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Cosentina positiva dopo 5 giorni in Sardegna: «ho visto tanta cattiveria»

Cosenza

Cosentina positiva dopo 5 giorni in Sardegna: «ho visto tanta cattiveria»

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tampone ragazza

È rientrata da una vacanza di cinque giorni in Sardegna e poi ha scoperto di  aver contratto il coronavirus. Il racconto della 24enne cosentina risultata positiva al Covid insieme ad un’amica, al suo fidanzato e ad un altro amico

 

COSENZA – Contrarre il virus del Covid-19 non è un reato, ne certamente una colpa. Forse in un’estate così particolare, considerato l’alto rischio di contagi, sarebbe stato opportuno chiudere le regioni. Misura, però, che avrebbe avuto conseguenze disastrose sull’economia, e in particolare sul settore turistico. In definitiva dunque, l’unica alternativa rimane la propria autodeterminazione: non frequentare luoghi affollati, mantenere il distanziamento sociale, indossare la mascherina e disinfettarsi le mani. Regole apparentemente semplici, ma che cozzano con la voglia di spensieratezza e di divertimento dei giovani, soprattutto se prima si autorizza la riapertura delle discoteche – luogo simbolo dell’assembramento e della movida – e poi ci si stupisce se i casi di contagio aumentano proprio tra gli adolescenti e i giovani.

La storia di Chiara, cosentina positiva al coronavirus al rientro dalla Sardegna

Chiara – il nome è di fantasia – è una ventiquattrenne cosentina, che come tanti altri coetanei ha organizzato un viaggio in Sardegna con un’amica: sole, mare, locali notturni. La sintesi di una classica vacanza, ma al suo rientro ha scoperto di essere positiva al Covid-19. Positiva anche l’amica, il proprio fidanzato e un altro loro amico.

“E’ stato molto difficile all’inizio vivere questa situazione, soprattutto – ha detto alla nostra redazione Chiara – quando ho ricevuto la telefonata ed ho saputo di essere positiva. Avevo paura, per me, per la mia famiglia e gli amici. Qualsiasi sintomo che hai, anche un leggero mal di testa o un po’ di debolezza, hai il terrore di ricondurlo al virus, e che in poche ore possano comparire tutti gli altri. Dopo i primi giorni però mi sono resa conto di stare bene e tra pochi giorni finirò il periodo di quarantena per essere sottoposta lunedì al primo tampone e poi dopo 24 ore il secondo. Se dopo i due tamponi risulterò negativa mi verrà consegnato il certificato di negatività”. Un’estate anomala per tutti e che per Chiara culmina con l’isolamento domiciliare. “La quarantena l’ho vissuta male – aggiunge Chiara – solo per la pressione esterna che ho ricevuto. Ho pensato che una cosa del genere, a livello di umanità unisse le persone e mi aspettavo vicinanza, invece ho visto tanta cattiveria. Un caso in particolare mi ha colpita: in una casa che è di mia proprietà, qualcuno ha imbrattato i muri con scritte e minacce. Questo è stato un vero colpo per me e la mia famiglia, quasi come se avessi fatto del male a qualcuno di proposito o avessi voluto prendermi il coronavirus”.

L’appello ai coetanei: prendere il virus non è una colpa

Infine, una precisazione sulla sua vicenda e l’appello ai coetanei. “Al rientro dalla Sardegna – spiega Chiara – non abbiamo partecipato a feste e serate. La mia amica ed io siamo state sottoposte ad un primo test che era risultato negativo e quindi eravamo tranquille, ma non è vero che siamo uscite per fare festa. Io stavo a Sangineto all’aperto e ho cercato di stare lontana dalle persone e dagli amici e questo è riscontrabile dal fatto che non ho contagiato nessuno. A chi ha avuto parole e gesti di cattiveria nei miei riguardi, vorrei dire che contrarre il virus potrebbe capitare a chiunque e si dovrebbe mostrare vicinanza, perché avere il Covid 19 non è una colpa. Si dovrebbe ricevere conforto e non scrivere sui muri minacce come se qualcuno volesse prenderlo. Questa estate purtroppo, dopo aver aperto i locali, i giovani si sono lasciati prendere dalla voglia di divertirsi e di viaggiare. Siamo ragazzi sì, ma dovremmo avere maggiore umanità e senso di responsabilità“.

 

Il Comune di Sangineto  “nessun caso covid rilevato ad oggi”

l’Amministrazione Comunale, in merito al caso positivo della ragazza tornata in Sardegna e che si trova in quarantena a Cosenza, ha specificato che ad oggi, la competente Azienda Sanitaria Provinciale, non ha comunicato la presenza di casi positivi nel comune di Sangineto

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