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Pd/Primarie: Bersani vince col 61%, Renzi promette lealta’

ROMA – Al ballottaggio delle primarie per la scelta del candidato premier del centrosinistra Pier Luigi Bersani ottiene il 61% delle preferenze contro il 39%
di Matteo Renzi. E’ un risultato netto, delineatosi fin dall’inizio dello spoglio dei primi seggi. Poco dopo le 20, il sindaco di Firenze ammette la sconfitta scrivendo su Twitter: ”Era giusto provarci. Grazie di cuore a tutti”. Non ci sono polemiche o ricorsi da parte del perdente, nonostante le polemiche dei giorni scorsi su chi avrebbe potuto votare al secondo turno e qualche baruffa registratasi ieri in alcuni seggi per la rigidita’ con cui sono state fatte rispettare le indicazioni del Collegio dei garanti delle primarie presieduto da Giovanni Berlinguer. E’ Renzi a parlare per primo alla Fortezza da Basso a Firenze, dove aveva convocato i suoi sostenitori e dove le tv trasmettono in diretta le sue parole: ”Lui ha vinto e noi no, congratulazioni. Nessun rimpianto. Abbiamo offerto due modelli di centrosinistra. Abbiamo raccontato due diverse idee di Italia: oggi dobbiamo prendere atto che la nostra idea non e’ stata vincente. Io ho perso. I risultati che abbiamo ottenuto non bastano: non eravamo qui per fare una battaglia di testimonianza”. Renzi prende atto della sconfitta: ”Volevamo prendere in mano il governo del paese e non ce l’abbiamo fatta: abbiamo sbagliato qualcosa. Spero che dopo aver visto un under 40 provarci altri trovino il coraggio di fare altrettanto. Non era l’ambizione di un ragazzetto, come ha scritto qualcuno. Era il voler dare un senso a un sogno, alla nostra tenacia. Non sono riuscito, fuori dalla Toscana, a scrollarmi l’immagine del ragazzetto”. Arrivano gli auguri al vincitore: ”Bersani deve andare a parlare all’Italia che e’ rimasta fuori dai gazebo. Noi saremo leali. Ma voi, andando a casa, siate orgogliosi di quello che siete riusciti a fare in questi tre mesi. Ne valeva la pena”. Poi cita il cantautore Samuele Bersani: ”E’ sempre bellissima la cicatrice che mi ricorda di essere stato felice”. Nel collegamento in diretta con La7, lo sconfitto chiude facendo una battuta: ”Finalmente Renzi ha fatto qualcosa di sinistra: ha perso. E’ un messaggio ricevuto su Twitter. E’stato il commento piu’ simpatico e forse piu’ vero”. Il sindaco ribadisce che non organizzera’ una sua corrente e non chiedera’ nulla al segretario a cui promette lealta’. Ma gia’ si pensa alle prossime scadenze in cui Renzi potrebbe avere un ruolo di primo piano: le elezioni politiche, poi la formazione di un eventuale governo di centrosinistra (con il rebus delle alleanze: si o no a un patto con l’Udc?) e il prossimo congresso del Pd che si terra’ nell’autunno del 2013. Bersani parla al Teatro Capranica, a pochi passi da Montecitorio: ”La prima e piu’ grande soddisfazione e’ l’aver creduto a queste primarie, una grandissima avventura politica. Le ho volute testardamente e le ho volute aperte. Un partito popolare come il mio deve sempre aver fiducia nella gente: questo e’ il primo insegnamento. Anche per me una vittoria cosi’ netta e’ una sorpresa, ma sono sempre stato tranquillo”. Il segretario del Pd ringrazia la sua famiglia (”che ho trascurato ancora una volta”), i 100 mila volontari che hanno lavorato per le primarie e l’organizzazione del partito: ”Non puo’ esistere un grande schieramento dei progressisti senza i volontari e senza un’ organizzazione che li sappia tenere assieme”. Bersani ringrazia anche i socialisti e Sel che lo hanno sostenuto. Il vincitore guarda al futuro: ”Ora devo fare due cose: dare un forte profilo di governo e cambiamento al centrosinistra. Predisporre gli spazi per dare opportunita’ alla nuova generazione. La vera battaglia inizia adesso. Gia’ da domani mi mettero’ all’opera: partiro’ per la Libia e incontrero’ il neopresidente perche’ l’Italia riprenda un ruolo nel Mediterraneo”. L’impegno del segretario e’ gia’ rivolto alla campagna elettorale: ”La sfida ora e’ alzare l’asticella. Dobbiamo vincere le elezioni ma non si puo’ vincere a qualsiasi prezzo: niente favole perche’ poi non si governa. Non sara’ semplice, ma il paese ha bisogno di questo: siamo di fronte alla piu’ grande crisi dal dopoguerra a oggi. Problema numero uno e’ il lavoro. Ma anche il distacco tra cittadini, politica e istituzioni. Dobbiamo prendere di petto questi problemi, dobbiamo farlo con la verita’: dobbiamo vincere con la verita”’. Nichi Vendola si congratula con Bersani: ”Ora e’ lui il candidato premier del centrosinistra. Le primarie sono state un grande evento di democrazia e di partecipazione, un’onda che ha avuto nel proprio cuore la spinta per un’uscita a sinistra dalla crisi delle prima Repubblica e del berlusconismo”.


















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