Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

Tallini, da ex dipendente Enel a presidente del Consiglio regionale – Reazioni

Calabria

Tallini, da ex dipendente Enel a presidente del Consiglio regionale – Reazioni

Pubblicato

il

Mimmo Tallini

Domenico Tallini, 68 anni, noto esponente politico di Forza Italia dalle scorse elezioni di gennaio è presidente del Consiglio regionale della Calabria. Numerosi i commenti che seguono al suo arresto nell’ambito dell’operazione Farmabusiness

 

CATANZARO – Un trascorso politico ventennale quello di Mimmo Tallini, alla presidenza del Consiglio regionale fino all’ultima seduta del Consiglio che è stato sciolto, in seguito alla prematura scomparsa della presidente Jole Santelli lo scorso 10 novembre. Alle regionali del 2020 era stato eletto nella circoscrizionale Calabria centro con la lista Forza Italia con oltre 8.000 preferenze.

Tallini è nato a Catanzaro il 29 gennaio 1952, è sposato e ha due figli ed è un ex dipendente Enel. In ambito politico è alla sua quarta legislatura. Diventato consigliere regionale per la prima volta nel 2005 tra le fila dell’Udeur con circa 5.000 preferenze, ha ricoperto, tra l’altro, la carica di Presidente della Commissione Speciale di Vigilanza ed è stato anche componente supplente della Commissione di disciplina del personale.

E’ stato coordinatore di Forza Italia nella provincia di Catanzaro e si è candidato alle elezioni regionali del 2000, nella lista di FI ottenendo oltre 6.500 preferenze. Nel 2014 è stato rieletto nella circoscrizione Calabria centro con la lista Forza Italia ottenendo 11.000 preferenze. Ha ricoperto la carica di vicepresidente della IV Commissione consiliare “Assetto, Utilizzazione del territorio e Protezione dell’ambiente”, nonché di componente della Giunta delle elezioni. Nel 2010 è stato eletto nella circoscrizione Calabria centro con la lista PDL con circa 10.000 preferenze. Dal 2010 al 2014 è stato Assessore al Personale.

Tallini ai domiciliari: le reazioni

Morra: “per l’Antimafia era impresentabile”

“Vi ricordate le ultime regionali calabresi, a gennaio 2020? Questo signore, attuale Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, di Forza Italia, in virtù del Codice di autoregolamentazione della Commissione Antimafia, risultava impresentabile”. Sono le parole del presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, a commento dell’arresto di Tallini. “A suo avviso ero io che mi accanivo contro di lui per una “vendetta personale”. Oggi si trova ai domiciliari. Ma era una vendetta personale”.

Sapia: “affrontare di petto la questione morale

“Gli arresti domiciliari per il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini, chiamano in causa quella classe politica calabrese che ha sempre rinunciato al rinnovamento. Il fatto conferma forse quei gravi timori che la compianta Jole Santelli aveva espresso al giornalista Peter Gomez”. Lo afferma il deputato M5S Francesco Sapia. “Sono gravissimi gli addebiti nei confronti di Tallini, che per gli inquirenti – prosegue Sapia – avrebbe avvantaggiato la cosca Grande Aracri di Cutro in cambio di voti alle Regionali del 2014. La maggioranza politica della Regione Calabria ne esce travolta sul piano morale. Dunque si ripresenta la necessità e l’urgenza di fare pulizia nei partiti, di affrontare di petto la questione morale, senza più ipocrisia. Bisogna guardare la realtà e smetterla di far finta che non ci sia”. “Da anni – ricorda il parlamentare del M5s – denunciamo formalmente la penetrazione criminale nelle istituzioni, il condizionamento dell’amministrazione pubblica e il dominio di potentati mafiosi o d’affari nella gestione dei soldi della comunità, con particolare riferimento alle aziende del Servizio sanitario regionale. È giunto il momento di fare piazza pulita di tutti quei politici che sono rimasti immobili e silenti rispetto ai rapporti tra politica e criminalità, tra politica e comitati di interessi. La responsabilità, come di recente ha ricordato il magistrato Piercamillo Davigo, non è soltanto di chi sguazza in questo sistema, ma è anche, e forse in primo luogo, di chi tifa, anche semplicemente negando il problema, per quanti a questo sistema immorale appartengono”.

M5S: “Quadro desolante della classe dirigente”

“La nuova operazione della Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro che, per l’ennesima volta, si imbatte in un inquilino del Consiglio regionale è una notizia che getta nello sconforto i calabresi”. Lo affermano in una nota i portavoce del M5s Anna Laura Orrico, Laura Ferrara, Elisa Scutellà, Alessandro Melicchio, Riccardo Tucci, Giuseppe Fabio Auddino, Massimo Misiti. “Tralasciando la vicenda giudiziaria assai grave –spiegano i parlamentari pentastellati- riguardante la potente cosca Grande Aracri di Cutro, è il quadro emergente che ci restituisce un’istantanea deprimente della classe dirigente calabrese. Assorbita dagli interessi clientelari, spesso indicibili, e invece poco attenta a quelli dei calabresi, abituata com’è a riproporsi sempre uguale a sé stessa, e quindi ad autoassolversi, in decenni di discutibile, diciamo così, gestione della cosa pubblica”.

“Una costante escalation alle istituzioni calabresi – prosegue la nota- documentata da anni di clamorose inchieste che hanno condotto inesorabilmente a ricostruire meccanismi malsani, interessi di parte, commistioni pericolose. A questo punto, i calabresi, dovrebbero porsi delle legittime domande sulle dinamiche che hanno portato in tutti questi anni alla cattiva gestione ed alla scadente erogazione dei servizi pubblici essenziali nella nostra regione come quello che in questi ultimi mesi sta balzando agli occhi dell’opinione pubblica per via della pandemia, ovvero il comparto della sanità. In ragione di ciò, l’orizzonte politico della nostra regione –concludono gli esponenti pentastellati- merita un assoluto cambio di passo e la rigenerazione di una classe politica e dirigente che sia all’altezza di risollevare le sorti della Calabria”.

Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social