Cosenza
Cosenza, il dramma dei pazienti soli e dei familiari fuori per ore in attesa di notizie

E’ una delle più tristi conseguenze del coronavirus e sarebbe necessario trovare una soluzione. Il dramma si consuma ogni giorno e a tutte le ore, davanti all’ospedale di Cosenza, dove decine di persone attendono all’esterno notizie sui propri cari ricoverati
COSENZA – I malati, i pazienti ricoverati nell’ospedale di Cosenza così come in altre strutture sanitarie vivono da mesi il dramma della solitudine. E anche chi si trova ricoverato per patologie diverse dal Covid, non può ricevere la visita di nessun familiare, nemmeno se dotato di mascherina, guanti e di ogni dispositivo utile alla sicurezza sanitaria. Fuori dai nosocomi, invece, il dramma di chi ogni giorno, davanti all’ingresso carrabile del pronto soccorso di Cosenza e davanti a quello principale, sosta per ore (anche la notte). Sono i parenti delle persone ricoverate che aspettano di ricevere una notizia, un aggiornamento. Aspettano sotto il sole cocente o addirittura dormono nelle auto. Un disagio enorme del quale si parla da tempo, e per i casi più gravi, anche una crudeltà. Pur rispettando le misure anti covid infatti, nessuno è autorizzato, neanche un solo congiunto strettissimo, ad accedere in ospedale.

Le immagini di oggi sono identiche a quelle degli ultimi mesi: ogni giorno davanti all’ingresso decine di persone aspettano informazioni sui loro congiunti ricoverati. E sono molti quelli che hanno perso un proprio caro negli ultimi mesi e non hanno potuto neanche dargli un ultimo saluto. Poco più di un mese fa la notizia di un incontro tra la consigliera comunale di Italia Viva Bianca Rende e il direttore dell’Azienda Ospedaliera Giuseppina Pannizzoli che aveva ha dato mandato al direttore sanitario di attivarsi subito per l’individuazione di un luogo da adibire a spazio di confort e riparo per i parenti finché rimarrà lo stato di emergenza sanitaria. Ma nulla è cambiato da allora e la situazione è rimasta tale e quale.
Eppure si potrebbe fare qualcosa per consentire almeno ad un solo familiare di entrare in ospedale e far visita al proprio caro: basterebbe il rispetto delle misure di sicurezza, l’utilizzo della mascherina, dei guanti e il mantenimento della distanza di sicurezza. Una triste realtà alla luce delle riaperture di attività commerciali, turistiche e ricettive rispetto alle necessità di persone deboli, malate, anziane. Pazienti spesso a rischio della propria vita che non hanno neanche la possibilità di avere un proprio caro vicino.


















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