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Commissione Sanità: “incontro con Longo e rimozione di Panizzoli e Bettelini”

Cosenza

Commissione Sanità: “incontro con Longo e rimozione di Panizzoli e Bettelini”

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Comune di Cosenza maria teresa de marco commissione sanita

Con un documento presentato questa mattina la Commissione Sanità del Comune di Cosenza chiede un incontro al neo commissario ad acta, Guido Longo, e la rimozione immediata dei due commissari dell’Asp e dell’Azienda ospedaliera di Cosenza

 

COSENZA – Dal commissariamento alle condizioni dell’ospedale, dal rischio della terza ondata alla campagna vaccinale fallita. Sono purtroppo tante le criticità evidenziate questa mattina, nel corso dell’incontro via Skype  della commissione Sanità di palazzo dei bruzi e contenute in un documento dettagliato, nel quale si chiede che il commissario ad acta Guido Longo incontri la commissione presieduta dalla dott.ssa Maria Teresa De Marco e per chiedere che vengano rimosse dal loro incarico le due commissarie, Panizzoli e Bettelini.

“Gli scenari angosciosi in cui versa la sanità della regione Calabria, di recente venuti drammaticamente (e per alcuni versi, grottescamente) alla ribalta nazionale, inducono noi consiglieri comunali del Comune di Cosenza a scrivere questa lettera pubblica”. Inizia così il documento della Commissione Sanità che hanno indetto questa mattina una conferenza stampa via Skype.

“La pandemia ha amplificato le inadempienze di una classe politica incapace”

A prendere la parola la presidente De Marco che ha spiegato: “siamo qui perché siamo stanchi dell’immobilità e dell’inefficienza di chi deve tutelare la salute dei cittadini. Per questo abbiamo scritto al commissario Longo, per mobilitarci per il diritto alla salute e all’assistenza. Prima della pandemia la situazione non era certamente rosea e in questo periodo, lo scorso anno, convocammo la dott.ssa Panizzoli che non volle ospitare la stampa. Con la pandemia si sono amplificati i problemi tanto che abbiamo dovuto fare ricorso all’ospedale da campo che ha dato un grande contributo. Si sarebbe potuto utilizzare il Mariano Santo come ospedale Covid che era pronto. Non è stato completato il DEA che dava la possibilità di avere altri 20 posti letto per il Pronto soccorso. Entrambe le commissarie sono venute in Commissione così come i medici, i sindacati, ed abbiamo approvato un documento per presentare le criticità ma non siamo stati ascoltati, nè da Cotticelli prima, nè dal presidente facente funzioni Spirlì”. Silenzio assoluti, non siamo proprio stati ascoltati eppure è necessaria un’interlocuzione. Per non parlare del fallimento della campagna vaccinale con medici che ancora non hanno ricevuto i vaccini”. Non c’è progettualità per il futuro – spiega la De Marco – e la situazione non può andare avanti così per tanti fattori, come la mancanza di risorse e la disorganizzazione”.

Terza ondata? Sarebbe letale

Tra gli interventi anche quello della consigliera Bianca Rende: “L’ospedale di Cosenza, hub, di riferimento per la provincia di Cosenza nasce per dare risposte e che oggi diventa un luogo di insicurezza. Malati e operatori non si sentono sicuri, soprattutto visto il Covid. Gli stessi operatori non vanno più al lavoro con lo spirito di assistere perchè le linee guida sulla sicurezza dei percorsi sanitari non sono garantite. Vogliamo correre ai riparti, immediatamente e al Commissario Longo chiediamo di nominare persone capaci e di attivarsi per arginare il rischio di una terza ondata che per noi sarebbe letale“.

 

Il contenuto del documento

La Commissione nel documento parla di “un sistema sanitario regionale ridotto al collasso e di una pessima azione politica, un inadeguato management gestionale che si è succeduto negli anni e da un sistema di commissariamento governativo che dura da circa due lustri e che non ha migliorato la situazione debitoria del sistema sanitario, peggiorando al contempo – se possibile – la qualità e la quantità dei servizi sanitari offerti ai Calabresi, richiede del tempo”.

