Cosenza
Cosenza, in Consiglio Comunale si discute di emergenza rifiuti e crisi idrica

Tra le proposte quella di rafforzare il monitoraggio della raccolta attraverso telecamere e task force. “abbiamo bisogno di più impianti per riciclare”, ha dichiarato il consigliere Granata, presidente della Commissione Ambiente
COSENZA – Il Consiglio comunale di Cosenza ha ratificato le variazioni di bilancio inserite all’ordine del giorno ed ha approvato anche il Piano economico finanziario della TARI. Prima che si discutesse delle variazioni di bilancio, in apertura di seduta il consigliere comunale Vincenzo Granata, Presidente della commissione ambiente di Palazzo dei Bruzi, ha chiesto di anticipare la discussione sull‘emergenza rifiuti in alcuni quartieri della città, sulla scorta di una richiesta della quale è stato primo firmatario, insieme ad altri 21 consiglieri. Granata ha ricordato gli importanti risultati e progressi ottenuti nel Paese dalla filiera del riciclo dei rifiuti, auspicando la transizione verso il modello di economia circolare.
“Un andamento – ha precisato Granata – che non può prescindere dalla sollecitazione di misure da parte dei decisori politici. Negli ultimi dieci anni – ha rilevato Granata – l’Italia del riciclo ha registrato un momento di crescita importante delle quantità di rifiuti trattate, così come in aumento sono state le imprese del riciclo e la loro evoluzione tecnologica che, in alcuni casi, ha consentito di raggiungere vere e proprie punte di eccellenza europea”.
Investire sull’Impiantistica pubblica per il riciclo
L’investimento principale deve essere – e Granata lo ha ribadito con forza – quello di realizzare immediatamente l’impiantistica pubblica, per l’utilità del cittadino e per l’economicità e l’efficienza del servizio. Cosenza è oggi tra le prime città in Italia per raccolta differenziata”. E a questo proposito Vincenzo Granata ha ringraziato le “tute gialle” impegnate nella raccolta dei rifiuti ed anche “chi effettua il servizio di raccolta Covid perché rischia in prima persona”.
Granata ha ricordato anche il quadro normativo. “Un percorso – ha detto – iniziato in Italia nel 1997 con il decreto legislativo n.22, la legge di riordino del settore che ha generato un salto di qualità nel riciclo, fino al decreto legislativo 152 del 2006 e ai giorni nostri e che ha fatto sì che in Italia si accumulassero risultati importanti che pongono il Paese, nonostante carenze e ritardi, tra i migliori d’Europa. Il sistema italiano potrà – ha aggiunto Granata- affrontare le sfide alle quali saremo chiamati, se sarà in grado di realizzare gli impianti necessari a riciclare i maggiori quantitativi previsti. Ecco perché diventa importante – ha detto ancora il Presidente della commissione ambiente – progettare programmare e avere una visione che accomuni le ATO provinciali. L’obiettivo prioritario è e deve restare quello della realizzazione dell’impiantistica pubblica. La transizione verso un’economia circolare richiede la partecipazione e l’impegno di diversi gruppi di persone. Per questo passaggio l’Europa ha già preparato il campo: un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse.
Rifiuti, la Regione Calabria riaffida il servizio ai privati
In Consiglio Granata ha affermato di non aver condiviso, da parte della Regione Calabria, la delibera con la quale il servizio è stato riaffidato ai privati. “Ritengo – ha detto Granata -che il pubblico deva restare tale e il privato al proprio posto. Il servizio – ha detto prima di concludere il suo intervento – deve essere omogeneo per tutti i quartieri. Bisogna seguire le linee di indirizzo e il piano comunale del servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati, già approvato dal Consiglio comunale, con l’approvazione, in via definitiva, della programmazione, calendarizzazione e percentuale del flusso dei rifiuti, nelle tre fasi di lavorazione: raccolta, trattamento, discarica di servizio. Il nostro unico obiettivo è quello di raggiungere l’efficienza del servizio pubblico essenziale, la raccolta omogenea dei rifiuti urbani ed assimilati in città, con la conseguente diminuzione del relativo tributo”.
Cipparrone, rifiuti: “pulire subito quartieri in emergenza”
Apprezzamento per l’intervento di Vincenzo Granata è stato espresso dal consigliere Giovanni Cipparrone che ha parlato subito dopo. “Siamo – ha detto Cipparrone – nella fase finale della consiliatura e non possiamo più permetterci di fare o alimentare polemiche. Occhiuto ha creduto nella nuova fase della differenziata, scegliendo un progetto diverso da quello che era stato prospettato (con la differenziata spinta in una parte della città e i cassonetti nella parte restante). Un progetto che ci ha premiato e grazie al quale – ha proseguito Cipparrone – abbiamo raggiunto risultati e obiettivi. Questi sono gli argomenti che bisogna portare avanti e il messaggio deve essere costruttivo. Mi auguro che su questo si possa aprire un confronto con i colleghi consiglieri”.
