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Dpcm, per ora nessun “coprifuoco”. Paura e appelli spingono ad usare l’app Immuni

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Dpcm, per ora nessun “coprifuoco”. Paura e appelli spingono ad usare l’app Immuni

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Fonti interne di Palazzo Chigi sottolineano che al momento non è nelle intenzioni del Governo una “stretta” sugli orari di chiusura anticipata dei locali. Balzo nell’utilizzo dell’app Immuni scaricata da 7 milioni di persone, sul 18% di tutti i dispositivi in uso in Italia

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COSENZA – Con un’ordinanza firmata da De Luca la regione Campania ha deciso la chiusura anticipata dei locali alle 23 per arginare l’incremento di contagi. Ma non sarebbe questa l’intenzione del Governo a livello nazionale, almeno per il momento, dopo le voci che si erano rincorse durante tutta la giornata sulle nuove misure anti-covid che saranno contenute nel prossimo Dpcm. Al momento non ci sarà nessun “coprifuoco” sottolineano fonti di Palazzo Chigi perché “non c’è nessuna intenzione da parte del governo di chiudere ristoranti, bar e locali come si legge su alcune testate, né di anticiparne l’orario di chiusura introducendo di fatto un coprifuoco“. Il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia e il ministro della Salute Roberto Speranza, a quanto si apprende, incontreranno i presidenti di Regione, i rappresentanti dell’Anci e dell’Unione delle province per illustrare i contenuti del nuovo dpcm e del decreto per una stretta alle nome anti contagio da Coronavirus, di cui domani Speranza riferirà alle Camere. L’incontro dovrebbe precedere il Consiglio dei ministri convocato stasera alle 21 su decreti sicurezza e Nadef, ma la convocazione non è stata ancora diramata. “Escludiamo” nuovi lockdown, “ma per escluderli dobbiamo evitare i contagi. Proprio perché l’obiettivo è non dover tornare a nuovi lockdown, dobbiamo mettere un surplus di attenzione e rigore nel contenimento del virus”, ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

Ma mentre il governo rassicura sul fatto che il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio (Dpcm) non sarà troppo duro e altri presidenti di Regione auspicano una linea soft, il governatore ‘sceriffo’ esce di nuovo dal gruppo e inasprisce le misure per un territorio che nelle ultime 24 ore fa registrare quasi il 20% dei nuovi positivi di tutto il Paese. L’ex sindaco di Salerno si attira però le critiche del primo cittadino di Napoli, Luigi de Magistris, che lo accusa addirittura di rischiare di “consegnare gli esercizi commerciali alle mafie“. Mentre alcuni presidenti contestano l’ipotesi di obbligo di mascherine all’aperto in tutta Italia – come il ligure Giovanni Toti e il molisano Donato Toma -, De Luca (così come la Santelli) che i Dpi li ha già resi obbligatori da oltre una settimana emette una nuova ordinanza: bar, gelaterie, pasticcerie ed esercizi simili dovranno essere chiusi dalle 23 alle 6 del giorno successivo, fino al 20 ottobre. In Campania, inoltre, a ristoranti, pizzerie ed altri esercizi della ristorazione (pub, vinerie, kebab e simili) l’ultimo ingresso dei clienti, anche per asporto, sarà consentito alle ore 23 per l’intera settimana. Le consegne a domicilio restano invece consentite senza limiti di orario. ”Con queste ordinanze consegneremo a breve molti esercizi commerciali alla mafia”, attacca de Magistris, “chiudere ristoranti e locali alle 23 non ha nulla a che vedere con la movida perché la movida ha altri tipi di locali, di luoghi e di contesti”. Ma De Luca tira dritto, già alcuni giorni fa aveva avvertito che se i numeri del contagio fossero aumentati in Campania ci sarebbero stati nuove chiusure.

