Calabria
Il piano anti-covid per la Calabria? C’è e lo ha realizzato a giugno Cotticelli

A darne la conferma di quello che l’ex commissario aveva ribadito da Giletti. il ministro dei Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà nel question time alla Camera. Presentato a giugno e approvato dal Ministero il 3 luglio. Disavanzo di 104 milioni dovuti “all’inesigibilità di un credito in seguito a una sentenza della Corte di Cassazione”. Si tratta del credito da 100 milioni del 2014 di cui aveva parlato Cotticelli
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COSENZA – Il Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera per l’emergenza COVID-19 in Calabria “è stato adottato dalla struttura commissariale” guidata dal generale Saverio Cotticelli “con decreto del Commissario ad acta n. 91 del 18 giugno 2020. Il piano quindi c’era ed è stato approvato dal Ministero della salute il 3 luglio 2020 e trasmesso al Commissario straordinario per l’emergenza il successivo 6 luglio. La conferma, a quello che aveva ribadito Cotticelli domenica sera a Non è L’arena di Massimo Giletti, all’indomani della bufera mediatica che lo aveva travolto dopo l’intervista a Titolo V, nella quale invece sembrava cadere dalle nuvole e affermare che il piano ancora non era pronto, arriva direttamente dal ministro dei Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà nel question time alla Camera. “Il Piano – ha aggiunto – prevede, rispetto alla dotazione iniziale di posti letto di terapia intensiva, un incremento di 134 posti letto, nel rispetto dello standard previsto dal decreto-legge n. 34 del 2020 (0,14 posti letto per 1.000 abitanti)”.
Disavanzo pari a 104 milioni di euro, LEA insufficienti
Il monitoraggio effettuato a maggio 2020 dal Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali (Mef-Salute)” della struttura commissariale in Calabria guidata da Saverio Cotticelli, “con riferimento all’ultimo trimestre 2019, ha presentato un disavanzo (dopo il conferimento delle coperture) pari 10 milioni di euro (con un disavanzo prima del conferimento delle coperture pari a 116,172 milioni di euro)” ha detto il ministro dei Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà evidenziando una “criticità” dopo che una sentenza della Cassazione da dichiarato inesigibili dei crediti”. Qui entra in scena però l’altra dichiarazione di Cotticelli che ha affermato che sul disavanzo pesa l’introduzione di un credito da quasi 100 milioni di Euro dell’AO MAter Domini di Catanzaro guidata proprio da Zuccatelli. “nel 2018, appena nominato, in Calabria c’era un buco di 218 milioni di buco, nella mia gestione ed ho abbattuto il debito di 96 milioni di euro. Nella scorsa estate – aveva detto Cotticelli – l’azienda Mater Domini diretta da Zuccatelli tirò fuori il debito risalente al 2014 di 100 milioni circa, mai riportato negli anni precedenti sui conti delle aziende regionali. Improvvisamente è stato spinto fuori per far risultare la mia gestione fallimentare. C’erano relazioni dell’advisor contabile su questo debito, che si riferiva al fallimento della fondazione Campanella e una sentenza della Cassazione dichiarò che quei debiti non erano esigibili”. Anche su questo punto arriva la conferma alle parole di Cotticelli visto che D’Incà evidenzia che “nel corso dei lavori del Tavolo tecnico di verifica di ottobre 2020, con all’ordine del giorno la valutazione del bilancio consuntivo dell’anno 2019 – sono emerse criticità derivanti dell’inesigibilità di un credito in seguito a una sentenza della Corte di Cassazione (n. 1189/2020). L’impossibilità di riprodurre questa posta positiva in bilancio, unitamente ad altre poste di debito, ha determinato un disavanzo di circa 104 milioni di euro. Si aggiunge una valutazione complessiva riferita all’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) che numericamente non ha raggiunto la sufficienza”.
Il nuovo decreto Calabria
Il commissario alla sanità della Calabria Saverio Cotticelli “è stato nominato nel dicembre 2018 e confermato, in occasione della sostituzione del relativo sub-commissario, nel luglio 2019”. D’Incà ha poi parlato del nuovo decreto per la Calabria, presentato ieri alla Camera e pubblicato in gazzetta ufficiale che, ha detto, “intende principalmente rialzare in modo adeguato i livelli essenziali di assistenza. In particolare l’intervento normativo è volto ad innovare profondamente il precedente decreto Calabria e, come ho già riferito nel precedente intervento, crea condizioni nuove per un rilancio della sanità calabrese”. Il nuovo, ha detto D’Incà,”cambia profondamente il vecchio decreto Calabria e crea condizioni nuove per un rilancio della sanità calabrese. Le principali finalità sono: stabilire procedure più rapide per scegliere i Commissari; definire con chiarezza compiti e funzioni della regione e del Commissario per superare conflitti di competenza che hanno paralizzato le attività; affidare al Commissario straordinario per l’emergenza gli interventi di edilizia sanitari bloccati da anni in Calabria (circa 800 milioni); prevedere la nomina di un esperto con competenze sanitarie che coadiuvi la commissione prefettizia, nelle aziende sciolte per infiltrazioni; prevedere un fondo di solidarietà di 60 milioni di euro (per 3 anni) per ridurre il debito della sanità calabrese“.

















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