Italia
Pillola dei 5 giorni dopo: “non è una caramella”

Non sarà più necessario l’obbligo della prescrizione medica per dispensare anche alle minorenni l’ulipistral acetato. Polemiche sollevate da Pro Vita e Famiglia onlus
L’Aifa – agenzia italiana del farmaco – con la Determina n. 998 dello scorso 8 ottobre, ha dato il via libera alla vendita della pillola dei 5 giorni alle minorenni, abolendo l’obbligo di presentare la ricetta medica. L’ulipistral acetato, questo il principio attivo, potrà essere venduto in farmacia anche a chi non ha ancora compiuto 18 anni, definendola “una svolta per la tutela della salute fisica e psicologica delle adolescenti”. Una decisione questa che ha sollecitato diverse polemiche. “Stanno solo all’estero le femministe vere, come Renate Klein, che denunciano lo sfruttamento del corpo delle donne da parte della mentalità maschilista che muove queste ‘liberalizzazioni’ e da parte delle case farmaceutiche che ci fanno soldi? (260.139 pillole vendute in Italia nel 2018). E questa ultima mossa va a colpire la salute delle ragazzine”. Così in una nota, il presidente di Pro Vita e Famiglia onlus, Toni Brandi sulla nuova decisione per le under 18.
Al momento dell’acquisto in farmacia il farmaco sarà accompagnato da un foglio informativo per evitare un uso inappropriato della contraccezione d’emergenza. “L’ingrediente principale della pillola – sottolinea nella nota il vicepresidente della Onlus, Jacopo Coghe – è l’ulipristal acetato che, secondo l’Agenzia europea dei medicinali ed altra letteratura scientifica, causa danni al fegato. Per non parlare di altri effetti collaterali come vomito e diarrea, stanchezza, sanguinamento vaginale, mal di schiena, tensione mammaria, mal di testa e vertigini. Ma come al solito le donne non vengono informate e si continua a mentire: non si dice che i cosiddetti contraccettivi di emergenza possono avere effetto abortivo. Non sono certamente ‘medicinali di emergenza’ in quanto non curano nessuna malattia”. “Sarebbe progresso vero – conclude Coghe – se si aiutassero le ragazze a prendere consapevolezza della loro altissima dignità e del valore che ha il loro corpo, naturalmente atto a donare la vita: non è una pattumiera in cui scaricare composti chimici che serviranno solo a complicare la loro vita”.



















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