Il timore dei presidenti di Regione è quello di un lockdown nazionale, che però il governo continua a negare di voler varare. Stasera prima del Consiglio dei ministri i ministri per gli Affari regionali Francesco Boccia e della Salute Roberto Speranza, a quanto si apprende, incontreranno in videoconferenza i governatori, i rappresentanti dell’Associazione dei Comuni (Anci) e dell’Unione delle province (Upi) per illustrare i contenuti del nuovo Dpcm e del decreto per una stretta alle norme anti contagio, su cui domani lo stesso Speranza riferirà alle Camere. L’introduzione dell’obbligo di mascherina anche all’aperto “sarebbe un passo indietro francamente inaccettabile”, dice il governatore della Ligura Toti,”ritengo che un provvedimento universale e identico per tutto il Paese senza tenere conto delle varie situazioni sia un passo indietro. Se dovesse in qualche modo colpire i poteri delle Regioni lo riterrei gravemente intollerabile”. La Conferenza delle Regioni è convocata per giovedì, quindi dopo il varo del Dpcm. Intanto la Protezione civile è tornata a fare un “punto di situazione” con le protezioni civili regionali, appuntamento che sarà regolare. Il Commissario all’emergenza Domenico Arcuri ha rassicurato che i Dispositivi di protezione individuale (Dpi) e le attrezzature sanitarie già stoccati sono sufficienti per affrontare la nuova fase

Intanto oggi sono calati i nuovi contagi da coronavirus in Italia, ma a fronte di un numero molto basso di tamponi analizzati, come di consueto per la domenica. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 2.257 positivi in più (ieri erano stati 2.578), frutto di appena 60.241 test, già in calo ieri sopra quota 92 mila.

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E il timore per i contagi che salgono e gli appelli di istituzioni e media fanno salire i download di Immuni. L‘app per il tracciamento del contagio da coronavirus è stata scaricata da oltre 7 milioni di italiani, un balzo di 350mila negli ultimi tre giorni. Mentre parte la campagna di sensibilizzazione del governo per attivare l’applicazione, che dalla metà di questo mese dialogherà con le sue omologhe in Europa. Nei giorni scorsi Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, ha sottolineato che “se la maggior parte della popolazione scaricasse Immuni, avremmo uno strumento straordinario per mettere sotto controllo l’epidemia“. L’app lanciata in tutta Italia a giugno è gratuita e volontaria e funziona con il bluetooth che garantisce l’anonimato. Dopo un debutto con 500 mila download nel primo giorno e due milioni in una settimana, ci ha messo tre mesi buoni per crescere. Ad oggi sono per l’esattezza 7.036.898 i cittadini che l’hanno attivata sui loro smartphone, circa il 18% dei dispositivi che ci sono in Italia, percentuale dalla quale sono esclusi i minori di 14 anni. Finora l’applicazione ha inviato 5.870 notifiche mentre 357 utenti positivi hanno caricato i loro codici permettendo di avvisare le persone entrate in contatto con loro.

I dati – aggiornati al 4 ottobre – sono diffusi dal sito ufficiale di Immuni, dal Ministero per l’Innovazione Tecnologica e dal Ministero della Salute. “E’ un obbligo morale scaricarla“, ha detto nei giorni scorsi il premier Giuseppe Conte, lanciando la campagna di sensibilizzazione per scaricare Immuni. Mentre quasi tutte le testate giornalistiche, su carta e online, si sono mobilitate nel week end riservando uno spazio all’app. Dal 17 ottobre, poi, Immuni inizierà a dialogare con le sue omologhe europee. Uno strumento in più per tracciare i contagi in un momento in cui il virus corre anche negli altri paesi. Italia, Germania e Irlanda saranno i primi a far parlare le loro app. Nell’Unione sono in tutto 15 i paesi che hanno adottato o stanno per adottare una app di tracciamento, la media dei download è del 10%. Una percentuale lontana dall’obiettivo del 60% affinchè il sistema sia efficace nel contenimento della pandemia.

 

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