Calabria
Telenovela commissario, Miozzo resta in pole. E lui ci scherza “mia moglie è d’accordo”

Resta aperta l’ipotesi che porta al coordinatore del CTS ma non è tramontata l’ipotesi Mostarda dopo l’infuocato confronto di ieri sera nella maggioranza. Il nodo della nomina che assomiglia sempre più ad una telenovela potrebbe sciogliersi nelle prossime ore.
ROMA – Potrebbe sciogliersi nelle prossime ore il nodo della nomina del commissario in Calabria: il governo ha sondato il coordinatore del Cts Agostino Miozzo e un nuovo confronto con lui e con i ministri potrebbe portare a una decisione in serata. Il dossier, spiegano fonti di governo, è però ancora aperto e nulla è scontato, tanto che secondo alcune fonti resterebbe sul tavolo – se dovesse sfumare la scelta di Miozzo – un altro nome vagliato già nelle scorse ore, quello del dirigente dell’Asl Roma 6 Narciso Mostarda, che ha però incontrato i dubbi del M5s ma non sarebbe sgradito ai rappresentanti istituzionali della Calabria. Il nome di Miozzo è arrivato sul tavolo del governo ieri in nottata, mentre si fronteggiavano veti contrapposti sui nomi di Mostarda e del prefetto Luigi Varratta. Al coordinatore del Cts sarebbe stato chiesto di fare una valutazione personale e una interlocuzione con lui sarebbe ancora in corso. Ma in serata, al ritorno del premier Giuseppe Conte dalla Spagna, potrebbe esserci la valutazione finale del governo e la condivisione della scelta nella riunione dei capi delegazione di maggioranza. E sul suo nome, alla fine, potrebbero convergere sia Pd che Cinque Stelle.
Il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, tempestato di telefonato dai giornalisti, però non ha rivelato alcun dettaglio limitandosi ad una battuta: “è da ieri notte che io e mia moglie ne stiamo parlando e mi ha terrorizzato dicendomi ‘non ti permettere di dire che ho qualcosa contro la Calabria…’ quindi nel caso lei sarebbe d’accordo”, ha detto con malcelato riferimento alla questione Gaudio, ai microfoni di 24Mattino.
Chi è Agostino Miozzo
Uno dei volti noti dell’emergenza coronavirus in Italia, in virtù del suo ruolo di coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Miozzo è nato il 30 settembre del 1953 ed ha conseguito la laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Milano nel 1980. Due anni dopo, presso l’Università di Harara, Zimbawe, ha proceduto con il perfezionamento in chirurgia ostetrico ginecologia, mentre nel 1984 ha partecipato ad un corso tenuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Parla quattro lingue: Italiano, Inglese, Francese e Spagnolo. Dopo la laurea e il perfezionamento ha mosso i primi passi presso il Ministero degli Affari Esteri al Dipartimento della Cooperazione allo Sviluppo. All’inizio degli anni Novanta è passato alla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo. Nel 2002 approda al Dipartimento della Protezione Civile. Il suo impegno nel mondo della cooperazione e dell’assistenza è comprovato dall’esperienza maturata nel corso degli anni.
Scuola: “apertura il 9 dicembre? Una buona opzione ma in sicurezza”
Scuola, apertura il nove dicembre? “Potrebbe essere una buona opzione, bisogna far ritornare ragazzi e docenti a scuola garantendo la sicurezza, il rischio deve diventare compatibile con la disponibilità di risorse per tamponi in tempo reale e tracciamento a supporto della vita scolastica. Riteniamo che l’apertura delle scuole non sia a rischio zero però è un rischio sicuramente inferiore di immaginare i ragazzi liberi di andare nei centri commerciali senza regole ed è un ischio che prende in considerazione la salute psicofisica dei ragazzi. Non è pensabile lasciare milioni di giovani nella didattica a distanza per un anno intero, avremo quest’anno dei liceali che arriveranno alla maturità avendo fatto un mese di scuola in presenza, questo è inaccettabile”.
“Tracciamento, con 30mila casi al giorno è assai difficile”
“Con 30mila casi al giorno è assai difficile un’operazione di tracciamento, vanno rafforzate le risorse umane dedicate a questo e se si riducono i contagi il tracciamento tornerà a funzionare come nei mesi scorsi. Il tracciamento è saltato quando siamo arrivati a 35mila casi, numeri incompatibili con queste operazioni”.
“Natale in intimità, come un giorno ordinario in famiglia”
Natale, “questo virus è incompatibile con le relazioni sociali che sono estremamente pericolose soprattutto per i più fragili, dovrà essere un Natale di intimità, come un giorno ordinario in famiglia. Se si allargano le relazioni con altri parenti e amici bisogna esser molto prudenti mantenendo il distanziamento e indossando la mascherina, è orrendo immaginare un cenone così ma queste sono le regole, altrimenti corriamo dei rischi”.
“Se vogliamo salvaguardare economia dobbiamo essere rigorosi”
“La maggior parte degli italiani ha comportamenti che dimostrano di aver capito la gravità del problema poi ci sono i soliti cretini che dei comportamenti virtuosi se ne fregano. Se vogliamo salvaguardare l’apertura all’economia così sofferente dobbiamo essere rigorosi e sanzionare chi va contro le regole”.
“Azzardata apertura impianti sciistici”
“Considerando che siamo nel pieno dell’epidemia decidere adesso di aprire gli impianti è un po’ azzardato – conclude Agostino Miozzo a 24Mattino di Simone Spetia su Radio 24 – questa dovrebbe per l’ennesima volta la dimostrazione di un Europa che sa prendere una posizione congiunta, perché gli impianti stanno a cavallo delle montagne, in Francia, Austria, Slovenia e quindi dovrebbe essere un operazione condivisa a livello di Bruxelles”.

















Social