Italia
Conte “esaminata la curva, nel pomeriggio novità”. A Natale il coprifuoco resta alle 22

Il nuovo dpcm sulle misure anti-Covid sul quale sta lavorando il Governo confermerà la divisione delle regioni in 3 fasce. Intanto il coprifuoco anche nei giorni delle feste dovrebbe restare alle 22, come confermato alla sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa. L’indice Rt scende a 1.08, in quattro Regioni è sotto l’uno. Ma ancora 10 regioni a rischio alto
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COSENZA – C’è attesa per il monitoraggio settimanale sui dati del contagio in Italia. Giuseppe Conte annuncia novità per oggi pomeriggio “sono ore impegnative: eravamo a consulto con i nostri esperti per valutare la curva epidemiologica e gli scenari prossimi futuri. Oggi è venerdì e come sapete c’è il monitoraggio settimanale. Nel pomeriggio avremo delle novità. Mi aspetto un Rt che scenda all’1 e che le regioni rosse passino ad arancioni o gialle” ha detto il presidente del Consiglio. E dalla bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute, emerge che nel periodo 4-17 novembre 2020, l’indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi sintomatici in Italia è pari a 1,08 (la scorsa settimana era a 1,18) con 10 regioni ancora a rischio alto. Le rimanenti sono a rischio moderato, di cui 7 con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese.
Si riscontrano valori medi di Rt tra 1 e 1,25 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane. In 4, invece, l’RT puntuale è inferiore a 1, indicando una diminuzione significativa nella trasmissibilità. E questa settimana si osserva per la prima volta in varie settimane una diminuzione nell’incidenza dei casi Covid a livello nazionale negli ultimi 14 giorni: 706.27 per 100,000 abitanti nel periodo 9/11/2020-22/11/2020 contro 732,6 per 100,000 abitanti nel periodo 2/11/2020-15/11/2020), sebbene questa rimanga “a livelli molto alti”. La bozza del monitoraggio Iss-ministero della Salute, sottolinea anche che “in diverse Regioni, tuttavia, si continua a segnalare una incidenza in aumento.
Intanto Il governatore della Lombardia Fontana anticipa tutti ed annuncia che la Lombardia passa in zona arancione “grazie ai sacrifici dei lombardi, apprezzati i dati epidemiologici, ora siamo in zona arancione e potremo riaprire gli esercizi commerciali”. Cosa che potrà accadere da lunedì anche in Toscana. E mentre Zaia riapre in Veneto i centri commerciali da sabato e considera tuttavia un errore il ritorno a scuola il 9 dicembre, il presidente della Campania De Luca attacca il Governo “le zone? Sono una grande buffonata‘. Gli fa eco il presidente facente funzioni della Calabria Nino Spirlì “a questo punto, se la Calabria dovesse rimanere zona rossa, la responsabilità sarebbe solo del Governo, incapace di dare una guida alla sanità regionale”.
Grazie ai sacrifici dei lombardi, apprezzati i dati epidemiologici, ora siamo in zona arancione e potremo riaprire gli esercizi commerciali.
A breve la decisone del Governo.— Attilio Fontana (@FontanaPres) November 27, 2020
Il nuovo dpcm sulle misure anti-Covid, che entreranno in vigore il 4 dicembre, confermerà la divisione delle regioni in 3 fasce e introdurrà specifiche restrizioni per il Natale. Restano diversi gli altri punti da definire. Uno è quello degli orari di apertura delle attività commerciali per lo shopping dei regali e di quelle di ristorazione. L’altro quello degli spostamenti tra regioni per raggiungere i parenti: anche su questo l’orientamento prevalente del governo sarebbe rigoroso, con il divieto totale, a prescindere dalle colorazioni, al massimo con qualche deroga. Il nuovo Dpcm sulle misure anti contagio dovrebbe comunque confermare l’impianto del decreto attuale. In particolare – questo è l’orientamento – dovrebbero restare gli automatismi legati al monitoraggio, che prevedono il passaggio progressivo da zona gialla ad arancione o rossa o viceversa (senza “salti” di due da rossa a gialla).
“A Natale resterà sicuramente il coprifuoco a partire dalle 22 e non dalle 21” ha dichiarato la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, aggiungendo poi che la scuola è “la priorità delle priorità, proprio per questo non si possono fare aperture simboliche, ma bisogna essere preparati. Non sono tanto i contagi in classe, ma tutto quello che si muove intorno alla scuola. Serve un piano di sicurezza“. E mentre la Cei annuncia che a fine anno non si farà la Marcia della Pace (la prima volta fu a Sotto il Monte nel 1968) per Boccia “anche Gesù bambino dovrà adattarsi all’emergenza Covid e “non sarebbe un’eresia farlo nascere due ore prima” il 24 dicembre. Il ministro per gli affari regionali “da cattolico” usa l’ironia per far capire che il governo non intende deflettere dalla linea della massima prudenza durante le festività.


















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