Calabria
Conte incontra i sindaci calabresi e accelera sul commissario “sarà a tempo”

Incontrando a Roma una delegazione di sindaci, il Premier rivela che un’indicazione arriverà “nelle prossime ore”. Obiettivo più urgente è rassicurare la comunità di una regione che si sente abbandonata e quasi sotto attacco. Resta in pole il cosentino Federico Maurizio D’Andrea
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COSENZA – Questione di ore, più che di giorni, per trovare l’uomo giusto per la Calabria. Sul nuovo commissario che dovrà gestire la sanità locale, l’ennesimo in 11 anni e il quarto nome da inizio mese, il governo è al lavoro per il rush finale. “Ci vorrà il tempo necessario”, è la premessa diplomatica del premier che sta vagliando i curricula di più papabili per evitare di finire nuovamente nel tritacarne mediatico con un ennesima scelta sbagliata che non sarebbe più perdonata. Ma incontrando a Roma una delegazione di amministratori calabresi, giusti a Roma per chiedere lo stop al commissariamento ed una sanità equa, Giuseppe Conte rivela che un’indicazione arriverà “nelle prossime ore”. Forse già nel Consiglio dei Ministri convocato per domani.
Obiettivo più urgente è rassicurare la comunità di una regione che si sente abbandonata e quasi sotto attacco. Dopo la morte della governatrice Jole Santelli il 15 ottobre scorso, con la regione orfana di una guida, l’exploit di contagi Covid e il vulnus del commissario per la sanità dopo i tre flop del governo, la Calabria si sveglia con l’arresto del presidente del Consiglio regionale, Domenico Tallini, per concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico-mafioso. A questo punto, serve un’azione concreta da Roma. Da qui il messaggio che Conte affida a sindaci e consiglieri che incontra a margine di un loro sit-in organizzato davanti a Montecitorio: “Potete confermare alle vostra comunità che da parte del governo c’è massima attenzione verso tutti i calabresi“. Il timone della salute regionale va insomma affidato al più presto, ma con un paletto chiaro sulla durata dell’incarico: “Non ci sfugge che una gestione commissariale, che deve essere straordinaria, si trascina da dieci anni rischiando di essere ordinaria – spiega il presidente del Consiglio – Dobbiamo lavorare per dare alla gestione commissariale una prospettiva temporale ben delimitata”.
Del resto a chiedere lo stop al commissariamento sono da tempo gli amministratori locali. E perciò a fine incontro gli animi sembrano più sereni. “Sono state accolte tutte le nostre richieste, in particolare l’esigenza che il commissariamento abbia una durata più breve possibile”, rivela il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. Dopo le figuracce fatte con Saverio Cotticelli, Giuseppe Zuccatelli ed Eugenio Gaudio, restano in campo pochi nomi. Se nel Movimento 5 stelle c’è ancora appeal per Gino Strada, nel Pd c’è chi lancia l’idea di un tecnico del ministero dell’Economia. In ogni caso, resta in pole il cosentino Federico Maurizio D’Andrea, ex colonnello della Finanza ai tempi di Mani pulite e manager che fu alla guida di Sogei e poi Olivetti. Quotati anche Narciso Mostarda, medico e dirigente dell’Asl Roma 6, e Francesco Paolo Tronca che fu commissario a Roma nel 2015 dopo le dimissioni di Ignazio Marino. Si sfila dai rumors invece il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri: a Radio 24 rifiuta categoricamente l’incarico. “Sono un felice procuratore. Spero di fare ancora per tanti anni questo lavoro, che mi emoziona”.

















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