Cosenza
Cosenza, protesta palestre e piscine: “non siamo noi la causa dei contagi”

Protesta pacifica questa mattina nell’area antistante la piscina di Campagnano di titolari di palestre, piscine e attività sportive contro il Dpcm che da oggi chiude per un mese le loro attività. “Ci eravamo adeguati alle richieste dello Stato e non c’è evidenza scientifica che le nostre attività siano causa di contagi”
COSENZA – Dal mondo scientifico ci arriva un chiaro messaggio: “non sono le nostre strutture i luoghi dove questo virus si propaga”. Stamattina sono scesi in piazza pacificamente e annunciano azioni legali dopo aver messo in regola le loro strutture sportive, i titolari di palestre, piscine e società sportive.
Antonio Chirumbolo della Volley Cosenza sottolinea “a fronte di una sicurezza che abbiamo dimostrato di saper assicurare ai cittadini, ai bambini che vengono nei nostri centri, lo Stato invece, ci ha trattato come si tratta la causa principale. Questa disparità non è condivisa da nessuno di noi e stiamo cercando di far sentire umilmente la nostra voce. Si deve dare il giusto peso alle cose anche con un avallo scientifico”.

“Sono diverse le attività palestre, piscine, attività private e società sportive perchè il trattamento che ci è stato riservato non è equiparato a quello che lo stesso Stato ha chiesto. Le società, le piscine, le palestre hanno fatto tanto da questo punto di vista per mettere tutto a norma e garantire la sicurezza dei bambini e delle persone che frequentano queste strutture, corsi e attività e c’è stato un dispendio di energie e anche economico. nonostante questo lo Stato ha chiuso. E allora vogliamo sapere perchè – spiega – chiederci tutto questo se poi hanno deciso comunque di chiuderci. Non c’è neanche un discorso scientifico che questa nostra attività sia il maggiore motore dei contagi e della virulenza. E’ del tutto ingiustificata la maniera in cui lo sport è stato trattato dalle istituzioni”.
“C’è chi si sta occupando di questo anche dal punto di vista giuridico, stiamo mettendo in campo azioni per impugnare questo emendamento dello Stato e vedremo come fare, attuare proteste civili che non portino e fare i giusti passi per venire tutelati dei diritti che sono sacrosanti”.



















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