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Coronavirus, piano vaccini in Italia: 202 milioni di dosi dal primo trimestre 2021

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Coronavirus, piano vaccini in Italia: 202 milioni di dosi dal primo trimestre 2021

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È uno dei passaggi che è emerso dal piano vaccini che il ministro della Salute, Roberto Speranza ha illustrato ai Capigruppo della maggioranza nella riunione a Palazzo Chigi. Non dovrebbe essere l’obbligatorietà ma il vaccino sarà su base volontaria”

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ROMA – Saranno “202 milioni di dosi di vaccino” anti-Covid quelle disponibili dal primo trimestre 2021; ogni dose, in base alle conoscenze attuali, “ha bisogno di richiamo e non sappiamo di quanto ci sia immunità”. Questo uno dei passaggi – come si apprende da fonti di maggioranza – dell’appunto sul piano vaccini che il ministro della Salute, Roberto Speranza ha illustrato ai Capigruppo della maggioranza nella riunione a Palazzo Chigi, alla presenza anche del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Come ha detto anche il commissario Domenico Arcuri in videoconferenza con le Regioni, “il piano esecutivo vaccinale è pronto, ma diventerà operativo quando i vaccini avranno le autorizzazioni di immissione in commercio”. La previsione è che le autorizzazioni possano arrivare per la fine di gennaio. Secondo quanto si apprende dalla riunione, non sarebbe imposto nessun obbligo alla vaccinazione e si procederebbe su base volontaria. Il piano sarà strutturato su base trimestrale per seguire anche l’evoluzione della pandemia.

Si tratterà “della più grande campagna di vaccinazione di massa che la nostra generazione ricordi” aveva detto ieri il straordinario descrivendo il piano vaccini covid che il governo sta approntando in queste ore in vista del via libera delle autorità sanitarie all’immissione in commercio dei primi vaccini testati. Le prime somministrazioni già a gennaio con priorità a personale ospedaliero e persone fragili come quelle nella Rsa, cioè quelle più esposte al virus. È previsto, stando alle prime anticipazioni, un hub ogni 30mila abitanti presso medici di base e strutture sanitarie facilmente raggiungibili. Se non bastasse, si ricorrerebbe a palestre, ospedali da campo e drive in. Ad affiancare il personale sanitario Asl ci sarà l’esercito.

Intanto l’Istituto Superiore di sanità ha definito promettenti i dati sui nuovi vaccini “Progressivamente in questi giorni chi ha messo a punto gli strumenti e chi ha fatto gli studi renderanno disponibili alle agenzie regolatorie, l’Ema e l’Aifa, i dossier che sono richiesti per dimostrare sicurezza ed efficacia. Questi dossier sono oggi noti in minima parte, quando li avremo potremo esprimerci con completezza su ogni singolo vaccino. Oggi possiamo dire che i dati che vengono lanciati, anche mediaticamente, sono assolutamente promettenti, ma dal punto di vista tecnico-scientifico dobbiamo dire che è in atto un processo in corso man manco che i dati vengono resi disponibili alla comunità scientifica”. C’è stato uno sforzo straordinario in tempi molto brevi per poter mettere a punto dei vaccini anti-Covid – ha detto Brusaferro –  ma questo non vuol dire che vengono derogate procedure di sicurezza, quindi non parliamo di deroghe a meccanismi di valutazione di sicurezza e di efficacia”, ha concluso il presidente dell’Istituto superiore di sanità.

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