Italia
Conte “sarà un Natale diverso. Misure sofferte ma necessarie, la situazione resta difficile”

Confermate tutte le misure contenute nella bozza. Il premier “il virus si raffredda ma non si lascia sconfiggere. Tra i nostri esperti c’è preoccupazione che la curva possa impennarsi nel periodo natalizio. Sono misure necessarie anche per cautelarci meglio in vista di Gennaio. Saranno immediatamente erogati nuovi ristori”
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COSENZA – Con quasi due ore di ritardo, Conte si è presentato in conferenza stampa annunciando le misure inserite nella nuova stretta. Dalla vigilia di Natale l’Italia sarà dunque in zona rossa. E ci resterà fino al 27 e poi nuovamente dal 31 dicembre al 3 gennaio e dal 5 al 6 gennaio. Dieci giorni in tutto. Il 28, 29 e 30 dicembre e il 4 gennaio il paese sarà invece tutto in zona arancione: ci si potrà spostare liberamente all’interno dei comuni e i negozi saranno aperti. Per i bar e ristoranti se ne riparla invece il 7 gennaio.
Conte misure necessarie, subito i ristori
“Da quando siamo partiti con l’Italia a zone colorate, il sistema ha funzionato. Questo metodo, grazie anche alla collaborazione dei cittadini, ci ha permesso di evitare il lockdown generalizzato. Abbiamo abbassato l’Rt portandolo da 1.7 sotto l’uno e presto tutta l’Italia potrà essere in zona gialla. Ma la situazione resta difficile – ha detto Conte – non solo in Italia ma in tutta Europa. Il virus si piega ma non si lascia sconfiggere. Per questo che anche tra i nostri esperti c’è preoccupazione che la stessa curva possa impennarsi nel periodo natalizio. Abbiamo adottato un decreto legge senza Dpcm che offre un punto di equilibrio in considerazione dell’importanza sociale che hanno le feste di Natale. Si esce di casa solo per ragioni di lavoro, necessità e salute. E’ possibile ricevere nella propria abitazione fino a 2 persone non conviventi con eventualmente i propri figli minori di 14 anni. E’ una misura che abbiamo pensato per consentire quel minimo di socialità che si addice a questo periodo” ha detto Conte che sul ritardo della conferenza spiga “volevamo inserire in questo decreto legge anche delle misure di ristoro per le attività penalizzate, soprattutto bar e ristoranti. So del sacrificio e siamo al loro fianco. Misure restrittive ma anche nuovi aiuti da erogare in maniera rapida. Abbiamo predisposto un immediato risorto per circa 645 milioni per ristoranti e bar costretti alla chiusura. Riceveranno il 100% di quanto stabilito nel decreto rilancio. Abbiamo sospeso contributi e tributi per coloro che hanno perdite. Chi subisce dei danni economici deve essere subito ristorato”.
L‘Italia dunque sarà rossa per tutti i festivi e prefestivi fino alla Befana, con i negozi, i bar e i ristoranti chiusi e il divieto di uscire da casa propria se non per motivi di lavoro e salute. Dopo giorni di discussioni, il governo vara la nuova stretta per evitare che i pranzi e le cene delle feste facciano da detonatore per una terza ondata a gennaio e febbraio. Le misure sono contenute in un decreto legge di 3 soli articoli che il Consiglio dei Ministri ha approvato dopo una lungo confronto all’interno del governo e con le Regioni. Una discussione che con l’avvicinarsi delle vacanze si è fatta sempre più tesa: all’insofferenza dell’opposizione che chiedeva all’esecutivo scelte chiare e rapide per dare agli italiani certezze il prima possibile, si è aggiunta quella della maggioranza, come ha fatto chiaramente capire il leader del Pd Nicola Zingaretti quando ha annunciato che, nel caso in cui il premier non avesse scelto la linea dura, il Lazio sarebbe andato per conto suo. L’ennesima riunione dei capi delegazione è stata così molto tesa, 4 ore di discussione durante le quali Teresa Bellanova ha detto chiaramente che se è necessario un altro decreto “significa che quanto deciso finora non ha funzionato come doveva” e ha chiesto ristori al 100%. E il Cdm ha stanziato subito 645 milioni per bar e ristoranti costretti a chiudere: altre risorse arriveranno nel 2021. Alla fine ha prevalso la linea dei rigoristi, quella rappresentata fin dall’inizio dell’emergenza dai ministri Roberto Speranza, Dario Franceschini e Francesco Boccia, ribadita anche oggi da quest’ultimo alle Regioni. L’unica cosa che il premier Giuseppe Conte, che era con Italia Viva per un intervento molto più morbido, è riuscito a spuntare è la deroga per due commensali non conviventi, oltre ai minori di 14 anni, che potranno spostarsi anche con i divieti per raggiungere nelle abitazioni private familiari e parenti più stretti. Ma potranno farlo “una sola volta al giorno” e “verso una sola abitazione”, ovviamente nella stressa regione. Nel provvedimento c’è anche la deroga per i piccoli comuni: ci si potrà spostare da quelli sotto i 5mila abitanti, ma ad una distanza massima di 30 chilometri e comunque non per andare nei capoluoghi di provincia.




















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