Cosenza
Cosenza, rinviati a giudizio medici ed infermieri per la morte di Frank Morris

Sono stati rinviati a giudizio dinanzi al Tribunale Penale di Cosenza medici ed infermieri per la morte di Francesco Morrone. Ribadita l’ipotesi alternativa che non fu un suicidio
COSENZA – L’udienza si terrà il prossimo 15 aprile. Ribadita l’ipotesi alternativa che Frank Morris non si suicidò, ma morì dopo una caduta accidentale a causa di presidi di contenzione non regolamentari delle aree aperte al pubblico del Pronto soccorso dell’ospedale di Cosenza. Al giudice sono state depositate le foto degli interventi che confermerebbero i presidi non a norma. La Procura di Cosenza con il dott. Domenico Frascino ha richiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio di 6 sanitari dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, per il decesso il 10 giugno 2017 di Francesco Morrone, 50 anni, a causa di un presunto suicidio o di una caduta dal piazzale del pronto soccorso avvenuta intorno alle 5,00 del mattino. Il Gup del Tribunale di Cosenza Manuela Gallo ha rinviato a giudizio i sanitari acquisendo al fascicolo, le foto degli aggiustamenti dei presidi presumibilmente non regolamentari prodotta dal difensore dei familiari, l’avv. Massimiliano Coppa.

Avv. Massimiliano Coppa
I difensori degli imputati hanno sottolineato che Francesco Morrone era un tossicodipendente, al punto da ottenere una sollecitazione dal giudice sulla evidente conoscenza dello stato patologico evincibile dagli atti del processo.
Francesco Morrone, in arte Frank Morris noto chitarrista cosentino, era sottoposto a misura di sicurezza alternativa alla detenzione e si trovava domiciliato presso la comunità terapeutica “Regina Pacis” sita in Torano Castello (Cs) quando, in seguito ad una crisi, era stato trasportato d’urgenza, e pertanto preso in carico, dal personale sanitario operante all’interno del Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile “Annunziata” di Cosenza.
Arrivato in ospedale era stato sottoposto ad una prima sommaria valutazione di natura specialistica e, stante l’assenza di posti letto per il suo trasferimento presso l’Unità Operativa più idonea per la cura e il trattamento di quanto riscontrato e la gestione appropriata del paziente, era stato temporaneamente e forse impropriamente accettato, preso in carico e “ricoverato” presso il reparto di Medicina d’Urgenza del nosocomio cosentino dove – in assenza di qualsivoglia presidio specialistico e di vigilanza imposta soprattutto in un paziente afflitto da particolari patologie con molto probabili episodi autolesionistici che lo condussero mediante 118 al Pronto Soccorso – intorno alle 5.30 del mattino seguente morì, per morte violenta, avvenuta nelle immediate vicinanze dell’accesso al Pronto Soccorso, precipitando al di là di un parapetto oltre il quale vi è un vuoto di circa venti metri assistito da un presidio di contenzione molto probabilmente non a norma.

L’intercapedine con altezza di oltre 15 mt del piazzale Pronto Soccorso dell’Ospedale civile Annunziata
Questo è quanto accertato dai consulenti tecnici nominati, l’ing. Fabrizio Coscarelli e l’ing. Mariano Bruno, i quali hanno presentato un corposo dossier all’avvocato Massimiliano Coppa su tutte le probabili cause che hanno determinato il decesso di Francesco Morrone.
Il suicidio, tesi che non ha mai convinto la famiglia
Si è parlato di suicidio ma i familiari hanno smentito dinanzi alla Procura questa ipotesi e, proprio perché questa tesi non ha convinto, è stata ricostruita una diversa dinamica dello svolgimento delle fasi finali della vita di Morrone il quale, seppur sottoposto a sorveglianza (che evidentemente non fu mai attuata) all’interno dell’Ospedale di Cosenza, è riuscito a lasciare il reparto di Medicina d’urgenza, a percorrere indisturbato tutto il percorso che conduce all’uscita delle ambulanze ed, addirittura, a raggiungere il piazzale del Pronto Soccorso passando per la porta sigillata dove arrivano le ambulanze, così confermando l’assoluta assenza di vigilanza di quei luoghi per come previsto dalla vigente legge.
Tutto è stato documentato dagli ingegneri Coscarelli e Bruni al difensore della famiglia con accertamenti che confermano violazioni di norme tecniche, con prove filmate e fotografiche di tempi e di percorsi alternativi effettuati da Morrone nella sua incomprensibile libertà di movimento, con illegittimità di presidi non a norma che dovrebbero garantire l’incolumità dei luoghi con grande affluenza di pubblico come, ad esempio, l’ospedale di Cosenza.
Le ipotesi dei consulenti dell’avv. Coppa riguardnao una serie di condotte difettuali che involgono comportamenti omissivi posti in essere non solo da chi aveva l’obbligo di vigilare sul paziente, peraltro detenuto, e preso in carico dall’ospedale di Cosenza con un preciso obbligo giuridico di garanzia di tutela sulla sua salute ed incolumità come medici e primario di reparto, ma anche da parte di figure apicali a capo dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza e dei suoi servizi tecnici, individuate per documentato e conclamato deficit organizzativo.
Una circostanza che è aggravata dal fatto che le ragioni del trasporto d’urgenza mediante 118 dalla Comunità di Torano Castello all’ospedale risiedevano nella impossibilità di gestione del paziente successivamente preso in carico dal pronto soccorso, che non ottemperava a quegli obblighi di vigilanza, terapia e contenzione, oltre al collocamento immediato del paziente all’interno di locali idonei ed adatti alla propria condizione clinica al momento del ricovero, anche alla luce dell’obbligo di sorveglianza incombente sulla struttura sanitaria ospitante.
Occorrerà a questo punto che il Tribunale scrutini le cause del prematuro decesso di Francesco Morrone che, alla luce degli elementi prodotti sembrerebbe ora protendere verso la caduta e non più verso il suicidio verificando la gestione assistenziale del paziente, tutti trattamenti sanitari per la tutela della sua salute, in rispetto ai protocolli ed alle linee-guida che sovrintendono il trattamento di casi consimili che, pare, abbia fortemente condizionato in maniera decisiva la verificazione del tragico evento.



















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