Da qui l’appello a Longo a tornare sui suoi passi “e sulla conferma (o meglio proroga) alla guida della ASP di Cosenza e della A.O di Cosenza rispettivamente la Dott.ssa Bettelini e la Dott.ssa Panizzoli […]. Chiediamo con fermezza l’immediata rimozione dei due commissari alla guida della ASP e della AO, per le gravissime inadempienze sul fronte della predisposizione di idonee azioni tese a contenere e fronteggiare il dilagare della pandemia […].

panizzoli e bettelini 02

“Le omissioni gravemente colpose dei Commissari sono note a tutti”

L’Asp di Cosenza – riporta il documento – non ha attivato alcun posto letto covid nella fase in cui i livelli di contagio erano più contenuti o quasi nullificati. Non sono state attivate in tempo debito le USCA ed il relativo personale è stato reclutato con estremo ritardo. Non sono stati potenziati i laboratori per processare i tamponi, cosa che ha determinato un ritardo nell’acquisizione degli esiti e nel tracciamento dei contagi. Non vi è stato un potenziamento degli organici. Vi è stata una campagna vaccinale che definire fallimentare è dir poco. Non sono stati attivati i posti di rianimazione, terapia intensiva e sub intensiva previsti dal DCA 91 del 2020.

Da 5 anni non si riescono a concludere i lavori di ristrutturazione del Mariano Santo: nulla è stato fatto in questo scorcio di tempo per dare impulso a questo importante intervento. Abbiamo appreso (noi e tutti i Calabresi) che l’Azienda Ospedaliera ha rifiutato un cospicuo finanziamento – di circa 10.000.000 di euro – per l’acquisto di macchinari (una pet, un agiografo digitalizzato, robot da Vinci). Non è stato ancora completato il DEA che consentirà l’ampliamento di altri 20 posti letto di pronto soccorso. Ancora non sono stati indette ed espletati concorsi per assunzioni di personale medico ed infermieristico a tempo indeterminato, sebbene dette assunzioni siano state già autorizzate, così come non sono state effettuate le assunzioni già autorizzate con circolare 124025 del 31 marzo 2020″.

Non è stato potenziato il laboratorio di virologia, con l’assunzione di personale a tempo indeterminato, come invece è stato fatto dalle A.O. di Reggio e Catanzaro. Si è verificata una riduzione delle prestazioni che sicuramente ha ricadute negative sui pazienti che saranno costretti ad andare fuori regione (con ulteriore aumento della c.d. emigrazione sanitaria). Su tale ultimo aspetto – prosegue il documento evidenziamo che l’ospedale di Cosenza – in quanto struttura HUB che serve tutta la regione – non può essere convertito in ospedale Covid.

 

“I posti Covid hanno tolto posti letto in altri reparti”

“La trasformazione dei reparti specialistici in reparti Covid – è spiegato ancora nel documento – ha portato una drastica riduzione dei posti letto dedicati alle specialistiche con conseguente emigrazione sanitaria per le patologie diverse dal covid. Sarebbe stato meglio utilizzare l’ospedale militare e ristabilire i posti letto nei reparti. Ancora, non è stata garantita adeguatamente la sicurezza del personale sanitario all’interno delle strutture mediche, tant’è che molteplici sono stati i fenomeni di contagio. Sul punto, evidenziamo che i protocolli di emergenza contenuti nella informativa del 7 novembre 2020 non sono stati attuati in più punti. E, alla luce di tutti questi grandissimi risultati conseguiti, di livelli di sicurezza garantiti, di buone pratiche attuate (sia consentito il tono sarcastico), il Commissario si è liquidato un premio di produttività ancorato a parametri facilmente raggiungibili, parametri però che, oltre ad essere facilmente raggiungibili, non hanno garantito alcun effettivo beneficio agli utenti. Ancora, e sempre a proposito del premio produttività, che l’obiettivo del contenimento della spesa (-50% dei costi dei beni e servizi) si è tradotto in un taglio di ben 972.064,22 euro sui servizi di pulizia (in tempo di covid)”.

Criticità e inadempienze contenute nel documento della Commissione Sanità del Comune che chiede con forza “la rimozione dei commissari all’APS ed alla A.O. di Cosenza e l’adozione in tempi brevi di provvedimenti atti a porre rimedio agli scempi gestionali che hanno aggravato la situazione della già precaria organizzazione sanitaria nella provincia e nella città di Cosenza. “I calabresi non tollereranno ulteriori proroghe di commissariamento della sanità, considerato che in 10 anni ha visto peggiorare radicalmente l’offerta sanitaria calabrese, il debito non è rientrato, gli Enti che gestiscono la sanità non fanno nulla per ampliare migliorare i servizi, il debito per emigrazione sanitaria aumenta vertiginosamente, i nuovi ospedali non vengono realizzati, molti vecchi ospedali sono stati chiusi, fiumi di soldi vengono spesi per la sanità privata e nessun serio investimento è fatto nella ospedalità pubblica”.

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