Provincia
Amantea, modello Torano per gestire il focolaio scoppiato nel centro “Ninfa Marina”

La task foce dell’Asp di Cosenza isolerà in zona rossa e grigia i casi positivi da quelli negativi e presto effettuerà un nuovo ciclo di tamponi a tutti gli ospiti della struttura che rimane presidiata dalle forze dell’ordine e dai militari. I sanitari stanno anche ricostruendo la catena dei contatti
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COSENZA – Per gestire in totale sicurezza il focolaio all’interno del Cas di Amantea, che ospita 107 persone e dove al momento risultato positivi 25 ospiti ed un operatore culturale, la task force dell’Asp di Cosenza utilizzerà il protocollo sanitario già messo in campo con successo nell’epidemia all’interno della RSA di Villa Torano, dove ad Aprile furono più di 80 i positivi tra pazienti e personale, per quello che fu il focolaio più grande della provincia di Cosenza e ribattezzato appunto “Modello Torano“.
Il sistema di gestione sanitaria che adotterà anche ad Amantea l’Asp Bruzia, prevede la permanenza di tutte le persone nella struttura “Ninfa Marina” che sarà suddivisa in due compartimenti stagni: una zona “Rossa” adibita a reparto Covid-19 con tutti i positivi, separata da una seconda zona definita “Grigia” nel quale saranno sistemate tutte le persone risultate al momento negative, ma che hanno avuto comunque contatti stretti con le persone contagiate e per questo in isolamento. Nel frattempo, i sanitari dell’Asp, dopo aver effettuato un primo screening di controllo ieri pomeriggio, nei prossimi giorni effettueranno una nuova batteria di tamponi a tutti i 107 migranti che vivono nella struttura di via Firenze che rimane presidiata dalle forze dell’ordine e dai militari e dove la situazione, dopo le tensioni di ieri mattina, è ritornata all’assoluta normalità anche se i cittadini di Amantea hanno chiesto alle autorità di procedere alla bonifica della zona.
Nelle prossime ore il lavoro della Task Force dell’Asp sarà incentrato anche nella ricostruzione della catena dei contatti. Saranno predisposti, se necessario, nuovi tamponi anche alle persone del posto venute eventualmente in contatto con i cittadini extracomunitari, visto che molti di loro vivono stabilmente ad Amantea da anni, erano liberi di uscire dal centro e alcuni lavoravano come braccianti agricoli con alcune aziende del territorio.





















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