Calabria
Confiscati beni per 26 milioni ad un imprenditore legato alla ‘ndrangheta

Beni per 26 milioni di euro sono stati confiscati dalla Guardia di finanza di Reggio Calabria all’imprenditore della grande distribuzione Giuseppe Chirico
REGGIO CALABRIA – Chirico è ritenuto in stretti rapporti con le cosche Tegano e Condello del quartiere Archi. Il decreto di confisca conferma il sequestro che la Dda aveva disposto all’indomani dell’operazione “Fata Morgana” condotta dalla fiamme gialle e che aveva portato all’arresto dell’imprenditore, le cui risultanze sono confluite nel maxiprocesso “Gotha”, in corso davanti al Tribunale reggino.
Secondo l’accusa, con il costante appoggio assicuratogli dalle potenti cosche del quartiere “Gallico”, Chirico aveva potuto imporre e interporre illecitamente le proprie attività commerciali come la Soral (Società Reggina Alimentari di Chirico Giuseppe & C. S.a.s.) che operava anche all’interno del centro commerciale “Perla dello Stretto” di Villa San Giovanni.
Le indagini hanno consentito di accertare la sussistenza di una significativa sproporzione tra il reddito ed il patrimonio del nucleo familiare di Chirico. Questo, secondo il Gico e i finanzieri della compagnia di Reggio Calabria, sarebbe stato possibile grazie ai redditi accumulati in qualità di “imprenditore espressione della ‘ndrangheta reggina”.
Secondo gli inquirenti, infatti, l’intero patrimonio accumulato da Chirico sarebbe derivato dalle attività illecite portate avanti sotto il manto di due delle più potenti cosche reggine. Oltre alla società “Soral” e al suo complesso aziendale, composto da 28 terreni e fabbricati, 2 veicoli (tra cui una Jaguar) e 5 rapporti finanziari, il Tribunale ha confiscato i beni privati di Chirico e della sua famiglia. I sigilli sono stati applicati anche a un terreno, un veicolo, e 17 rapporti finanziari.



















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