accade quando si deve gestire un alunno che, all’interno dell’istituto scolastico, mostra sintomi compatibili con l’infezione da Covid-19. Si arriva a sostenere che ai genitori non sarà permesso prelevare i propri figli e che questi saranno affidati all’autorità sanitaria. Niente di più falso, ovviamente. Il Protocollo di sicurezza prevede invece che si debba provvedere quanto prima possibile “al ritorno al proprio domicilio” e ad attivare i necessari protocolli sanitari per la sicurezza di tutti”.

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