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Deruba un negozio e si masturba: in manette

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Deruba un negozio e si masturba: in manette

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COSENZA – L’inseminatore di paura. A Filippo Curia, 33enne di San Giovanni in Fiore, trapiantato ad Osimo, in provincia di Ancona, il furto commesso all’interno dei un negozio cinese, gli ha causato

un’eruzione ormonale, tanto forte, quanto incontrollabile, da spingerlo a masturbarsi all’interno della stessa attività orientale, davanti agli occhi sbarrati delle due commesse. Per questo e per il furto è, non solo finito in manette, ma gli è stato notificato anche un foglio di via obbligatorio dal centro marchigiano. Il 33enne, secondo il racconto agitato fornito dalle due commesse e in base ai riscontri investigativi dei carabinieri della compagnia di Ancora, coordinati dal capitano Raffaele Conforti, è entrato nell’esercizio commerciale e dopo, aver fatto finta di essere interessate alla merce in esposizione, facendo razzia di oggetti vari. Dopo aver fatto “la spesa” con l’intenzione di non passare dalla cassa, il 33enne, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, ha pensato di mettere la sua firma genetica sul colpo, denudandosi e masturbandosi davanti a clienti e commesse. Le cassiere con gli occhi a mandorla hanno cerato di cacciarlo dal negozio, ricevendo come risposte un’aggressione. Filippo Curia, s’è dato alla fuga, mentre le persone presenti all’interno del negozio hanno allertato la sala operativa del 112. I carabinieri in un battibaleno sono arrivati sul posto, avviando l’attività d’intelligence con la raccolta delle testimonianze dei clienti e delle commesse. In base alla dettagliata descrizione fisica fornita dalle vittime agli inquirenti, i militari dell’Arma, hanno rintracciato il sospettato in centro, alla guida della sua auto, una Ford Fiesta. Il 33enne è stato bloccato e sottoposto ad una minuziosa perquisizione personale e anche veicolare. Nell’auto è stata trovata tutta la merca asportata nel negozio contraddistinto dalle lanterne rosse: coloranti per capelli, accessori per macchine da caffè, piastre per capelli ed altri oggetti vari. Nei pantaloni c’erano anche un taglierino e una tronchesina, utilizzati per tagliare le barriere anti-taccheggio. Tutta la refurtiva è stata riconsegnata ai proprietari, mentre Curia è finito prima in caserma e poi in carcere, da cui uscirà con un foglio di via obbligatorio dal territorio marchigiano.

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