“4 anni fa – ha aggiunto Cipparrone – è stato approvato in commissione il nuovo regolamento dei rifiuti ed è stato costruito il nuovo percorso. Non si comprende per quali ragioni ora questo percorso debba incepparsi e siamo costretti a vedere sui social fotografie scattate ad arte e per alimentare speculazioni di tipo politico che evidenziano enormi cumuli di rifiuti, ad esempio all’ultimo lotto di via Popilia o a via degli Stadi. Da oggi e per i prossimi sei mesi dobbiamo avere la forza di mettere fine a tutto questo. Come? – si chiede Cipparrone. Agendo. Se c’è il modo di agire, anche a costo di sopportare dei costi, facciamolo. E puliamo subito i quartieri della città dove l’emergenza è maggiormente avvertita , attivando una vera e propria task force. E con questa task force, in giro per i quartieri, dobbiamo organizzare un monitoraggio ed interventi quotidiani. Basta lasciare i quartieri prigionieri della spazzatura; va trovata una soluzione. Gli incivili vanno combattuti, rendendoli civili. Tutti insieme, dirigenti e chi si occupa della raccolta, dobbiamo essere in grado di fronteggiare questo problema”.
“A Via Popilia – ha proseguito Giovanni Cipparrone – su 100 famiglie, oltre 60 vanno a ritirare i mastelli. Gli ultimi sei mesi della nostra permanenza a Palazzo dei Bruzi devono essere programmati a favore di questi quartieri, premiando quelli meritevoli. Siamo stati diligenti a proporre le funzionalità del Centro di riciclo di Via Popilia, spiegando anche come sarà riqualificata quell’area. Oggi si volta pagina. Essere tutti da una parte è difficile, ma quando dobbiamo essere dalla parte dei cosentini, dobbiamo farlo. E’ umiliante andare davanti i cancelli dei privati e stare lì ore ed ore. Occorre attivare sinergie e mettere da parte le polemiche”.
Telecamere e task force per monitare
Nella discussione sono intervenuti anche i consiglieri Enrico Morcavallo, Gisberto Spadafora e Massimo Lo Gullo. Per Morcavallo “il problema fondamentale non è come viene fatta la raccolta, perché la raccolta porta a porta viene svolta. Il problema è, piuttosto, l’inciviltà dei nostri concittadini”. Morcavallo ha messo in evidenza la formazione in città di “vere e proprie discariche abusive”. Il problema si risolve – ha aggiunto Morcavallo – in maniera coercitiva, mostrando tolleranza zero”. E a questo scopo ha sollecitato l’installazione di telecamere ad hoc.
“Abbiamo bisogno del pugno duro – ha detto -senza scendere a compromessi”. E ha concluso il suo intervento chiedendo all’Amministrazione di destinare più vigili a questa funzione di controllo. Per Gisberto Spadafora, ben venga la proposta del consigliere Cipparrone di istituire una vera e propria task force. “La maggior parte dei cosentini – ha detto Spadafora – è diligente. Gli incivili ci sono, ma sono una minoranza. La città è in questo momento una città sporchissima, dalle periferie al centro. Il grado di inciviltà è diffuso. Chiedo che dal Consiglio esca un documento che ci impegni su controlli più serrati, ma anche sugli abbandoni (scongiurabili attraverso l’installazione di telecamere) e che ci impegni anche lavorare sulle scuole, la sede ideale dove poter insegnare il rispetto delle regole. Diamo una mano al Sindaco – ha aggiunto Spadafora – che ha lavorato molto. Occorre potenziare il servizio di spazzamento meccanizzato, istituire un presidio dei vigili con l’utilizzo di telecamere, potenziare anche lo spazzamento manuale e il lavaggio delle strade e occuparsi anche della pulizia delle piste ciclabili che sono il nostro fiore all’occhiello”.
D’accordo con i consiglieri Granata e Cipparrone si è dichiarato anche il consigliere Massimo Lo Gullo. La decisione che era stata assunta, in un primo momento, di elaborare un documento da mettere ai voti è stata, invece, sostituita dalla proposta, avanzata da Giovanni Cipparrone, di affidare ad una prossima seduta della commissione ambiente l’approfondimento sul tema dell’emergenza rifiuti nei quartieri della città, con la partecipazione di tutti gli attori in campo.
Crisi idrica: “convocare un tavolo di concertazione”
Con riferimento alle problematiche del servizio idrico integrato, il consigliere Vincenzo Granata, ricordando che l’argomento è stato oggetto di una recente commissione ambiente cui hanno preso parte l’ingegnere Serena Collorafi, dirigente della Sorical e l’Architetto Giuseppe Bruno, dirigente del settore Manutenzione straordinaria e Servizio idrico integrato di Palazzo dei Bruzi, ha ricordato la necessità di garantire un servizio idrico integrato che si ispiri sempre di più ai principi della efficienza, efficacia ed economicità, ricordando, altresì, che lo stesso servizio è costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad uso civile, oltre a quello relativo alle fognature e alla depurazione delle acque reflue.
Granata ha anche ricordato che l’attuale situazione di emergenza idrica in città fa venire in mente quanto avvenne nel 2017 a causa di una forte siccità. Il Presidente della Commissione ambiente ha riportato, inoltre, quanto riferito in commissione dalla dirigente di Sorical Serena Collorafi e cioè che attualmente Sorical eroga alla città di Cosenza, tramite l’acquedotto Abatemarco e l’acquedotto del Bufalo, un totale di portata che, al 30 novembre di quest’anno, è pari a 280 litri al secondo complessivamente, così suddivise: circa 243 litri dall’Acquedotto Abatemarco ed il restante dal Bufalo con un 20-22% in meno. Vincenzo Granata ha infine ricordato che “la situazione sospesa e relativa alla depurazione per il 2020 è stata sanata”. Infine ha lanciato la proposta di convocare un tavolo di concertazione sul cantiere di collettamento di Donnici.


















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