Calabria
In Calabria l’RT risale a 0.84. L’incidenza resta bassa, anche l’occupazione di posti letto

I dati del monitoraggio dell’ISS: Rt nazionale in crescita a 0,90 e ci sono 5 regioni a rischio alto. In Calabria risale l’RT ma resta ancora sotto 1. Resta invece bassa l’incidenza e sotto la soglia critica la percentuale di occupazione dei posti letto sia in terapia intensiva che in area medica
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COSENZA – Nel primo giorno di zona rossa nazionale l’Italia supera i due milioni di casi totali di coronavirus da inizio epidemia e si avvia al Natale con la speranza del vaccino in arrivo e l’inquietudine di una curva dei contagi che rallenta di meno. L’Rt – l’indice di trasmissibilità – è infatti in aumento per la seconda settimana consecutiva, dopo cinque di fila di flessione, e preoccupano regioni come il Veneto e il Molise, mentre restano sotto stretta osservazione Puglia (con il primo caso di variante inglese), Sardegna e Trentino. Il presidente dell’Istituto superiore di Sanità (Iss) Silvio Brusaferro parla di “fase decrescente ma rallentata”. L’indice Rt, spiega, “è sotto 1 in tutte le regioni tranne in Veneto e Molise“. Secondo i dati del monitoraggio il primo ha un indice a 1,11 e il secondo a 1,02. Il dato nazionale è ora a 0,9”. 4 Regioni sono classificate a rischio basso, mentre le Regioni più a rischio elevato Covid sono 5: Liguria, Marche, Puglia, Umbria, Veneto che è quella messa peggio con l’Rt più alto d’Italia compatibile con uno scenario tipo 2. Mentre 12 Regioni/PPAA sono classificate a rischio moderato. Di queste, 4 hanno una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese nel caso si mantenga invariata l’attuale trasmissibilità: Emilia-Romagna, Molise, Provincia autonoma di Trento e Valle d’Aosta.
Resta basta l’incidenza in Calabria. RT risale a 0.84
Per quanto riguarda la Calabria, anche nell’ultimo monitoraggio settimanale l’incidenza, seppur in leggera risalita, resta la più bassa d’Italia: a 7 giorni è di 57,15 ogni 10mila abitanti (la settimana scorsa era al 54,19), mentre a 14 giorni il dato è in discesa: 114,15 ogni 100mila abitanti (era a 137.58). L’indice l’RT si mantiene sotto 1 ma è in risalita passando da 0.74 della scorsa settimana allo 0.84. Si conferma il miglioramento nella percentuale dei ricoveri sia per quanto riguarda i reparti covid sia quello delle terapia intensive. Ad oggi la Calabria ha meno del 5% di probabilità di raggiungere la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva (fissata al 30%) mentre la percentuale si attesta attorno al 25% di occupazione quella in area medica (fissata al 40%). Resta bassa anche la anche la valutazione dell’impatto (sovraccarico delle terapie intensive e/o delle aree mediche, focolai che coinvolgono persone particolarmente vulnerabili). Continua a migliorare il tracciamento e si continua ad osservare una diminuzione nel numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note, con la percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti stabile.
Rezza “continuare ad avere comportamenti prudenti”
“E’ importante continuare a mantenere i comportamenti prudenti, soprattutto in questi giorni di festività – dice Gianni Rezza, direttore della Prevenzione Iss – e nella aree maggiormente colpite si può considerare l’opportunità di misure maggiormente restrittive”. “Alle cene e ai pranzi di queste feste natalizie “limitare il numero di persone è importante”, ribadisce. Da ciò dipenderà in qualche modo l’apertura delle scuole a gennaio, “che resta un obiettivo primario”, dice Rezza, “naturalmente c’è stata sempre tanta cautela” e occorre “valutare a livello territoriale la situazione epidemiologica”. Rezza ha quindi rassicurato, allo stato attuale, sul vaccino in arrivo e sulla variante inglese del virus. La stima dell’aumento della contagiosità di quest’ultima è di un +0.4 dell’Rt. “Non sembrano esserci effetti sull’efficacia del vaccino e neppure sulla gravità clinica”, afferma. Vaccino che per le prime 10 mila dosi circa della Pfizer-Biontech è in viaggio da Bruxelles su dei furgoni che attraverseranno stasera la frontiera del Brennero per essere poi scortati dai carabinieri sul territorio italiano. Il 26 mattina le 9.750 fiale per la vaccinazione simbolica del V-Day europeo di domenica arriveranno all’ospedale Spallanzani di Roma. Lì le scatole saranno stoccate e suddivise: alcune andranno all’aeroporto militare di Pratica di Mare per decollare con 5 aerei, destinazione le regioni più lontane. Altre con automezzi sempre militari raggiungeranno gli altri ‘sub-hub’ nel raggio di 300 chilometri. Il resto dei vaccini verrà usato allo Spallanzani. La vaccinazione di massa dovrebbe iniziare la prossima settimana, quando Pfizer ha garantito altre 450 mila dosi. Da valutare nel frattempo l’eventuale impatto della variante inglese – e delle festività – sulla curva dei contagi e quindi anche sulla campagna di vaccinazione.
Quest’ultima, come ha ripetuto più volte il commissario Domenico Arcuri, sarebbe più complicata con una terza ondata in corso. Intanto sono rientrati a Roma con un volo Alitalia da Londra Heathrow a Fiumicino i primi 160 italiani residenti in Italia e autorizzati a tornare con l’ordinanza firmata dai ministri Di Maio, Speranza e De Micheli. Hanno potuto lasciare la Gran Bretagna per motivi di urgenza, previo tampone, dopo il blocco dei voli deciso dalla maggioranza dei Paesi europei per limitare il contagio della nuova variante Covid.



















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