Calabria
“Farmabusiness”, torna in libertà l’ex presidente del Consiglio Regionale Tallini

L’udienza davanti al Riesame si è svolta lo scorso 15 dicembre. Tallini era stato arrestato lo scorso 19 novembre, in seguito accuse di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio politico-mafioso. Secondo la Procura guidata da Nicola Gratteri, Grazie al suo ruolo di assessore regionale avrebbe agevolato la costituzione di una società dedita alla distribuzione di farmaci
COSENZA – L’ex presidente del Consiglio Regionale della Calabria, Domenico Tallini, torna in libertà dopo che il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato l’ordinanza emessa dal gip di Catanzaro che disponeva gli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione “Farmabusiness” in cui è indagato per concorso esterno e voto di scambio politico-mafioso.
I giudici del Tdl, dunque, hanno revocato la misura cautelare accogliendo l’istanza presentata dai legali di Tallini, Enzo Ioppoli, , Valerio Zimatore e Carlo Petitto. Durante l’udienza davanti al Riesame, svoltasi lo scorso 15 dicembre, Tallini è intervenuto con dichiarazioni spontanee mentre i suoi legali hanno presentato una corposa memoria difensiva.

L’arresto di Domenico Tallini
L’arresto di Tallini risale allo scorso 19 novembre e nasce dalle accuse di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio politico- mafioso. Il giorno dopo Tallini rassegna formalmente le dimissioni sia dalla carica di presidente del Consiglio regionale che da Vice-coordinatore regionale e coordinatore provinciale del Movimento Politico Forza Italia, “non potendo una così alta carica istituzionale risultare appannata dall’indagine in corso”, come riferisce il suo avvocato Vicenzo Ioppoli.
Secondo la Procura guidata da Nicola Gratteri, grazie al suo ruolo di assessore regionale avrebbe agevolato la costituzione di una società dedita alla distribuzione di farmaci e riconducibile alla famiglia mafiosa Grande Aracri di Cutro.
Lo storico esponente di Forza Italia, secondo l’accusa, avrebbe promesso e assicurato, “in cambio del sostegno elettorale promesso e attuato da parte del sodalizio la sua disponibilità nei confronti” della cosca, di aiutare il clan ad avviare attività imprenditoriale della distribuzione all’ingrosso di prodotti farmaceutici. Tallini, nello specifico, sarebbe intervenuto per “accelerare l’iter burocratico per il rilascio di necessarie autorizzazioni nella realizzazione del ‘Consorzio Farma Italia’ e della società ‘Farmaeko’, che prevedeva la distribuzione dei cosiddetti medicinali da banco sul territorio nazionale”
Insieme a Tallini, su richiesta della procura antimafia di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri, e per ordine del giudice, i carabinieri hanno arrestato altre 19 persone, tutte a vario titolo accusate di associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, tentata estorsione, ricettazione e violenza o minaccia a un pubblico ufficiale.


















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